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Foto – Pratozanino: finalmente, dopo 5 anni, via dai container della follia

Oggi siamo felici di aprire con una buona notizia: dopo quasi cinque anni di battaglie, per i pazienti dell’ex Ospedale Psichiatrico di Pratozanino è giunto il momento di tornare nei padiglioni della struttura, abbandonando finalmente i prefabbricati. Erano diventati un incubo quei container troppo stretti per i venti pazienti che avevano dovuto trasferirsi lì, in quelle stanze grigie tra afa torrida d’estate e tubature congelate d’inverno. Cronache Ponentine aveva scritto a novembre, con un’intervista a Marco Vaggi (direttore dell’Unità Operativa Salute Mentale Distretto 8 Asl Genovese), che l’avventura nei container era prossima alla fine, e le previsioni si sono rivelate esatte.

Coperte colorate, i pupazzi sopra il letto, una cartolina di Hello Kitty sul muro: alcuni di loro, per indorare la pillola, avevano anche provato a vivacizzare la propria stanzetta dove in teoria avrebbero dovuto trascorrere un anno, in attesa della ristrutturazione dei padiglioni 9 e 7, chiusi nel 2008 dai Nas. Da lì l’inizio del calvario: i lavori di ristrutturazione nei palazzi fatiscenti, i pazienti trasferiti nei container, poi i ritardi dovuti ai contenziosi tra la Asl e la ditta appaltatrice, e solo in questi giorni – dopo molte battaglie bipartisan portate avanti in consiglio comunale e regionale – i pazienti si stanno finalmente trasferendo nell’unico padiglione pronto, il 9. Un regalo di Natale che arriva proprio quando ormai i pazienti erano convinti di dover rimanere nei prefabbricati per sempre. Nel padiglione 9 sono stati costruiti alcuni mini appartamenti con angolo cottura, soggiorno e camere da letto per uno o più pazienti, in modo da garantire loro un minimo di autonomia. Fuori, un giardino con aiuole e con un grande glicine separa il padiglione ultimato da quello ancora in ristrutturazione.

Da qualche giorno i pazienti stanno traslocando nel nuovo padiglione con un processo graduale che terminerà a fine mese, perché alcuni ospiti hanno anche mobili e oggetti di loro proprietà da trasferire nella struttura. L’amministrazione comunale si è messa in contatto con la Provincia di Genova per ottenere una fermata dell’autobus proprio di fronte all’uscita dei due padiglioni, in modo da favorire la mobilità degli ospiti verso il comune rivierasco o la sua altra frazione, Sciarborasca. I pazienti, sebbene il padiglione 9 sia solo di tipo residenziale, potranno anche svolgere laboratori di letteratura, grammatica e “fisioterapia” (con corsi di massaggi) in alcuni locali messi a disposizione a Cogoleto, mentre con tutta probabilità potranno continuare con il labortorio di ceramica all’interno dell’ex Ospedale Psichiatrico.

Adesso il prossimo conto alla rovescia è fissato per giugno, quando verrà inaugurato anche l’altro padiglione, il 7: sarà una struttura protetta in cui potrebbero trovare una sistemazione alcuni dei pazienti che l’estate scorsa – dopo l’incendio che aveva danneggiato il padiglione Gian Soldi – erano stati spostati in residenze fuori Cogoleto. Dopodiché, potranno partire altri progetti: il padiglione 7, più grande del 9, ospiterà spazi per varie attività tra cui una sala per conferenze, il comune ha intenzione di organizzare lì alcuni eventi culturali. Quindi, per una volta, sarà la città ad entrare negli spazi di un ex ospedale psichiatrico, abbattendo i tabù e le barriere che separano la popolazione da questo ambiente. Uno degli obiettivi delle iniziative che verranno organizzate a Pratozanino è anche quello di trovare nuovi volontari che possano collaborare con educatori, personale medico, e con l’Associazione Pratozanino di Aldo Grasso, che da anni si occupa di migliorare lo stile di vita dei pazienti con iniziative ludiche, culturali, e gite fuori porta. «Sono persone da cui abbiamo tanto da imparare» aveva detto Grasso durante l’ultima edizione della Rassegna del Cinema Ligure d’Autore di Cogoleto organizzata dall’associazione.

 

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