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Cogoleto, parla Siri: «Non ho fatto il saluto fascista, aborro tutti i regimi antidemocratici»

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Cogoleto si è tornati sulla questione del saluto romano: il gesto di cui sono accusati i tre consiglieri di centrodestra Francesco Biamonti, Mauro Siri e Valeria Amadei, è di aver alzato tre volte la mano imitando il saluto romano (e anzi, c’è chi ha dichiarato di aver sentito uno dei tre invitare esplicitamente i colleghi a votare con il “saluto fascista”). Loro hanno sempre ufficialmente negato.

Durante l’ultimo consiglio comunale di Cogoleto ha preso la parola il consigliere Mauro Siri, ex candidato sindaco di centrodestra, per spiegare la sua versione dei fatti in un’espressione di sentimento: «Devo tornare a quella terribile serata del 27 gennaio scorso perché a me non può andare bene quello che è successo senza una spiegazione. Prima di tutto devo rassicurare i miei elettori che io con il fascismo non ho niente a che fare. Non sono mai stato fascista e mai potrò esserlo perché aborro tutti i regimi antidemocratici e amo la libertà che ritengo il bene primario dell’uomo. Nel consiglio comunale del 27 gennaio ho solo votato per alzata di mano in modo del tutto simile alle votazioni avvenute nei consigli precedenti, come del resto confermato dal sindaco stesso in alcune occasioni alla stampa. E allora perché sono finito sulla stampa nazionale ed estera e sulle televisioni come un vecchio nostalgico fascista? Perché qualcuno dei consiglieri comunali con troppa intemperanza e disinvoltura ha montato un caso politico su delle incertezze, e nel mio caso sul nulla, senza tenere conto del danno di immagine per Cogoleto e per persone che nulla hanno avuto a che fare con il fascismo. La sera del 27 gennaio all’esordio del consiglio comunale c’era stato l’intervento di Erica Roncallo per commemorare la Giornata dalla Memoria, applaudito con calore all’unanimità dei consiglieri. Improvvisamente, per motivi da me sconosciuti, da parte di alcuni consiglieri di maggioranza, è stata lanciata dal gruppo a cui appartengo l’accusa di aver votato facendo il saluto fascista. Posso dire e giurare che mai ho votato pensando di ispirarmi al fascismo, ma ho sempre votato allo stesso modo ai consigli precedenti alzando la mano come mi viene più naturale, e sfido gli accusatori a mostrare il contrario. La frase da me pronunciata, estrapolata dal sindaco da un discorso più ampio, e questo fatto mi fa un po’ pensare, era: “E se così fosse?”. Era un chiaro, limpido, accorato tentativo di affrontare la questione con calma e intelligenza, perché era facile intuire che pandemonio poteva nascere da una denuncia di tale portata. Ho sempre parlato di politica e mi sono sempre interessato di politica, ma fin dalla mia candidatura a sindaco di Cogoleto mi sono sempre tenuto lontano dalla politica attiva per idiosincrasia verso il suo ambiente. Quando sono stato contattato per questa candidatura ho subito risposto no, dando la mia disponibilità per una collaborazione tecnica tenendo conto che nella mia vita lavorativa presso il Comune di Cogoleto mi ero interessato di lavori pubblici e di tutti i servizi tecnici comunali. Andando avanti in questo percorso piano piano mi sono convinto di accettare la candidatura pensando che si trattasse più di una carica amministrativa che politica, e che mi sarei venuto a trovare tra persone conosciute e per bene, ancorché come logico con differenti punti di vista. Invece la politica è emersa con tutta la sua smania di strumentalizzazione portandomi delusione, dolore e diffamazione».

Conclude Siri: «Mai e poi mai avrei pensato di poter additato come persona antidemocratica soprattutto dai miei concittadini che conoscono la mia vita. Non ho mai avuto problemi di relazioni e non ho mai neanche fatto liti di condominio. Proprio per coerenza con tutta la mia vita non sono animato da spirito di rivalsa e neanche ho pensato di presentare querele per diffamazione. Il mio unico pensiero è che possa trionfare la verità, o la semplice ammissione di questo consesso che io la sera del 27 gennaio non ho fatto nulla per essere definito fascista. Per uno come me che ama la libertà più di ogni altra cosa è un forte avvilimento venire accostato al pensiero di persone senza rispetto della dignità degli uomini e di se stesse. Viva la libertà, viva la ragione, abbasso i regimi antidemocratici rossi, neri e fidelisti. Questo è il mio pensiero».

«Sui fatti indaga la magistratura – è il commento del sindaco Paolo Bruzzone – quindi non c’è nulla da aggiungere».

 

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