La Porto di Arenzano diventa al 100% del Comune, polemiche in consiglio comunale

Il porto di Arenzano

Arenzano avrà presto (lunedì prossimo verrà firmato l’atto notarile) due società in house, ovvero di proprietà del Comune al 100%: una è Aral, l’altra è la Porto di Arenzano.

La decisione è arrivata ieri sera nell’ambito di un consiglio comunale particolarmente delicato (dopo una commissione altrettanto “sofferta”), in cui è stata votata la copertura integrale delle perdite della Porto di Arenzano Spa, e della trasformazione della stessa da società per azioni a società a responsabilità limitata.

Il sindaco, Luigi Gambino, fa un po’ di cronistoria, anche perché fino a qualche mese fa si parlava di dismissione della società: «Le cose sono drasticamente cambiate – spiega -. Quando noi abbiamo deciso di dismetterla eravamo proprietari del 51%. Poi a fine maggio il socio di minoranza, sapendo che si doveva procedere alla ricapitalizzazione delle perdite entro la fine di giugno, ha deciso di non ricapitalizzarle. Per cui ci siamo trovati di fronte a due scenari: o la società va in liquidazione, o si cambia il tipo di società, facendola diventare una srl al 100% di proprietà comunale. Il socio di minoranza ci ha dato le sue azioni a costo 0 (ci sono comunque i debiti da sanare, ndr). Dei debiti ce ne occuperemo, ma essendo che a detenere il 100% questa volta è il Comune, avremo una forza più grande anche di fronte alle banche. Dunque la delibera di martedì sera era urgentissima, perché entro il 30 giugno si rischiava che qualsiasi creditore della Porto mandasse in liquidazione e facesse fallire la società, se non si coprivano le perdite. Lunedì andiamo dal notaio e la Porto di Arenzano diventa srl in house. Dobbiamo però sanare questa società: dunque ci impegniamo a metterci soldi e ad aiutarla, io ci credo, dobbiamo salvarla e dare la possibilità alle famiglie di andare a lavorare sapendo che dietro c’è il Comune al 100%».

La delibera in questione però ha ottenuto il parere negativo di funzionari e revisori. Tra i punti più controversi, il fatto che il piano finanziario presentato dal Presidente della società richieda una ricapitalizzazione di 100mila euro, mentre quella accordata nel documento in votazione parla di soli 10mila euro.

La questione ha scatenato le proteste di parte dell’opposizione e i consiglieri Maurizio Annitto (Vince Arenzano), Salvatore Muscatello e Renato Magliocchetti (Direzione Italia) e Sabrina Traverso (M5S) sono usciti dall’aula senza partecipare al voto, dopo aver chiesto invano la sospensione del consiglio e la sua nuova convocazione tra qualche giorno in modo da avere i tempi tecnici per chiarire meglio alcune questioni: è possibile stanziare subito, tutti insieme, i 100mila euro richiesti? Inoltre, come si può conciliare la trasformazione della Porto in società in house, quando una delibera di pochi mesi fa parlava invece di dismissione? Dubbi su cui non è stato possibile fare chiarezza completa perché la ragioniera che si occupa dell’area finanziaria è in ferie. Su questo e altri punti occorrerebbe studiare meglio le leggi, secondo il parere dei consiglieri, in modo da portare in aula consiliare una delibera inoppugnabile. «Rimaniamo dell’idea che questi 100mila euro vadano dati subito alla società – ha detto Maurizio Annitto – ma dobbiamo verificare le leggi poiché avvocati e consulenti non avevano una visione certa della situazione, ci vogliono documenti chiari e concreti. Nulla cambierà se si attende qualche giorno». D’accordo, nei loro interventi, anche i consiglieri Muscatello e Traverso.

Leggi il comunicato stampa dei consiglieri Muscatello, Magliocchetti, Annitto e Traverso.

Diversa invece la posizione di Apertamente Arenzano (pur con l’astensione di Gianluca Traverso), con Daniela Tedeschi che – pur definendo la delibera “border line” – ha presentato un ordine del giorno accolto dalla maggioranza in cui si chiede di procedere urgentemente con i 10mila euro, impegnando l’amministrazione a integrare con gli altri 90mila nel momento in cui si rendesse necessario: «Il piano finanziario presentato è estremamente pessimistico – ha spiegato Tedeschi – sono state inserite tante poste che, siccome sono in sede di chiarimento e contenzioso, potrebbero rientrare. Non è chiaro se è possibile versare subito tutti questi soldi, inoltre: la ragioniera è in ferie e non è possibile portare variazioni in così poco tempo, a mio parere è necessario però agire subito. Chiunque presenta un’ingiunzione di pagamento può causare un “crack”: non buttiamo tutto al vento».

Leggi il comunicato stampa di Paolo Cenedesi (Lega Nord)

«Ci siamo assunti delle responsabilità – conclude Gambino parlando del parere contrario dei funzionari – ci sono più di 10 famiglie di lavoratori che aspettano, quando uno governa, alcune responsabilità politiche se le deve prendere». Alla fine, la delibera è stata approvata con 10 voti favorevoli, 1 astenuto, e 4 consiglieri usciti dall’aula senza partecipare al voto.

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