FOTO – La Città Metropolitana di Genova alla commemorazione dell’eccidio di Marzabotto

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa del consigliere della Città Metropolitana Salvatore Muscatello.

LA CITTA’ METROPOLITANA DI GENOVA HA PARTECIPATO ALLA COMMEMORAZIONE DEL 74° ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO DI MONTE SOLE.

Si è conclusa in serata la nostra visita a Marzabotto. Presente la Città Metropolitana di Genova alla commemorazione, unitamente alla Provincia di La Spezia, Comune  di Genova e Regione Liguria.

In mattinata abbiamo ascoltato i canti della resistenza del coro “Gli Scariolanti di Marzabotto” assieme alla collega Lorella Fontana del Comune di Genova.  A seguire la funzione religiosa nel Sacrario di Marzabotto celebrata dall’Arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi. L’arcivescovo nella sua omelia ha voluto richiamare i valori della PACE e della RICONCILIAZIONE, davanti alla comunità di Marzabotto e alla presenza dei ministri degli esteri di Italia e Germania,  Enzo Moavero Milanesi e Heiko Maas: “Lo chiedono le 770 vittime che sono in questo Sacrario” – replica l’arcivescovo –  “lo richiedono tutte le vittime di ogni guerra, mantenere la pace e il bene comune richiede lo sforzo di tutti …”.

Subito dopo nella Piazza del Sacrario abbiamo ascoltato gli interventi prima del Presidente del Comitato Onoranze Caduti di Marzabotto Walter Cardi e poi del Vice Presidente Nazionale dell’ANPI Emilio Ricci.

L’intervento del Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Federale di Germania Heiko Maas  con il suo interprete ha stupito tutta la platea: “Come ministro degli Esteri dico con profondo dolore e grande vergogna che mi inchino davanti alle vittime e ai loro familiari” – ha scandito Maas –  “non è scontato che un ministro degli Esteri tedesco possa essere qui dove i miei connazionali hanno portato morte” –  ha aggiunto –  “ci sono state 770 persone uccise. Si tratta di crimini commessi da tedeschi che ancora oggi ci lasciano senza fiato per la loro efferatezza e crudeltà: 770 persone uccise che non dimenticheremo mai”-  infine, ha sottolineato Maas – “è tutt’altro che scontato che dolore e vendetta abbiano ceduto il passo alla pace e all’amicizia: è un dono prezioso che dobbiamo conservare e preservare, l’odio e il razzismo non devono mai prevalere, lavoriamo tutti i giorni insieme per preservare questo patrimonio comune di pace, fiducia, partenariato””.

Poi a seguire l’intervento del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Enzo Moavero Milanesi che ha voluto partecipare per la prima volta da Ministro alla Commemorazione del 74° Anniversario insieme al suo amico tedesco Heiko Mass : … “queste terre bagnate di sangue mi coinvolgono personalmente” – segue – “prima la Comunità Europea e poi l’Unione Europea hanno portato la PACE e la COOPERAZIONE tra i popoli” – continua il Ministro –  “le guerre, della prima parte del Novecento ma anche del conflitto nei Balcani negli Anni Novanta sono dei fantasmi che possono risvegliarsi, non sono chiusi sui libri di storia: sentimenti di xenofobia, rivalità, dispute sono pericolosi perché possono risvegliare fantasmi che vorremmo chiudere nei libri della storia”.  “Coltiviamo la memoria – ha concluso – non per serbare rancore ma per non dimenticare così da non ricadere nei medesimi errori”.

Infine gli interventi delle istituzioni locali, il Sindaco di Marzabotto Romano Franchi e il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che conclude il suo intervento  con delle piccole note di carattere politico, comprensibili ma non del tutto condivisibili : “Gli uomini passano ma le istituzioni restano” dice Bonaccini e rivolgendosi al Ministro Moavero sottolinea “conosciamo la tua storia e la tua fede per l’Europa, ma non è così per qualche altro tuo collega”.

La conclusione del Presidente della Regione Emilia-Romagna in presenza di tutte le istituzioni, civili, religiose, militari è stata del tutto fuori luogo e inconsueta. Nel nostro Paese il Governo che ha avuto la fiducia del Parlamento è un’istituzione titolare del potere esecutivo e i ministri che lo compongono sono loro stessi delle istituzioni. I partiti non occupano istituzioni, possono fornire alcuni loro uomini che però, una volta nominati, cessano di essere uomini di partito e diventano membri d’un potere costituzionale dello Stato di diritto e come tali meritano rispetto istituzionale.

Salvatore Muscatello

Consigliere Metropolitano di Genova

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