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Fattore Verde – Voltri: un’incantevole oasi di vita sotto la piattaforma per le petroliere

Gabriele Vallarino, arenzanese classe 1988, è laureato in Scienze Biologiche (Biodiversità ed Evoluzione Biologica). Nella sua formazione ha sempre privilegiato lo studio del mare e il giornalismo ambientale. Attualmente è biologo di bordo dell’Acquario di Genova sulle imbarcazioni che svolgono attività di whale watching; sulle motonavi è impegnato sia come guida che come ricercatore per il monitoraggio cetacei. Socio attivista del WWF, Gabriele ci propone un viaggio nella natura alla ricerca di tutto ciò che c’è da scoprire sul nostro territorio, e oltre.

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La natura, talvolta, vince lei la partita. O forse è solo il caso di ricordare quanto sia tenace, quanto sia capace di ricolonizzare un’area distrutta o di trasformare il grigiore di una struttura antropica in un arcobaleno equoreo.

Una piattaforma petrolifera, a un miglio e mezzo da Voltri, cuore industriale del porto di Genova -uno dei più sviluppati del Mediterraneo-, cela sotto le sue acque, un paradiso naturale.
Moltissimi i pesci che si aggirano intorno all’intelaiatura, incrostata di forme di vita, che tiene su la piattaforma.
I pesci guizzano e dalle loro scaglie rimbalzano bagliori di luce fulgidi che il sole riflette nell’acqua tersa.
Banchi di occhiate, saraghi, ricciole sono le nuvole compatte che nessuno si aspetterebbe di trovare in quest’ “isola” – così è chiamata la struttura -, invece persino cozze, ostriche, spugne e anemoni gioiello colorano la zona.

Le anemoni gioiello sono gli ospiti preziosi. Ogni anemone è costituita da un polipo piccolo, lunghezza 2 centimetri, contornato da un centinaio di tentacoli. Questi animali-fiore formano dei tappeti che mettono invidia alla tavolozza del pittore. Ci sono quelli rosa pastello o acceso, ma anche quelli giallastri, rossi, bruni, verdi o arancioni.

A volte un polipo stesso mostra più di un colore. L’anemone gioiello ama le aree rocciose poco illuminate. Si trova da qualche metro di profondità sino a oltre 40 metri.
Alla piattaforma ci sono mille forme di vita sessile e mille sagome di organismi in movimento.

Si tratta di una casa per astici, gronghi e pesci balestra del Mediterraneo.

Ci sono gli arazzi di alghe, le delicate impalcature dei rami degli idrozoi Eudendrium nonché i corpi lilla acceso dei molluschi nudibranchi della specie Flabellina affinis .

La struttura in questione è attraccata da petroliere enormi, con 500mila tonnellate di carico. Si tratta di una piattaforma fissa a più piani, 32 metri di diametro, 13 metri di altezza dal mare.

Le giganti del petrolio sono tenute in tiro dai rimorchiatori e scaricano il loro greggio utilizzando pompe di bordo o a terra. Naturalmente valvole automatiche a farfalla, distribuite lungo tutta la tubazione di scarico, evitano, in caso di rottura, qualsiasi sversamento a mare.
L’area non è fruibile, è sotto la gestione dell’autorità portuale, ma permessi speciali ottenuti da biologi subacquei per conto di alcune riviste di settore, hanno reso possibile constatare, negli anni passati, questo piccolo scrigno di vita abbarbicato su scheletri ferrosi.
Insomma, la natura ancora una volta ci insegna la lezione: mai fermarsi alla superficie delle cose. Sott’acqua c’è un inno di bellezza e di colori pronto a ricordarcelo.

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