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Chi è Pietro Biase, Digital Champion di Arenzano

Genovese, classe 1970, perito industriale in informatica. Tra le sue passioni, l’innovazione, il web e la tecnologia. Per professione, ha a che fare con marketing digitale, social network ed e-commerce.

Questo è – in sintesi – il profilo di Pietro Biase, Digital Champion di Arenzano. Chi frequenta i gruppi dedicati ad Arenzano su Facebook non avrà potuto non notare i suoi interventi, da qualche tempo a questa parte.

Ma cos’è un Digital Champion? Si tratta di una carica istituita dall’Unione Europea nel 2012. È un ambasciatore dell’innovazione. Ogni Paese ne ha uno a livello nazionale (in Italia è Riccardo Luna), con il compito di rendere i propri cittadini “digitali”. E poi ci sono tanti Digital Champions che si occupano dei comuni, l’obiettivo è di averne uno per ogni comune italiano.

Pietro Biase – residente a Sestri Ponente – si occuperà della zona di Arenzano: «Seguo da tempo l’associazione “Open Genova” che ha come obiettivo la diffusione della cultura della trasparenza e dei dati aperti, dei nuovi strumenti per la partecipazione e la cittadinanza attiva, e proprio tramite questa associazione ho conosciuto il Digital Champion di Genova, che era a sua volta interessato a promuovere la figura dei Digital Champions anche negli altri comuni. Non è necessario essere residente nel comune di cui ci si vuole occupare, così mi sono candidato per la carica di Digital Champion di Arenzano. Le statistiche non giocano a favore dell’Italia per quanto riguarda l’utilizzo delle nuove tecnologie, penso che queste nuove figure possano fare molto per recuperare».

Gli obiettivi dei Digital Champions sono dare supporto alla pubblica amministrazione sui temi del digitale, muoversi come difensori del cittadino in caso di assenza di banda larga, wifi ed altri diritti negati, e promuovere, anche con il ricorso al crowdfunding, progetti di alfabetizzazione digitale. Il tutto senza ricevere un euro: «Siamo una rete di volontari – conferma Biase – la nostra carica dura un anno. Personalmente, mi piacerebbe proporre un aumento della copertura del wifi libero e coinvolgere gli esercizi pubblici per aprire i loro hotspot, cose molto comuni nel resto d’Europa. Mi piacerebbe inoltre coinvolgere le fasce dei “nonni” e dei bambini organizzando, perché no, corsi aperti a tutti. Sono già in contatto con la presidentessa dell’Unitre Fabia Binci, e prossimamente avrò un incontro in comune ad Arenzano per cercare di capire cosa fare, e come farlo. Nel frattempo chi ha delle domande da farmi può cercarmi sul mio profilo Facebook».

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