FOTO – Da Arenzano allo Stretto un messaggio di solidarietà: Martina Manuele e i suoi amici nuotano per AISMME

Attraversare a nuoto lo Stretto di Messina è già un’impresa. Farlo insieme ad altre persone, sfidando le correnti, guidati da un barcaiolo e trasformando ogni bracciata in un messaggio di solidarietà, rende l’esperienza ancora più significativa.

È quello che ha vissuto Martina Manuele, che con il genovese Andrea Cadili Rispi e un piccolo ma tostissimo team tutto arenzanese composto da Irene Castagno (gli “occhi” di Andrea), Marina Casabona, Gerolamo Damonte e Angela Vallarino è stata protagonista di una traversata che si è conclusa dopo 48 minuti in acqua, vissuti quasi in simbiosi con la barca di supporto.

«Ci sono emozioni che è difficile raccontare a parole. Questa è una di quelle», racconta Martina, descrivendo un’esperienza nella quale la fiducia e la sintonia tra i nuotatori hanno avuto un ruolo fondamentale.

A guidarli durante la traversata è stato Domenico, il barcaiolo, diventato il vero punto di riferimento per tutto il percorso: dalla barca ha indicato la rotta, spiegato le correnti, sostenendo chi era in acqua  e documentando l’impresa.

Le condizioni dello Stretto hanno reso la traversata ancora più particolare. Le correnti erano forti, tanto da spingere l’organizzazione a modificare il punto di partenza, ma grazie alla preparazione e al meticoloso lavoro di supporto tutto si è svolto senza problemi.

«Quando Domenico ci ha detto “siamo a metà” ho pensato: no, di già?», racconta Martina. «È una sensazione incredibile, sei immersa in un mondo speciale».

Sotto la superficie, infatti, lo Stretto ha regalato incontri inattesi: pesci luna, una razza e altri pesci che hanno seguito la scia della barca per parte della nuotata. Un paesaggio sommerso reso ancora più affascinante dalle caratteristiche dello Stretto, dove il fondale raggiunge profondità di circa 2.000 metri e l’incontro tra le acque genera correnti particolarmente intense.

E a rendere speciale la traversata è stata soprattutto la complicità si chi era in mare: anche piccoli gesti sono stati sufficienti per trasmettersi sicurezza: un tocco dei piedi, uno sguardo all’indietro, il controllo che tutti fossero ancora lì, proprio come una piccola catena.

Ma questo gesto sportivo ha avuto anche un obiettivo simbolico che va oltre la sfida alle correnti dello Stretto: nuotare per AISMME e contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle malattie rare, dando voce alle persone e alle famiglie che ogni giorno affrontano sfide spesso poco conosciute.

Martina ha voluto ringraziare in modo particolare gli amici genoani dei Grifoni Emilia-Romagna (presenti sia alla partenza che all’arrivo) e ancora  Alfredo, Beppe e Bruno per l’accoglienza, il sostegno e per aver creduto nel progetto. Per lei tra i ricordi più belli resta una frase pronunciata da Domenico al termine della prova: «Mi piace la tua bracciata. Sei la più piccina, ma hai una bracciata aggressiva».

Una frase che sintetizza perfettamente lo spirito con cui Martina porta a casa questa esperienza: «Non importa quanto sei grande davanti al mare. Importa quanto cuore metti in ogni bracciata».