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Cronache in Cucina – Lo sciroppo di rose

Giancarlo Marabotti

Giancarlo Marabotti, membro di Slow Food ed ex presidente WWF arenzanese, è appassionato del mare e delle sue meraviglie. Due volte finalista al campionato mondiale di pesto genovese al mortaio e ideatore di corsi di cucina, Marabotti abita ad Arenzano dove si diletta con i fornelli e con la produzione di antiche salse liguri.

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Lo sciroppo di rose

Lo sciroppo di rose è un prodotto tipico della valle Scrivia dove nel ‘500 il Doge di Genova conferì ai contadini della vallata le antiche rose da sciroppo “rugosa e muscosa”, selezionate nel tempo per dare la rusticità necessaria ad una coltivazione naturale.

Ora queste rose sono distribuite in tanti orti e giardini del genovesato.

Ecco l’antica ricetta:

  • Raccogliere 3 etti di petali di rose
  • Metterli in una pentola di acciaio
  • Versarvi sopra un litro di acqua bollente e spremere un limone
  • Lasciar macerare per 24 ore, poi spremere le foglie con uno schiacciapatate
  • Pesare il liquido ottenuto e aggiungere la stessa quantità di zucchero bianco
  • Sempre mescolando, riscaldare a fuoco lento per alcuni minuti
  • Versare caldo in recipienti sterilizzati
  • Conservare in luogo fresco e al riparo dal sole

Lo sciroppo di rose si consuma mescolandolo con acqua fresca o tiepida, oppure per insaporire yogurt, granite, gelato, panna cotta. Non solo: può essere utilizzato anche per preparare aperitivi con spumanti (ghiaccio e liquore secco). La rosa possiede proprietà officinali utili per l’apparato respiratorio.

sciroppo rose