Stefano Damonte: “Ecco perché Cogoleto entrerà nella rete Sprar”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera del consigliere comunale del Pd di Cogoleto Stefano Damonte:

Venerdì 28 luglio si è svolto un Consiglio Comunale molto importante, che aveva al centro, in più punti, la persona.

Il rilascio delle concessioni di spazi di sosta personalizzati per gli invalidi presenti sul territorio, il regolamento sui buoni di servizio di aiuto a domicilio per anziani e disabili ed infine l’atto di indirizzo per l’adesione al Progetto Sprar. Tutte e tre proposte di buon senso e di grande civiltà.

Sui primi due temi, al di là del dibattito su come ognuno di noi avrebbe gestito i servizi, era molto importante votare a favore, al fine di dare una risposta a quei cittadini con difficoltà che hanno bisogno di assistenza.

Invece, nonostante l’importanza delle tematiche, nonostante in Commissione ne avessimo a lungo discusso cercando di rispondere a tutti i dubbi presentati dalla minoranza, non sono mancati, da una parte delle forze dell’opposizione, pareri e voti contrari.

Ma è sullo Sprar che la discussione si è fatta più accesa.

Nonostante fosse una delibera di Giunta, la scelta è stata di portarla in Consiglio comunale, per dare a tutte le forze politiche la possibilità di discuterla e votarla. Una decisione, come hanno ricordato il Sindaco e la Vicesindaco, di grande correttezza e democrazia.
E’ bene inoltre ricordare che questo tema è stato ampiamente illustrato nei tre incontri avvenuti sul territorio ad inizio luglio ed anche, nello stesso periodo, in una partecipata Assemblea degli Iscritti del Partito Democratico di Cogoleto.

Nel merito:

Mesi fa presentai all’Assessore Costa una interrogazione ove chiedevo se questi ragazzi avrebbero presto avuto la possibilità di svolgere lavori socialmente utili, così come già avveniva in molti altri paesi sparsi per l’Italia con ottimi risultati. Così è stato anche a Cogoleto e questi ragazzi si sono dimostrati volenterosi e capaci di rendersi utili in svariate attività, con il grande aiuto delle associazioni presenti sul territorio. E questa, sommata ad i corsi di lingua italiana, è già una parte importante del percorso di integrazione.

Lo Sprar, votato ieri, (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) è un sistema di buon senso, poichè, con esso, l’ente capofila diviene il Comune e non più la Prefettura. E’ dunque il Comune stesso che può coordinare direttamente il lavoro da svolgere e scegliere gli enti su cui fare affidamento.

In queste settimane le opposizioni hanno cavalcato l‘onda della polemica, specialmente sui social network, portando considerazioni che nulla avevano realmente a che fare con questa tematica e senza davvero spiegare se non con slogan alquanto differenti da quella che è la realtà dei fatti, quanto invece il modello Sprar sia più consono.

Inoltre, sulla rete, non sono mancati purtroppo post a sfondo razzista, carichi di odio e di disprezzo.

Come ha ricordato il Delegato immigrazione dell’Anci, Biffoni, il modello Sprar oramai viene usato in sempre più comuni. Sono già 1200 gli aderenti di qualunque colore politico. 
Infatti, una volta conosciuto nel dettaglio il Sistema aderiscono amministrazioni targate Pd così come Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega Nord eccetera, perché capiscono l’impatto positivo che può portare un sistema del genere, a fronte dell’altro tipo di accoglienza, ovvero ad un Cas che potrebbe venire aperto nel proprio Paese senza che l’ente locale abbia voce in capitolo (come è successo lo scorso anno).

Inoltre il Ministero degli Interni ha introdotto la Clausola di salvaguardia: se un Comune sceglie di entrare nel progetto Sprar e raggiunge la sua quota di riferimento, la Prefettura non può dare mandato di aprire dei Cas su quel territorio.

I progetti Sprar possono anche arrivare a finanziamenti più considerevoli rispetto ai Cas, a seconda dei servizi presentati dal Comune al momento di richiedere il finanziamento al Servizio centrale del Sistema di protezione.

Come già avevo sottolineato mesi fa, si può non essere d’accordo con la modalità con cui viene affrontata e gestita l’emergenza immigrazione, fenomeno mondiale, specialmente come la sta gestendo l’Unione europea, ma essere contrari a prescindere, portando argomentazioni demagogiche e non inerenti al tema della discussione non è utile per la comunità.

Come ha ricordato l’Assessore Marina Costa, se tutti i Comuni facessero la loro parte, non ci sarebbero più di 4 richiedenti asilo per Comune. In conclusione ciò che deve muovere la politica (e qui va un ringraziamento a tutta la maggioranza per il grande lavoro di questi mesi) è il cercare di risolvere i problemi, migliorando e semplificando la vita delle persone. Cavalcarli e creare finto allarmismo solo per avere qualche voto in più non spetta di certo a chi, come noi, ogni giorno, si mette in campo e lavora per cercare di adempiere agli impegni presi in campagna elettorale.

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Da sabato 26 a lunedì 28 agosto grande Festa di Sciarborasca. Si comincia sabato 26 agosto alle 8 con l’apertura del Mercatino delle opere del proprio ingegno, che si protrarrà fino a fine festa. Alle[...]
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Dopo l’accordo di collaborazione stipulato in febbraio tra il Collegio Regionale delle Guide Alpine Liguria e l’Ente Parco, ha preso il via un calendario di appuntamenti per avvicinare alla pratica di sport di montagna. Per[...]
Parco del Beigua