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Foto – Chi abita il nostro mare? Arenzano, Cogoleto e il Santuario dei Cetacei

SPECIALE: CHI ABITA IL NOSTRO MARE? 

PRIMA PUNTATA

Famiglie intere di delfini, ma anche meduse spettacolari e tartarughe marine: tutto questo nel mare di Arenzano. A svelare i segreti delle acque del comune rivierasco è Giancarlo Marabotti, socio arenzanese del WWF dal 1992, ed ex responsabile del Santuario dei Cetacei.

Il Santuario si estende su una superficie di 87.500 chilometri quadrati, e ha come scopo primario quello di proteggere i cetacei ed i loro habitat da qualsiasi turbativa: inquinamento, rumore, cattura, ferite accidentali, e altro. Per trovare i confini di quest’area, basta munirsi di matita e righello, e di una buona cartina geografica: si traccia una riga che da Capo Falcone (Sardegna) va in Francia, all’Ile de Giens, e un’altra che da Capo Ferro – sempre in Sardegna – va a Fosso Chiarone in Toscana. L’area compresa tra la terraferma e queste due righe è il Santuario dei Cetacei e – come si può vedere – Arenzano e Cogoleto ne fanno parte.

 

«Da sempre – spiega Marabotti – la storia di questa parte del Mediterraneo è legata alla presenza dei cetacei: gli antichi romani chiamavano questo bacino Costa Balenae, e Portofino in antichità era Portus Delphinii, il porto dei delfini».

Ma perché questo quadrato di mare tra Sardegna, Francia, Liguria e Toscana, è famoso per essere la “casa” dei cetacei? Giancarlo Marabotti fino a qualche anno fa lo spiegava ai bambini delle scuole di Arenzano, con tanto di fotografie e album da colorare: «Il Santuario dei Cetacei nasce grazie alle cosiddette “correnti di risalita” che si formano d’estate, complici i venti e la conformazione dell’area. Le correnti di risalita portano verso la superficie le sostanze nutritive depositate sul fondo rendendole disponibili a tutti gli organismi marini». Quindi dai microrganismi al fitoplancton, dallo zooplancton ai piccoli crostacei, dai pesci ai loro predatori.

Ed è così che, ogni anno, all’avvicinarsi della bella stagione, il Santuario dei Cetacei si popola di migliaia di balene, delfini, capodogli e tanti altri animali, giunti sulle nostre coste per nutrirsi in vista del rigido inverno.

In barca al largo di Arenzano e Cogoleto, durante l’estate, i più fortunati possono imbattersi anche in intere famiglie di delfini (i più comuni sono i delfini tursiopi), com’è successo a Giancarlo.

I delfini popolano soprattutto le acque liguri davanti alla provincia di Genova (quindi anche Arenzano e Cogoleto) e La Spezia, poiché questa parte di costa meglio si presta alle loro abitudini per la conformazione della costa, prevalentemente rocciosa e i fondali ricchi di prede.

«Il mare purtroppo non è privo di pericoli per i cetacei – conclude Marabotti – basti pensare all’inquinamento da plastica. Molti animali la ingeriscono, dagli uccelli alle tartarughe fino ai pesci che poi finiscono sulle nostre tavole».

 

Ecco qualche scatto dei delfini davanti ad Arenzano e Cogoleto tratto dal video di Giancarlo Marabotti.

Il filmato sarà pubblicato nella prossima puntata dello speciale “Chi abita il nostro mare?”!