Cogoleto, Bruzzone: «Denuncio l’episodio inqualificabile, ma l’odio non si combatte aggiungendo altro odio»

Sono momenti difficili per Cogoleto, paese rivierasco di novemila anime che si è trovato al centro di un caso nazionale, di cui abbiamo parlato qui. Il tutto, mentre proprio in questi giorni esce il magazine “Borghi & Città” di febbraio che incorona Cogoleto come uno dei borghi più belli d’Italia.

Dopo tre giorni “di fuoco”, prende la parola il sindaco Paolo Bruzzone con un commento affidato a Facebook: «Sono stati giorni piuttosto difficili per la nostra comunità, mai avrei immaginato che il nostro bellissimo paese, terra natale di Cristoforo Colombo, balzasse alla cronaca per un episodio inqualificabile più che per le sue bellezze e unicità. Tutto questo proprio nei giorni in cui, grazie anche al lavoro dell’amministrazione, il magazine “Borghi & città” elegge Cogoleto come uno dei comuni più belli d’Italia, immerso tra il Parco Naturale del Beigua – patrimonio Unesco – e il suo splendido golfo».

Il sindaco prosegue: «Ma Cogoleto è anche un paese che si è distinto nella sua storia per il concreto impegno a difendere i valori di uguaglianza tra le persone, senza distinzione di razza, sesso, religione, orientamento politico e sessuale. Sono stato eletto quattro mesi fa in una lista civica rappresentativa di un’ampia area politica, dalla sinistra al centro destra moderato. Una scelta, per alcuni non facile, ma resa possibile proprio grazie alla condivisione dei principi e dei valori democratici rappresentati dalla Costituzione italiana. Di fronte alla gravità di quanto accaduto non ho esitato e sin da giovedì, insieme al resto dell’Amministrazione, mi sono messo a disposizione delle forze dell’ordine per rilasciare le deposizioni. Parallelamente alle indagini d’ufficio, ho ritenuto doveroso, in qualità di Sindaco, procedere con la denuncia dei fatti alle autorità competenti. Un atto necessario nel rispetto della Costituzione ma, soprattutto, nei confronti di tutti i Cittadini che rappresento e delle tantissime persone che hanno manifestato sdegno verso tale episodio. Inoltre, martedi 2 febbraio, mi recherò dal Prefetto per relazionare sull’accaduto: spetta, infatti, al Rappresentante dello Stato valutare eventuali cause di decadenza dei consiglieri interessati».

Inutile dire, però, come il caso abbia scaldato molto gli animi e abbia portato – soprattutto sui social – alla solita lotta tra insulti e offese. Bruzzone rimarca: «Ci tengo, infine, a rivolgermi anche a tutti coloro che hanno seguito e stanno tuttora seguendo la vicenda, affinché l’episodio non trascenda in manifestazioni di odio anch’esse deplorevoli: l’odio non si combatte aggiungendo altro odio. Per trasformare il vostro messaggio in un segnale concreto, potrete recarvi presso l’anagrafe del nostro Comune per firmare la proposta di legge popolare contro la propaganda fascista e nazista».

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