Arenzano, M5S: «Borgo Tinto? Un “pasticcio”, dopo 20 anni non manchi la giustizia»

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Sabrina Traverso, portavoce del M5S in consiglio comunale ad Arenzano:

Nel Consiglio Comunale che si tiene questa sera, lunedì 28 maggio 2018, avrebbe dovuto venir posta in votazione una delibera avente ad oggetto la  transazione per la parziale novazione ed integrazione della convenzione urbanistica prevista e disciplinata dall’atto a rogito Notaio Mammi, stipulata il 20 maggio 2001.

Ciò che segue in questa nota è quello che avremmo voluto far verbalizzare e mettere agli atti, nella riunione di questa sera del Consiglio Comunale. E questo avevamo detto e anticipato venerdì 25 maggio, ai vari Responsabili degli Uffici competenti ed interessati alla transazione di cui sopra.

Ma oggi c’è stato un il colpo di scena!

Insistentemente, questa mattina il sottoscritto consigliere Traverso Sabrina viene cercato dall’Assessore del Comune di Arenzano alle Società Partecipate, il quale gli esprime il proprio rammarico circa il fatto che il testo della transazione trasmessa ai fini della votazione ai membri del Consiglio Comunale non sia quella sulla quale in effetti si dovrà deliberare, bensì riferito ad una precedente schema di atto transattivo. A questo punto però la pezza sembra peggiore del buco visto che la precedente proposta di transazione, tentata prima dell’attuale Giunta Gambino, dalla sua antecessora, Sindaca Biorci, aveva già ricevuto parere tecnico del tutto negativo dagli uffici comunali preposti.

L’Assessore ha poi proseguito il discorso riconoscendo le ragioni esposte sotto dall’opposizione 5 Stelle e affermando che vi sono stati degli errori probabilmente nei passaggi tra gli Uffici e che il documento presentato alla Commissione Consiliare di cui la scrivente fa parte, in data 26 maggio, non è lo stesso sul quale si dovrebbe pronunciare il Consiglio questa sera. Ragione per cui, riteniamo assolutamente legittimo che la deliberazione dell’accordo transattivo debba essere rinviata a data da destinarsi. Troviamo sinceramente un po’ inverosimile la narrazione che nel tempo intercorso tra la visita della sottoscritta Consigliera Traverso di venerdì presso i vari uffici comunali e la data odierna, lunedì 28, data del Consiglio Comunale sia magicamente spuntato fuori dai cassetti l’atto transattivo riferito all’attualità. (Sarà per caso un nuovo atto transattivo redatto in fretta e furia dopo la manifestazione delle nostre perplessità agli uffici?)

Una condotta, che se preserva la buona fede dell’assessore in parola, ​manifesta quella cattiva di un’Amministrazione consapevole di avere agito in palese violazione di quelle regole di trasparenza ed efficienza che devono caratterizzare qualsiasi procedimento teso a perseguire l’interesse della collettività, soprattutto quando quale controparte vi sia un privato che non ha dimostrato una grande disponibilità all’adempimento tempestivo e spontaneo dei propri doveri contrattuali.

La votazione prevista per questa sera avrebbe voluto essere la pietra tombale da apporre, con inedita frettolosità (quando si sono attesi 17 anni) da parte di questa Giunta, ad opera dello stesso Sindaco che presiedette la consiliatura in cui venne stipulata la Convenzione urbanistica nel 2001. Sono passati diciassette anni. Ed ora che il Comune ha dalla sua parte una sentenza del TAR che gli riconosce la ragione, si decide di transare.

Di questa vicenda, che non vi è altro modo di definirla se non come il “pasticcio” di Borgo Tinto, abbiamo già avuto occasione di parlare, e abbiamo anche presentato, in qualità di gruppo di minoranza (e opposizione), ​M5s Arenzano, ​una specifica ​Interrogazione .

Appare logico che, come Opposizione (si noti la Maiuscola) non abbiamo potuto “starcene” di una decisione che in realtà lasciava decidere altri per gli arenzanesi e per noi.

Tornando allo schema di atto di transazione, il primo fatto che abbiamo rilevato (prima di sapere oggi stesso che fosse quella errata) è che la documentazione che andrebbe a chiudere questa lunga ed annosa vicenda, (ove si legge: “​Le parti hanno raggiunto un accordo per la composizione stragiudiziale della controversia con natura ed effetto transattivo”) ​viene messa a disposizione dei consiglieri solo il mercoledì antecedente il Consiglio comunale, a ridosso della Commissione Consiliare e solo in maniera parziale, nonostante gli uffici preposti ne fossero in possesso almeno un mese prima. ​Ciò significa che, Lorsignori, avevano già tutto deciso, prima e sopra la testa del Consiglio Comunale del 28 maggio 2018 (se la lingua italiana ha un senso), e che dunque l’organo assembleare del Comune viene chiamato esclusivamente a ratificare l’ennesimo pastrocchio, in tutt’altre stanze e da altri deciso.

Premettendo che, doverosamente, il materiale relativo alla transazione in argomento, come alle fasi istruttorie della convenzione urbanistica che la hanno preceduta, saranno trasmesse dal M5s Arenzano sia alla Corte dei Conti sia ad ogni ulteriore giurisdizione competente affinché ne verifichino la regolarità a tutela dell’interesse pubblico, nel Consiglio Comunale, come già fatto presente al Segretario Comunale, abbiamo quindi segnalato agli Organi comunali Amministrativi
competenti che avremmo fatto mettere a verbale alcune osservazioni che, ad una più attenta lettura dello schema di transazione, abbiamo rilevato.

In maniera più generale, siamo di fronte ad una totale assenza di una disamina completa sui costi/benefici che questa operazione transattiva comporta, sulla base della quale poter effettuare una valutazione oggettiva prima del voto di approvazione.

Nello specifico, rileviamo le seguenti criticità:

In riferimento alle cessione delle aree:
– Mancanza dei certificati che attestino la reale esecuzione dei collaudi delle opere pubbliche (abbattimento barriere architettoniche, messa a terra dell’impianto elettrico dei lampioni, ecc) nelle aree che devono essere cedute. Le opere vanno infatti cedute con il collaudo attivo, l’eventuale mancanza di un collaudo ante-transazione comporterà un onere certo per il Comune e, nel caso le opere medesime non risultassero a norma, un ulteriore costo a carico della Civica Amministrazione; A tal proposito il funzionario responsabile delle opere pubbliche e della viabilità, interrogato sulla questione dal Consigliere Traverso, riferiva di non aver visto alcun progetto e di non essere a conoscenza degli avvenuti collaudi.

In riferimento alla cessione di box auto (art. 5 schema di transazione):

–  non risulta essere stata effettuata una perizia asseverata dei suddetti immobili; ove lo fosse dovrebbe essere allegata alla transazione e alla delibera, ma non c’è. Si legge nell’atto che “​le parti stimano congiuntamente il valore complessivo dei box oggetto della cessione in 436.450 Euro”.​ Da chi è stato attribuito il valore dei box determinato sulla base dei valori OMI? Al riguardo si fa presente che nel caso specifico di Arenzano il valore che attribuisce l’OMI ad un immobile si può discostare in maniera considerevole dal reale valore di mercato. Pertanto per poter rendere la trasparenza dell’iter istruttorio amministrativo, in attinenza ai canoni del giusto procedimento, occorre vengano chiaramente e specificamente indicati i parametri in virtù dei quali si è ricorso all’attribuzione di un valore col ricorso a certi criteri, in carenza di qualsiasi riferimento di ordine motivazionale giuridico e di discrezionalità tecnica, altresì ai fini degli inserimenti da effettuarsi a bilancio;
–  il valore attribuito da non ben precisati soggetti ai 10 box che la società Tym dovrebbe cedere al Comune appare sovrastimato ; infatti il valore immobiliare di ciascun box, ubicati all’interno di un’autorimessa pluripiano interrata, secondo le quotazioni del mercato immobiliare attuale arenzanese, si attesta tra i 23.000 e i 25.000 euro;​ nella proposta transattiva attuale il valore indicato é invece ​43.000 euro circa a box​. Valore completamente fuori mercato;

– in riferimento alla natura dei beni immobiliari oggetto di cessione, lo scrivente Gruppo Consiliare osserva che l’acquisizione dei suddetti box non rientra negli scopi istituzionali del Comune.

– la cessione dei box non può comunque rappresentare l’interesse alla rinuncia dei crediti dovuti (800 milioni di Lire, convertiti in 413.165 Euro) indicati nella Convenzione urbanistica del 2001 sulla cui esecutività degli obblighi da parte della società Tym si è espresso il TAR con sentenza n.480 del 29.5.2017 disponendo il trasferimento delle proprietà delle aree a favore del Comune e ​condannando Tym al pagamento al Comune della somma di 532.439 euro (risultante dalla somma dei 413.000 euro corrispondenti agli 800 milioni di Lire per la ristrutturazione della scuola materna e a 119.000 euro per il muro di contenimento non realizzato in via del Giappone). Quindi su Tym penderebbe, se si desse seguito alla sentenza, l’obbligo di pagare la suddetta cifra.

In riferimento al progetto di rifacimento del muro di contenimento insistente su via del Giappone (​art. ​7 ​atto di transazione) :
–  nel fascicolo del progetto del muro di contenimento, al quale la Consigliera Traverso ha richiesto accesso in data 25 maggio, ​manca la polizza assicurativa dell’importo di 80.000 euro a garanzia delle opere previste dal progetto stesso, ​come previsto dall’ art. ​7 ​dello schema di transazione il quale cita espressamente che “in conformità alla normativa inerente la realizzazione di lavori pubblici, la Società esecutrice, alla presentazione del progetto dell’opera di cui sopra, presterà altresì polizza assicurativa”. In ogni caso una garanzia non dovrebbe essere postuma all’approvazione dell’atto da parte del Consiglio;

– la polizza assicurativa é manifestamente aleatoria (per definizione) rispetto ad una garanzia fideiussoria a prima richiesta​; senza quest’ultima si corre il rischio che il progetto resti poi interamente a carico del Comune;

– Come suddetto, il funzionario responsabile della viabilità e delle opere pubbliche, che avrebbe dovuto esprimersi in merito alla viabilità, non solo non ha rilasciato un parere favorevole sul progetto, ma in data 25/5/2018 non risulta avere ancora visionato lo stesso. In assenza dei dovuti collaudi l’acquisizione di infrastrutture può rappresentare un costo anziché un beneficio.

In riferimento al parere dell’organo di revisione:

– il parere del revisore unico del Comune di arenzano, allegato alla proposta di delibera che il Consiglio voterà lunedì 28 maggio, si rifà al parere rilasciato dallo stesso in data 7/3/2017 su proposta di delibera della Giunta Biorci, esprimendo anche sulla approvazione dell’attuale proposta “​un parere CON RISERVA​”, il cui scioglimento è subordinato alla adeguata valutazione della convenienza economica e alla prestazione di idonee garanzie”.

Altre considerazioni:

– il danno economico arrecato al comune in questi 17 anni per non aver assolto agli obblighi della convenzione urbanistica, immobilizzando beni pubblici per un così lungo periodo non trova il minimo accenno o riferimento; manca del tutto una stima delle passività accumulate a cagione dell’inadempimento di Tym, così come dei pubblici amministratori che non hanno fatto a questa eseguire ciò che avrebbe dovuto.

Quanto precede è solo in parte il motivo che regge il perché del convinto voto contrario che il M5s Arenzano comunque darà alla richiesta di approvazione della delibera di approvazione di questa transazione che avrebbe dovuto ratificare quanto già deciso, e brindato, altrove.

Perché non manchi vent’anni dopo quella giustizia che mancò vent’anni prima.

Sabrina Traverso
Movimento 5 Stelle Arenzano

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Dopo l’anteprima dello scorso dicembre, arriva il 1 luglio (come Cronache Ponentine aveva anticipato nell’ottobre 2017) la prima edizione del Mezza Carolina Day, che inaugurerà gli eventi estivi di Arenzano nella cornice di Villa Figoli.[...]
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