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Calcio Eccellenza, parla Corradi, mister dell’Arenzano: “Il nostro campionato l’abbiamo già vinto”

A poche ore dalla conclusione dei playout del campionato di Eccellenza abbiamo intervistato Alberto Corradi, mister dell’Arenzano FC

Partiamo dal tuo commento tecnico su questi playout alla vigilia dell’ultimo incontro e a obiettivo già raggiunto

È stato qualcosa di felicemente paradossale, nel senso che in campionato abbiamo veramente sofferto tantissimo, facendo prestazioni molto importanti ma portando a casa pochi punti, per cui pensavo che in questi due mesi di playout, avrei perso dieci anni di vita. Ovviamente sono sempre state partite tese, giocate fino all’ultimo, però ormai possiamo dire che ce l’abbiamo fatta. Anche se una certa tranquillità l’avevo già da qualche settimana. Abbiamo fatto dei playout semplicemente straordinari, vincendo subito tutti gli scontri che sulla carta erano più difficili. Il calendario che – giustamente – per noi era più impegnativo perché avevamo finito il campionato in fondo alla classifica, in realtà ci ha agevolati perché siamo riusciti a vincere nelle prime partite gli scontri con le squadre più toste, e questo ha reso più semplice il nostro cammino successivo, dandoci una certa tranquillità già da metà playout.

Nell’intervista pre playout sorridendo avevi detto – riferendoti al numero delle retrocessioni non prefissato all’inizio del campionato –  “vedremo di arrivare quarti”. Comunque finisca domenica ti sei proprio sbagliato …

Davvero? Allora mi sono proprio sbagliato. In effetti, mal che vada, saremo terzi. A questo punto – sorride – vedremo di arrivare primi.

L’anno scorso l’ammissione in Eccellenza vi ha presi un po’ alla sprovvista per via del ripescaggio e la tua valutazione era che la squadra fosse ben calibrata per il campionato di Promozione, un po’ meno per un salto di categoria. La prossima stagione come la vedi?

Prima di tutto se da un lato è vero che la squadra è salita in una categoria superiore senza guadagnarsela sul campo, dall’altro possiamo dire che oggi questa squadra il suo campionato l’ha vinto. Meritare la promozione in Eccellenza voleva dire vincere il campionato di Promozione, che non avevamo vinto l’anno prima. Per cui dovevamo conquistarci sul campo il merito di stare in Eccellenza. E così è stato.
Il fatto che la squadra non fosse ancora pronta al salto di categoria non va letto in termini di qualità, quanto sotto l’aspetto del bagaglio di esperienza che inizialmente mancava per affrontare una categoria così difficile come l’Eccellenza ligure, che da sempre è considerata come la serie A dei dilettanti.
E la formula (girone + playout ndr) ci ha permesso praticamente di fare due campionati in uno. La prima parte ci ha dato la possibilità di maturare quell’esperienza che ci mancava. Anche se abbiamo fatto pochi punti abbiamo sempre giocato a viso aperto, anche su campi difficili, come Albenga o Cairo, provando a mettere in campo non dico il nostro calcio (come se avessimo inventato qualcosa) ma comunque esprimendo la nostra personalità. E questo poco per volta ci ha fatto prender coscienza di poter stare in questa categoria. Nei playout l’esperienza acquisita ci ha consentito di alzare il livello. L’aver raccolto poco nel girone ci ha portato a mentalizzarci concretamente sul nostro obiettivo dei playout. Cosa che non è riuscita ad altre squadre che avevano mire più ambiziose, magari anche i playoff, e che invece si sono ritrovate nella battaglia dei playout, magari a giocarsi la retrocessione all’ultima giornata.
Però bravi noi a capire la formula del campionato e a gestirlo.
E la prossima stagione vedo un grande Arenzano. Sono convinto che – una volta riusciti nell’impresa di rimanere in categoria – si possano ora aprire porte importanti, per costruire una squadra che, con pochi aggiustamenti, possa mantenere con più tranquillità la categoria. L’anno venturo si ritornerà ad un campionato unico di Eccellenza a 18 squadre, particolarmente prestigioso, con nomi illustri, di livello superiore e certamente molto tosto. Sarà dunque gioco forza alzare l’asticella. E ci sono tutte le possibilità per farlo, senza voli pindarici e con la giusta misura, puntando molto sui giovani così come deve fare una società di calcio dilettantistica.

Insomma questa è stata la stagione dell’apprendistato…

Si, una stagione bellissima, intensa. Ho avuto un gruppo di ragazzi stupendi, tra l’altro una rosa molto giovane. Senza nulla togliere a quei pochi “vecchietti” che abbiamo, negli ultimi mesi a loro si sono uniti in modo definitivo alcuni ragazzi 2004/2005 – prodotto del nostro vivaio – che ovviamente all’inizio hanno fatto apprendistato e che adesso sono in pianta stabile nella squadra. Anzi sono stati uno dei motivi per cui abbiamo alzato l’asticella. Stagione di apprendistato per tutti all’Arenzano per crescere come una bella realtà non solo sul campo. Una società dove si sta bene, dove c’è un bel clima, un bell’ambiente che aiuta ad attrarre ragazzi nel settore giovanile, che fa bene al movimento calcistico arenzanese. E avere una prima squadra ben strutturata sicuramente aiuta a veicolare questi messaggi. Senza considerare che – a seconda di come andranno le retrocessioni – potremmo essere l’unica realtà calcistica in Eccellenza del territorio.

Pro memoria, rispetto all’intervista pre playout: un minuto prima di scendere in campo con l’Ospedaletti ricordati di abbracciare tutti i tuoi ragazzi uno per uno…

Non mi dimentico. So che lo farò. Non mi ricordavo di avertelo detto, ma era già nei miei pensieri. Penso che non dirò nulla, se non sotto l’aspetto tattico su come stare in campo. Sotto l’aspetto motivazionale, semplicemente li abbraccerò tutti, uno per uno.

Detto questo, vediamo di concludere in leggerezza. Dato che sei Mister ma anche insegnante quali compiti per le vacanze darai ai tuoi ragazzi?

Staccare, farsi tornei estivi, perchè questo aiuta. Nei professionisti c’è meno stacco tra l’ultimo allenamento e il primo della stagione successiva. Nei dilettanti ci sono almeno un paio di mesi, e far proprio nulla non agevola, non aiuta quando si riprende. Ma siccome ci sono in giro tanti bei tornei estivi, che si divertano, che giochino e mantengano un po’ la forma. E poi ci si rivede a luglio, (ride) fine luglio, a metà estate dai, vedremo!

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