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Dalla Comunione Pineta i consigli per la lotta alla processionaria

Negli ultimi giorni i soci della Comunione Pineta di Arenzano hanno ricevuto una lettera che parla della processionaria, e dei provvedimenti che si possono prendere per arginarne la diffusione. 

In particolare, si possono disinfestare i propri terreni con diversi metodi, proprio in questa stagione in cui le larve abbandonano le piante e si dirigono verso un luogo adatto in cui interrarsi e trasformarsi prima in pupe e poi in farfalle. È questo, come avevamo già scritto in precedenza, il periodo in cui l’insetto raggiunge la sua massima pericolosità: il pelo che ricopre la larva è infatti estremamente urticante sia per l’uomo sia per gli animali, per cui rappresenta un vero pericolo.

Ecco le forme di lotta che è possibile intraprendere contro la processionaria:

  1. Distruzione dei nidi
    La lotta meccanica consiste nel togliere manualmente dalla pianta infestata i nidi di processionaria. Tale operazione viene svolta solitamente in inverno, prima che le larve siano uscite dal nido, con l’ausilio di scale e potatura dei rami; durante il prelevamento dei nidi è necessario evitare il contatto con i peli urticanti. Tale metodo di intervento si rivela efficace, ma piuttosto costoso in termini economici e di tempo: risulta conveniente se utilizzato su una superficie ristretta.
  2. Lotta microbiologica
    La lotta microbiologica è attualmente il metodo di intervento più utilizzato e consiste nell’impiego dell’insetticida biologico Bacillus thuringiensis kurstaki (Btk). Il Bacillus thuringiensis è un batterio che, colpita una processionaria, paralizza la larva danneggiandone i centri nervosi. Tale insetticida colpisce solo alcuni lepidotteri, dunque non risulta pericoloso per la biodiversità della zona in cui il trattamento viene effettuato. L’insetticida può essere diffuso tramite un atomizzatore cioè con un serbatoio sulla schiena dell’addetto e una lancia spruzzante il liquido. Tale tipo di intervento è praticato dalle locali imprese di disinfestazione attrezzate contro la processionaria.
  3. Trappole ai feromoni (o ferormoni)
    I feromoni sono sostanze chimiche rilasciate dalla femmina per attirare il maschio durante il periodo dell’accoppiamento. Disporre di trappole ai ferormoni (da posizionare su rami anche bassi dei pini) può essere utile per monitorare la diffusione delle falene di processionaria e per confondere le falene maschio nella ricerca della femmina. Evitando l’incontro tra i sessi si evita la fecondazione e quindi la formazione di una nuova generazione di insetti defogliatori. Il periodo migliore per posizionare i diffusori di feromoni è il mese di giugno, quando riprendono gli sfarfallamenti degli adulti di processionaria. I feromoni sono sostanze innocue nei confronti dell’uomo e degli animali ed il loro impiego non ha alcun effetto sull’ambiente.
  4. Endoterapia
    Per endoterapia si intende il trattamento fitosanitario eseguito attraverso l’immissione di sostanze insetticide e/o fungicide direttamente all’interno del sistema vascolare della pianta. Attraverso il flusso traspiratorio la soluzione viene poi traslocata all’intera chioma dove esplica azione di protezione contro i patogeni per tutta la stagione. Tale tipo di intervento è praticato dalle locali imprese di disinfestazione attrezzate contro la processionaria.
  5. Trappole
    Negli ultimi anni sono state sviluppate da alcune aziende delle trappole speciali da disporsi sui tronchi dei pini infestati da processionaria. Il meccanismo d’azione sfrutta l’idea di poter invischiare il fastidioso insetto con della particolare colla durante la “processione” delle larve. Negli ultimi anni sono state sviluppate da alcune aziende delle trappole speciali da disporsi sui tronchi dei pini infestati da processionaria. Il meccanismo d’azione sfrutta l’idea di poter invischiare il fastidioso insetto con della particolare colla durante la “processione” delle larve.

I soci della Comunione Pineta che dispongono di spazi verdi o aree dove è possibile riscontrare la presenza di processionarie sono invitati – si legge nella lettera – a fare il possibile per tutelare la salute delle persone e degli animali domestici.