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Fattoreverde – Foto – Avvistato squalo al largo di Genova

Gabriele Vallarino, arenzanese classe 1988, è laureato in Scienze Biologiche (Biodiversità ed Evoluzione Biologica). Nella sua formazione ha sempre privilegiato lo studio del mare e il giornalismo ambientale. Attualmente è biologo di bordo dell’Acquario di Genova sulle imbarcazioni che svolgono attività di whale watching; sulle motonavi è impegnato sia come guida che come ricercatore per il monitoraggio cetacei. Socio attivista del WWF, Gabriele ci propone un viaggio nella natura alla ricerca di tutto ciò che c’è da scoprire sul nostro territorio, e oltre.

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La solita uscita di Whale Watching, i soliti occhi puntati verso l’orizzonte per scrutare un salto, uno spruzzo o una pinna dorsale.

A bordo della motonave Sagittario della compagnia Golfo Paradiso, la pinna dorsale tanto desiderata non si è fatta attendere, eppure non era la solita pinna di delfino. Davanti all’imbarcazione, una pinna triangolare, solcava la superficie del mare viaggiando verso di noi.

Insieme agli altri miei colleghi che fanno parte dell’equipaggio e del team di avvistatori, abbiamo capito subito che l’incontro con quella pinna sarebbe stato speciale.  Un 5 giugno non facile da dimenticare. Profilo possente e idrodinamico, testa appuntita, dorso blu scuro, pinne pettorali molto allungate: lo squalo verdesca si è fatto ammirare in tutta la sua maestosità a pochi metri dalla Sagittario.

Diffuso in tutto il globo e abitante delle acque profonde e del mare aperto, lo squalo verdesca nuotava in superficie a poche miglia da Genova, all’interno del canyon sottomarino della città.

Con dimensioni medie intorno ai due metri e mezzo, la verdesca è un gran predatore sia di pesci che di calamari.

Non è per niente facile incontrare uno squalo nelle uscite di Whale Watching. L’incontro è stato emozionante, soprattutto per la scolaresca a bordo, “elettrizzata” all’idea di fotografare un predatore indiscusso degli oceani che risiede al vertice della rete alimentare. Lo squalo è un animale che affascina proprio per la sua forza e per il suo nuoto elegante. Tuttavia, non lasciamoci ammaliare dagli stereotipi cinematografici che esaltano le sue qualità istintive e le sue strategie predatorie, per renderlo un animale violento e assetato di sangue. Il povero squalo si nutre meno di un delfino (mangia poche volte la settimana, avendo un sistema digestivo lento, contro il delfino che essendo un mammifero come noi, può mangiare anche tutto il giorno).

Dai tempi della preistoria, gli squali sono i principi degli oceani eppure adesso rischiano l’estinzione. Non sono loro a fare vittime, ma sono loro stessi le vittime di una pesca indiscriminata accidentale e intenzionale che all’anno uccide 15 milioni di verdesche e circa 100 milioni di squali.  La loro carne viene consumata sulle tavole (a volte anche a nostra insaputa) oppure diventa farina di pesce per la zootecnia.  E tra le minacce che fanno sconcerto, vi è la triste pratica del “finning”: amputazione della pinna dorsale, il cui corpo agonizzante viene rigettato in mare, per soddisfare l’alta domanda dei mercati orientali di costosissime zuppe di pinne di squalo.

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