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Calcio, leitmotiv Genoa: passa in vantaggio e si fa superare grazie a due clamorosi errori difensivi

 

Mancanza di obiettivi, timore di perdere dopo due strepitose prestazioni finite male, distrazione? Qualsiasi sia la ragione, il Genoa ancora una volta getta alle ortiche 3 punti e l’occasione di premiare il proprio campionato. E’ palese che l’ossatura ci sia, che il gioco di Gasperini sia avvincente e meritevole di elogi, che l’assenza di Matuzalem si senta,  ciò che non sembra trovare risposta è il perché di certe amnesie difensive che esulino dalla qualità dei protagonisti. Se Burdisso è fuori forma e può essere “rimandato”, se Sturaro è giovane e De Maio comunque proviene dal campionato di serie B, se è giusto far sì che questi ultimi giochino ora che i conti sono praticamente fatti imparando dai propri errori, come si spiega la ripetizione degli stessi in 3 partite consecutive? Con l’aggravante, per questa, di aver smesso di giocare per prima dei 4 minuti di recupero di Torino…

L’undici RossoBlu scende in campo con la formazione ormai nota nel suo 3-4-3. Il mister opta per il rientro dal primo minuto del giovane Konatè, insieme a Sculli per dare supporto alla punta Gilardino. Non c’è quasi tempo per studiare lo schieramento avversario che il Grifone passa in vantaggio con la rete di De Maio al 3′ dopo un batti e ribatti in area. 1 a 0 e notevoli proteste per il fuorigioco di Gilardino considerato dall’arbitro Celi ininfluente.

I RossoBlu sembrerebbero pronti a mostrare un’altra prestazione da premiare, ma dopo la rete iniziano lentamente a chiudersi e lasciare troppo spazio ai giocatori del Cagliari desiderosi di autoeliminarsi dalla lotta salvezza. Dopo aver fallito un paio di volte l’occasione del 2 a 0 (in particolare con il colpo di testa di Antonelli salvato al 25’da una prodezza di Abramov) la squadra del patron Preziosi  involve ed al 36′ subisce il gol del pareggio: Sau, approfitta dell’indecisione di Sturaro, Burdisso e De Maio, passa in mezzo e a tu per tu con Perin insacca con un pallonetto. 1 a 1 e brontolii di timore sugli spalti. Al 42′ la respinta su tiro dalla distanza di Marchese innesca il contropiede sardo: Sau si invola crossa per Eriksson che scivola un attimo prima dell’arrivo della palla. Si giunge così alla fine del primo tempo, con un Grifone arrembante nella prima mezz’ora e timido ed impacciato nel proseguo.

All’8′ della ripresa, ancora Sau vicino al raddoppio: il tiro finisce alto. Il Cagliari, raggiunto il pareggio, sembrerebbe non accontentarsi e tenta di imporre il suo gioco forte di un Genoa che lascia sempre più spazi e alimenta le speranze di riuscita del team di Pulga. L’ingresso di Fetfatzidis e Cofie su Sculli e Konatè non pare cambiare l’andamento della gara. Al 25′ si vede il Genoa: Gilardino lanciato a rete, subisce il ritorno di Rossettini; intervento dubbio, qualche protesta, ma il fischietto di Bari fa segno di proseguire. Al 27′ altra occasione di marca Genovese: su respinta di Abramov, Marchese tenta il tiro al volo dalla distanza, palla alta sulla traversa. Saranno le uniche azioni da segnalare fino ai minuti di recupero. Al 36′ vantaggio ospite: altra indecisione della difesa,  Perin respinge di piede ma la palla finisce sui piedi di Ibarbo che insacca nei pressi del palo lontano. 1 a 2 e incredulità generale. La squadra di casa non trova la forza di reagire, l’unica azione concreta porterà al 4° minuto di extra time al goal di Gilardino annullato per fuorigioco.

Qualche fischio dagli spalti, un Gasperini furente e giocatori quasi tutti a pensare al pranzo di Pasqua. Si salvano per oggi il solito generoso Antonelli, la sicurezza Perin (del resto impegnata solo nell’occasione dei due tiri), il fondamentale Marchese. Resta la certezza di aver mancato ancora un risultato ampiamente alla portata e il desiderio di finire l’anno in modo diverso dal “mondo Genoa” parco di risultati utili e generoso coi bisognosi (di punti).

 

Valentina Jannacone

PR Genova – Informatica&Comunicazione

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