Arenzano, Sergio Cortesia si dimette: il nuovo vicesindaco è Fiorella Bagnasco

Sono irrevocabili le dimissioni di Sergio Cortesia, ex vicesindaco ed assessore all’Urbanistica di Arenzano, nonostante i tentativi del sindaco Luigi Gambino di riportarlo in giunta. Come suo vice, adesso, Gambino ha scelto l’assessore alla Sanità Fiorella Bagnasco.

Non è ancora stato scelto invece chi si occuperà delle importanti deleghe di Cortesia, ovvero Urbanistica, Lavori Pubblici ed Edilizia Privata. Potrebbe essere qualcuno interno al consiglio comunale, non necessariamente dell’attuale maggioranza, ma non è escluso comunque che possa trattarsi di un assessore esterno (tra il toto-nomi gira quello di Matteo Rossi, ma potrebbero esserci altre sorprese).

Le dimissioni di Cortesia (che rimane comunque in consiglio comunale) sarebbero nate conseguentemente a una serie di discussioni interne alla giunta – a cui si sono aggiunte anche le osservazioni della minoranza – su una delibera (leggila qui) che riguarda l’area di Marina Grande, approvata a settembre dalla giunta.

Nella delibera si parla di un protocollo di intesa stipulato dal Comune con Namira, fondo di investimento immobiliare, e Cemadis (già Orinvest, società del Marchese Cattaneo Adorno), proprietaria di parte delle aree. Il riferimento è quello a un progetto già presentato all’amministrazione dalla Namira, che riguarda la riqualificazione del cosiddetto “ecomostro” di Marina Grande. I terreni sono in parte privati, in parte del Comune, e in parte del Demanio, e il protocollo di intesa di fatto dovrebbe tutelare il Comune riguardo al valore dei terreni per cui servirebbe la sdemanializzazione. Nella delibera, oltre a fare cenno al progetto per il quale è necessaria una variante al Puc e molti altri passaggi, si fa cenno anche agli oneri di urbanizzazione, tra cui la realizzazione di un parcheggio pubblico in struttura in piazzale San Martino. 

E il caso sarebbe scoppiato proprio poche settimane fa, quando è stato presentato, da parte della società che ha proposto la riqualificazione, il progetto preliminare del nuovo parcheggio: a questo punto pare che a qualcuno internamente alla giunta, ma anche alle minoranze, sia sembrato di correre troppo, dando per scontata l’approvazione del progetto. A quel punto è tornata al centro della polemica la delibera di settembre che menzionava progetto e oneri di urbanizzazione.

Il segretario comunale ha confermato la legittimità della delibera, ma Cortesia, sentendosi probabilmente messo in discussione da alcuni membri della giunta e del consiglio (tra l’altro quasi sei mesi dopo l’approvazione della delibera da parte della stessa giunta), ha rassegnato le dimissioni. «Mi sono dimesso anche se rimane la mia stima per il sindaco Gambino e il mio affetto nei confronti degli arenzanesi che sono persone splendide, mi hanno accolto molto bene, e per cui ho cercato di impegnarmi per alcuni interventi molto sentiti, mi piace ricordare la soluzione individuata per via Gasca, poi sono contento di aver riportato l’attenzione sull’area delle Fornaci. Mi dispiace, ma non riuscivo più a lavorare con serenità».

I gruppi di minoranza, intanto, il 6 febbraio, hanno fatto richiesta di convocazione congiunta urgente delle commissioni consiliari I e III «per appurare cosa si intenda per ristrutturazione edilizia del complesso Marina Grande, cosa si intenda per soggetto attuatore di tale ristrutturazione e se una pratica di richiesta di sdemanializzazione di un’area così estesa non necessiti l’approvazione del Consiglio Comunale, come pure la stipula di un protocollo d’intesa, previa presentazione dell’argomento alle commissioni di competenza». Ma poi, a passare per quelli che hanno causato le dimissioni di Cortesia, non ci stanno.

«Le dimissioni del vicesindaco Cortesia, persona cortese e preparata, sono il frutto delle spaccature nella giunta – commenta Alessandra Minetti, consigliera comunale di centrodestra -. La delibera di giunta approvata ci è parsa poco chiara, pertanto come opposizione abbiamo richiesto la convocazione delle commissioni congiunte al fine di fare chiarezza sulla questione Marina Grande». Anche Salvatore Muscatello, Liguria Popolare Arenzano, commenta: «La minoranza ha fatto una richiesta legittima per capire cosa sta succedendo all’interno dei provvedimenti che sta assumendo la giunta, questa scintilla deve aver provocato un’esplosione all’interno della maggioranza. Non è colpa nostra se il vicesindaco si è dimesso».

Il M5s attacca: «Non solo non si è tenuta un’assemblea pubblica per confrontarsi con la cittadinanza interessata (sopratutto coloro che risiedono in quella parte di Pineta), ma anche noi consiglieri e capigruppo della minoranza siamo stati tenuti all’oscuro di tutto. Noi non vogliamo entrare nel merito della ristrutturazione ma denunciare il fatto che, ancora una volta, la minoranza é stata totalmente esclusa dal dibattito politico e anche da un coinvolgimento che riteniamo dovuto, a maggior ragione su un’opera di tale importanza. È pur vero che il nuovo progetto prevede una variante al Puc e l’acquisizione di aree demaniali e comunali da parte del soggetto attuatore, che rendono necessario un passaggio in Consiglio Comunale, ma ciò non vale a giustificare la totale mancanza di trasparenza». «Dopo la commissione – dichiara Daniela Tedeschi, ApertaMente Arenzano – siamo in attesa di capire come la giunta ha deciso: la nostra proposta è stata quella di annullare in autotutela la delibera, e poi di procedere con la variante urbanistica per capire in quel contesto, con il coinvolgimento di tutti, cosa si vuole fare».

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