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Da studentessa a inventrice: la storia di Silvia Damonte e di Bubbles

Un’idea che arriva come un fulmine a ciel sereno, un po’ di sana intraprendenza, e da una carriera ne può nascere un’altra, del tutto inaspettata. Così inizia la storia di Silvia Damonte, 25enne arenzanese, che si è riscoperta inventrice dopo una laurea a pieni voti in scienze geografiche. Il suo fulmine a ciel sereno arriva durante una doccia. «Aspetti che l’acqua diventi calda, inizi a lavarti, e poi come da copione inizia a squillare il telefono. E magari stavi aspettando anche una telefonata importante, come succede sistematicamente a me – racconta Silvia –. Dunque un giorno ho pensato che avrei potuto inventare qualcosa per risolvere il problema». E così, dopo un paio di notti passate a pensarci, è nato Bubbles: un cordless impermeabile che, attaccato al muro, permette di ricevere ed effettuare telefonate in vivavoce sotto la doccia o nella vasca da bagno. E se proprio in quei momenti non si riceve nessuna chiamata, Bubbles si trasforma anche in un lettore mp3 per ascoltare le proprie canzoni preferite, e magari improvvisarsi tenori sotto la doccia. D’altronde lo dice anche una delle tante leggi di Murphy: «Cosa succede quando un corpo si immerge nell’acqua? Suona il telefono!».

L’invenzione è originale, e Silvia – dopo aver fatto un paio di ricerche su internet – decide di brevettarla avvalendosi dell’appoggio di uno studio di ingegneri, e di vedere se qualche azienda è interessata a produrla. Una sfida iniziata un po’ per gioco, ma anche una risposta alla crisi che in questo periodo morde duro, in un ambito che è tutt’altro rispetto a quello della formazione universitaria: «Mi sono laureata in scienze geografiche nel 2009, con 110 e lode – prosegue –. Quando mi sono iscritta a questa facoltà il mio sogno nel cassetto sarebbe stato produrre documentari, e ancora oggi mi piacerebbe tantissimo. Ma nel frattempo mi dedico anche alle invenzioni, una mia passione da sempre».

I primi contatti con le aziende però non sono facili, soprattutto per una donna giovane che spesso non viene presa sul serio. Silvia non si dà per vinta, e su Facebook fonda un gruppo per far conoscere la sua invenzione al largo pubblico del social network. In poco tempo, i “fan” del prodotto diventano più di mille, e la ragazza decide di scrivere un’accorata lettera a tutti gli utenti – soprattutto giovani – che la seguono su Facebook: «I giovani sono considerati dei perdigiorno, capaci solo di ubriacarsi e sballarsi e la cui massima ambizione è quella di entrare al Grande Fratello. Invece in giro è pieno di ragazzi e ragazze che si danno da fare, studiano e lavorano per mantenersi. Ragazzi che hanno dei sogni, ma non riescono a realizzarli perchè nessuno è disposto a dare loro un po’ di fiducia, una possibilità». E parlando di Bubbles, racconta le difficoltà che, come donna e ragazza, ha trovato nel proporlo alle aziende: «La prova più lampante di questa diffidenza nei confronti dei giovani è forse questa: un giorno contatto telefonicamente un’azienda, mi passano il responsabile. Mi presento, cerco di introdurre brevemente il mio progetto ma vengo liquidata in fretta e in modo parecchio scortese. Non demordo e qualche giorno dopo decido di fare una prova: ritelefono ma stavolta mi presento come la segretaria di un ingegnere di Genova. Straordinariamente vengo ascoltata e mi viene fissato un appuntamento telefonico. Sarà poi mio padre, ingegnere uomo e adulto, a sostenere la comunicazione e a presentare il mio progetto».

A questo punto sopraggiunge la solidarietà dei giovani di Arenzano, che decidono di dare una mano a Silvia: si va dal video pubblicitario realizzato da Filippo Lazzarini, agli incontri organizzati con i ragazzi dell’associazione “Arenzano è Futuro”.

Nel frattempo Bubbles diventa sempre più conosciuto, Silvia viene intervistata da alcuni media a livello locale e nazionale, dal Secolo XIX a Radio Skylab fino alla partecipazione al programma “Smart & App” sui canali Sky. A novembre decide di partecipare al concorso “Giovane Talento Ligure”, indetto nell’ambito di “OrientaMenti” il Salone regionale dello studente. Con l’invenzione più votata dal pubblico, Silvia vola dritta sul podio vincendo il primo premio, nella categoria “Ricerca e innovazione”.

«Per adesso lavoro d’estate in uno stabilimento balneare – racconta Silvia – intanto non demordo, mi impegno per trovare dei contatti, non resto con le mani in mano. Tutto quel che verrà da questa esperienza, lo prenderò con entusiasmo: tante persone ad Arenzano e a Genova mi chiedono quando potranno comprare Bubbles nei negozi, spero di poter dar loro presto una risposta!». Aspettando le prossime invenzioni che, fa sapere Silvia, potrebbero essere già in cantiere, i curiosi nel frattempo possono collegarsi al nuovissimo sito www.thebubblesidea.it per scoprire il cordless da doccia.

 

Guarda la fotogallery (si ringrazia Silvia Damonte per la gentile concessione delle fotografie):