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Foto – Curiosando dietro le quinte del Carnevale di Arenzano

Siamo abituati a vederli girare per le strade di Arenzano durante il giorno del Carnevale, ma come, dove e da chi vengono realizzati quegli enormi carri colorati, che ogni anno propongono temi diversi?

Cronache Ponentine, in occasione del Carnevale dei Ragazzi di Arenzano che si terrà questa domenica, ha visitato per voi il capannone dove vengono fabbricati i carri.

E’ nella zona industriale del paese che prendono vita Spongebob, i Puffi, la Perla Nera, Gargamella e i simpaticissimi Minions di “Cattivissimo Me”. Nel capannone, dove lavorano più di 60 volontari, si alternano le generazioni tra giovani e meno giovani, mamme con i bambini e boy scout, tutti muniti di pennelli, colla, e grande entusiasmo.

C’è la ragazza che, per dipingere meglio i Minions, cerca le loro immagini su internet, e il signore che usa la vernice spray per colorare le parti del corpo dei Puffi.

Tutti semplici cittadini che da novembre (proprio così, i lavori per preparare il Carnevale iniziano ben tre mesi prima!) si improvvisano artisti: «E’ bello veder lavorare tutti insieme, grandi e piccini, c’è sempre tanto entusiasmo. Dopo il Carnevale in genere organizziamo una cena sociale per ringraziare tutti e divertirci ancora un po’» commentano Ino e Giuseppe Caviglia, membri del Comitato per il Carnevale.

I cittadini che vogliono partecipare, a seconda della loro disponibilità, possono collaborare tutte le sere escluso il sabato. Gli orari sono liberi, ma «c’è chi si lascia prendere dall’entusiasmo e rimane fino alle tre di notte» dice Alessandro, un volontario intento a ricoprire di carta pesta un carro, sorriso sporco di colla e fantasia.

I materiali utilizzati per lavorare sono carta pesta, blocchi di polistirolo da scolpire e intelaiature in ferro. Se i volontari lavorano da novembre, gli ultimi giorni sono sempre i più frenetici perché bisogna rifinire al meglio tutti i dettagli.

Il Carnevale ad Arenzano è una tradizione da ben quarant’anni: «Sui cartelloni c’è scritto che è la 38esima edizione – dice Giuseppe Caviglia – ma solamente perché le prime due edizioni erano di “rodaggio” e non sono state calcolate».

Tutto nasce grazie alle mamme-sarte che cucivano i costumi per le rappresentazioni teatrali delle Opere Parrocchiali: «Dopo gli spettacoli – ricorda Caviglia – quei vestiti sarebbero rimasti inutilizzati per sempre. E allora, ci eravamo detti, perché non riutilizzarli per il Carnevale? Da cosa nasce cosa, e dopo i costumi siamo passati direttamente alla fabbricazione dei carri».

E così da quarant’anni il Carnevale è un successo la cui chiave sta tutta nei cittadini volenterosi: «E siamo conosciuti – dice Caviglia – al punto che spesso ci telefonano gli altri comuni per sapere quando facciamo la sfilata, in modo da non organizzare la loro il medesimo giorno… la loro preoccupazione è che poi la gente venga ad Arenzano!».

Il comitato riceve un piccolo rimborso spese da parte del Comune di Arenzano: «E’ sicuramente un aiuto – commenta Caviglia – ma una volta ci autofinanziavamo partecipando a pagamento alle sfilate degli altri comuni come Genova, Varazze… poi è cambiato tutto, e la crisi ha tagliato molte risorse agli enti locali».

Quarant’anni di Carnevale, quarant’anni di nomadismo: «Abbiamo girato tutti i magazzini di Arenzano, ogni anno per problemi di diverso tipo ci tocca traslocare». I volontari si sono adeguati, se non fosse che spostandosi ogni volta da un locale all’altro non si conosce in anticipo lo spazio che si avrà a disposizione, e dunque ai carri vecchi tocca una brutta fine: «Purtroppo distruggiamo quasi tutto da un’edizione all’altra. A volte ricicliamo, a volte semplicemente buttiamo via. Però alcune cose riusciamo a tenerle per ricordo» conclude Caviglia indicando la testa di un enorme drago verde e un guerriero altissimo che veglia sui volontari, oggetti un po’ “amarcord” appartenuti ad altri tempi.

 

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