Niente treni speciali fino a Cogoleto, Caruso: «Eliminare i vincoli di bilancio delle pubbliche amministrazioni»

Impossibile far arrivare i treni speciali – dopo il crollo del ponte Morandi – fino a Cogoleto a causa dei costi troppo elevati (si parla di una cifra che si aggira intorno agli 8-10 milioni di euro): la “doccia fredda” è arrivata proprio nei giorni scorsi, nonostante le richieste dei sindaci di Arenzano e Cogoleto, Luigi Gambino e Mauro Cavelli e dei consiglieri metropolitani Stefano Damonte e Daniela Tedeschi. 

E non tardano ad arrivare le reazioni a questa notizia: il consigliere comunale di Cogoleto Alessandro Caruso ha scritto una lettera che indirizzerà ai vertici di Regione e Governo, per sottolineare ulteriormente la gravità della questione e la necessità – per Cogoleto, Arenzano ma anche per il levante savonese – di poter contare su un sistema di trasporti efficace ed efficiente in questo periodo di grande emergenza.

«A seguito dell’immane tragedia dovuto al crollo del ponte Morandi, crollo che ha di fatto diviso in due la città di Genova innescando su tutto il territorio Comunale, Metropolitano e Regionale, una serie di gravi problemi inerenti alla viabilità stradale e non solo – scrive Caruso -. Queste gravi problematiche non ricadono soltanto all’interno del Comune di Genova, ma gravitano anche all’interno della Città Metropolitana Genovese dove risiedono circa 800.000 abitanti. È evidente che la stessa Regione Liguria per via dell’attività portuale, alle merci, gli imbarchi marittimi dei traghetti e delle navi da crociera, per non contare i flussi turistici che gravitano sulla nostra regione dal nord Italia , rendono il traffico urbano e periferico insostenibile. A fronte di questo il Comune di Genova insieme con la Regione Liguria ha approntato un piano di emergenza incentrato soprattutto sull’aumento delle corse ferroviarie fino al municipio di Voltri, ovvero dove termina a ponente il Comune di Genova. Come ho evidenziato prima Genova è una Città Metropolitana dove all’interno del suo territorio ci sono Comuni come Arenzano e Cogoleto, dove i suoi residenti sia per motivi di lavoro, sia per motivi di studio, di salute ed anche di svago, si recano con quotidianità nel capoluogo. Evidenzio anche che molti cittadini che risiedono nei Comuni che sono sulla direttrice Savona-Genova (circa 50 Km) sono penalizzati per quanto riguarda gli spostamenti verso Genova. Rimango amareggiato quando in questi giorni, leggo su alcuni giornali locali che il piano emergenziale che riguarda l’implementazione delle corse ferroviarie sul tratto di Ponente Genovese finisca a Voltri e Comuni come Arenzano e Cogoleto, facenti parte della Città Metropolitana, comuni dove risiedono circa 20.000 residenti e dove in estate arrivano anche a 60.000 presenze, siano rimasti fuori dal poter usufruire degli stessi servizi e corse del Capoluogo Ligure, in quanto il costo per coprire questa tratta di circa 7 km sarebbe di circa nove milioni di euro. La Regione Liguria, presumo non per inerzia o incapacità, anzi la stessa Regione ed il Comune di Genova si sono mossi in maniera eccellente dimostrando capacità organizzativa per la gestione di una emergenza senza precedenti, non riesce a disporre di questi soldi presumo per ragioni di bilancio pubblico che è vincolato al patto di stabilità e per questo motivo la Regione non può disporre di tali risorse economiche per poter ampliare il servizio ferroviario che ricordo essere in questo momento un servizio Emergenziale, al fine di garantire alla Città di Genova e di tutto il contesto Metropolitano la sua sopravvivenza Economica. Questi vincoli di Bilancio riguardano tutti gli enti locali, dai Comuni piccoli come Cogoleto di cui sono Consigliere Comunale, sino alle Città Metropolitane fino alle Regioni. Vincoli di bilancio promossi dall’Unione Europea, che addirittura impediscono di utilizzare gli avanzi finanziari che gli enti locali ormai da anni riescono ad ottenere. Sono soldi dei cittadini che rimangono inutilizzabili perché i vincoli sul patto di stabilità impediscono addirittura in caso di disastri naturali e non l’utilizzo di queste risorse economiche che potrebbero dare al cittadino migliori servizi e garantire quindi una qualità della vita migliore. In queste circostanze quando si ha un problema di bilancio non dovuto all’incapacità gestionale ma derivante da norme e regole Europee che l’Italia con gli ultimi Governi di centro sinistra ha fatto Sue, l’azione degli enti pubblici di fatto viene limitato e di fronte ad una limitazione dei poteri di spesa delle autonomie locali, imposte da una Unione Europea distante dalle problematiche delle persone, bisogna in qualche modo porre rimedio. Ritornando al problema iniziale ovvero l’impossibilità di far giungere nuove corse ferroviarie sulla tratta Savona Genova, per l’impossibilità di spesa della Regione Liguria, mi sarei aspettato che Ferrovie dello Stato ovvero la società che in monopolio è concessionaria di un servizio pubblico che nel 2017 ha chiuso il suo bilancio con ricavi operativi pari 9 miliardi di euro, ripeto, 9 miliardi di euro con una crescita rispetto all’anno precedente del 4% e con un utile netto di 500 milioni di euro, mi sarei aspettato appunto che Ferrovie dello Stato non elemosinasse in una situazione di emergenza come quella Genovese e Ligure alcune briciole di Euro per garantire un servizio pubblico dignitoso per chi costantemente si reca a Genova per le proprie necessità ed oggi si trova nella necessità di utilizzare i treni come mezzo fondamentale per tali spostamenti. Per questo chiedo al Presidente del Consiglio, al Presidente della Regione Liguria, a tutti i Sindaci della città Metropolitana al Sindaco di Genova, di fare pressioni sull’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato affinché tale azienda a partecipazione statale rinunci ad una infinitesima parte di guadagno per garantire quindi maggiori servizi e minacciando nel caso in cui non vi fosse alcun accenno d’intervento da parte di Ferrovie dello Stato l’azzeramento dei vertici del consiglio di amministrazione. Inoltre e concludo lanciando un appello sempre al Presidente del Consiglio ed ai Suoi Ministri, ai presidenti di Camera e Senato Deputati e Senatori Tutti, ai Presidenti di Regione, ai Suoi Consiglieri, ed a tutti i Sindaci ed Amministratori locali di iniziare una battaglia legislativa affinchè i vincoli di bilancio delle pubbliche amministrazioni, soprattutto per quegli enti che hanno avanzi economici di bilancio, siano eliminati e quindi possano usare le proprie risorse economiche senza nessun vincolo esterno imposto. In questo modo gli enti locali avrebbero quindi una maggior possibilità di spesa per quanto concerne investimenti destinati per le infrastrutture, per i servizi, costruzione di nuove opere, manutenzione straordinarie e quant’altro necessario per garantire ai cittadini una migliore qualità della vita guardano al futuro in maniera positiva e non più essere soggetti a regole di Austerity che hanno prodotto più danni che benefici».

EVENTI (vai all'agenda completa) 

21:00
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Club Velico
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Sabato 22 e domenica 23 settembre si celebrano le Giornate Europee del Patrimonio. Il tema di quest’anno è “L’Arte di condividere” e ricorda l’importanza di costruire e creare vincoli sempre più stretti e significativi fra i luoghi[...]
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Sabato 22 settembre dalle 9 alle 18 il Comune di Cogoleto e i Lions Club International organizzano “Passeggiata Bau Bau“, evento di solidarietà riservato ai cani accompagnati dai loro padroni. Nell’ambito della manifestazione ci sarà[...]
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Sabato 22 settembre dalle 16,30 via Bocca ad Arenzano si trasforma in una grande palestra con “Fitness & Fun“. La A.S.D. California Club presenterà tutte le sue attività sportive sociali e sarà possibile assistere a[...]
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Domenica 23 settembre il Moto Club Don Bosco di Arenzano che compie 50 anni di attività, presenta la tradizionale Giornata del Motociclista, con motogiro, gimkana e benedizione delle moto. L’evento è organizzato in collaborazione con[...]
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Domenica 23 settembre in piazza Mazzini ad Arenzano, un giorno intero con il Mercatino delle opere del proprio ingegno, dove stoffa, legno, fimo, feltro, vetro, ardesia e pietra vengono trasformati in oggetti utili o d’arredo.
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