Caso Stoppani, 11 persone verso il processo

Il consigliere comunale Caruso: «Il Comune si costituisca parte civile»

Rischierebbero concretamente di finire a processo con l’accusa di falso, violazione della legge sui rifiuti, turbativa d’asta e abuso di ufficio – secondo Il Secolo XIX – gli 11 indagati del caso Stoppani, di cui abbiamo parlato anche ieri, tra cui il vice commissario e dirigente della Regione Cecilia Brescianini.

Sotto la lente della Procura è finito ormai da tempo il famoso bando per l’appalto (scritto su misura, secondo l’accusa) per i lavori della discarica del Molinetto con il permesso per l’azienda aggiudicataria di smaltire in quel luogo altri 50mila metri cubi di rifiuti pericolosi provenienti da scavi verroviari, e 140mila tonnellate di materiale contenente amianto.

La Procura addebita agli indagati di avere riaperto abusivamente la discarica del Molinetto, e di aver omesso l’esecuzione delle verifiche e dei monitoraggi ambientali per i depositi destinati a ricevere rifiuti contenenti amianto, e di aver omesso di comunicare alla Regione e ai comuni competenti i livelli di contaminazione della falda, necessitanti l’avvio di messa in sicurezza e bonifica, già noti dal 2010. 

Nel frattempo il consigliere comunale Alessandro Caruso ha presentato una mozione in cui propone al Comune di Cogoleto di costituirsi parte civile: «Il Comune di Cogoleto è sicuramente parte lesa, penso sia doveroso che diventi parte civile in un processo che riguarderebbe la salute dei cittadini e l’immagine di questo paese».