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FOTO – Gianluca, un arenzanese al campionato italiano di tennistavolo

Dal ping pong dei bagni Lido al campionato italiano di sesta categoria di tennistavolo, passando per una medaglia d’argento al campionato regionale: così l’arenzanese Gianluca Ferrari, che ha riscoperto questa disciplina pochi anni fa, contagiando con la sua passione tutto il suo stabilimento balneare, si è trovato a competere in tornei sempre più importanti, arrivando così anche al campionato italiano.

Gianluca, dopo essere arrivato secondo al campionato regionale a Chiavari a inizio maggio, è stato convocato per gli italiani a Riccione, alla fine dello stesso mese. Una bella esperienza che ha portato buoni risultati in una competizione a cui partecipavano 339 iscritti: dei 16 liguri ammessi, solo in tre – tra cui Gianluca – hanno superato i gironi a Riccione, perdendo poi purtroppo nella fase a eliminazione diretta. 

Gianluca, dopo aver giocato da ragazzino a livello amatoriale, ha riscoperto la passione per il tennistavolo nel 2017, quando un amico lo ha invitato a partecipare a un torneo amatoriale. Da allora, non ha mai più lasciato questa disciplina, contribuendo a organizzare competizioni ai bagni Lido, diventate un vero e proprio tormentone estivo per alcuni anni. E poi i tornei più importanti, il campionato regionale, e nazionale: «È stata una bella soddisfazione essere tra gli unici 3 liguri che hanno superato i gironi e continuare a giocare quando rimaneva ormai circa la metà dei partecipanti iscritti – racconta Gianluca – non mi aspettavo veramente nulla quando sono partito, ma credo di aver fatto un buon percorso da quando ho ricominciato a giocare, c’è ancora margine per migliorare. Poi non nascondo che c’era un po’ di emozione, gli spazi del palazzetto erano sconfinati, l’organizzazione perfetta, si respirava concentrazione».

Cosa riserva il futuro a Gianluca? Ancora giocare, ovviamente: «L’obiettivo è salire di categoria e continuare a divertirmi misurandomi con chi è più forte. Contestualmente porto avanti il mio lavoro, che è molto impegnativo, e poi c’è la famiglia, dunque non potrei proprio occuparmi di tennistavolo a tempo pieno. Però a piccoli passi c’è spazio per migliorare. Pensavo di essere solo una comparsa a Riccione, invece me la sono giocata. Torno a casa con il bagagliaio ancora pieno di sogni, voglia di migliorarsi e giocare a tennistavolo da trasmettere, perché no, anche ai miei amici di Arenzano».

 

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