Cogoleto, venditore molesto porta a porta: intervengono le forze dell’ordine

Districarsi nell’immenso mare delle offerte dei diversi operatori di telefonia, luce e gas diventa un’impresa, abbondano le truffe, e non si è mai sicuri di parlare con i veri incaricati, e che poi gli accordi presi a voce vengano rispettati: così capita che alcune palazzine – tra cui una a Cogoleto – rechino sul portone cartelli che pregano a operatori/testimoni di Geova/venditori/rappresentanti di organizzazioni politiche o sindacali/chiunque possa disturbare o infastidire, di non citofonare.

Eppure, qualche settimana fa, proprio a Cogoleto, una di queste palazzine in via Molino della Rocca di Levante è stata protagonista di due episodi sconcertanti, denunciati da un condomino direttamente a Iren: stando alla lettera scritta dal cittadino alla società, prima due ragazze, con tanto di tesserino, sarebbero entrate ugualmente nel palazzo, probabilmente intrufolandosi nel portone aperto per via di lavori in corso. Alcuni condomini le hanno pregate di uscire e non disturbare, rispettando quanto scritto sul cartello del portone, e allora le due presunte incaricate hanno iniziato a deridere e sbeffeggiare i cittadini (e facendo le smorfie alle telecamere di sorveglianza, purtroppo per loro, funzionanti). Le due erano ufficialmente a Cogoleto per «cambiare i contatori del gas» ma, a fronte di una richiesta scritta di delucidazioni da parte dei residenti, la società non ha mai risposto.

Pochi giorni dopo, un altro episodio spiacevole all’interno dello stesso condominio: un altro sedicente operatore Iren, nonostante il rifiuto di aprire da parte di una residente, ha suonato più volte il campanello, insistendo e ridendo. Il motivo della visita? In teoria, effettuare la lettura del contatore del gas. Ma, stando ad altri residenti della palazzina che hanno aperto la porta di casa, una volta entrato l’incaricato avrebbe chiesto insistentemente di vedere le fatture per poter applicare sconti e cambi tariffari. Un modus operandi confermato anche da più cogoletesi sui social network.

A intervenire, a questo punto, un agente della Polizia di Stato libero dal servizio, che si trovava sul posto in quel momento: l’agente si è qualificato, chiedendo il motivo per cui l’operatore fosse entrato nonostante il cartello sul portone, e chiedendo i documenti. Il ragazzo a questo punto avrebbe esibito solo il tesserino Iren, appeso al collo, che non è un documento di identità valido. Dopo essere stato sollecitato, l’incaricato ha cercato di andarsene e, dopo essere stato accompagnato al portone per leggere il famoso cartello che prega di non disturbare, si è allontanato di corsa.

L’episodio, come già scritto, è stato segnalato da uno dei residenti della palazzina direttamente a Iren, e la società è stata diffidata formalmente.

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