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Foto – Un giorno in bocciofila: i bambini della scuola elementare alla riscoperta delle bocce

Saltano, gridano, vincono, esultano e si abbracciano. Quello della bocciofila G. Toso di Arenzano è un sano “casino”, sano e meraviglioso perché a portarlo sono i bambini. Oggi era il sesto ed ultimo giorno di lezione per i piccoli alunni della 5^ C della scuola elementare De Calboli, che per circa due mesi hanno trascorso un’ora alla settimana imparando a giocare a bocce, stupendo chi si aspettava di vedere solo capelli grigi nella bocciofila. Ad insegnare, gli istruttori federali Giuseppe Baschiera e Franco Galassi, sotto lo sguardo vigile e affettuoso di Luigia “Gigitta” Isetta, presidente della bocciofila. «E’ bello vederli giocare – dice Gigitta – e fa mi fa piacere che qui trascorrano un’ora in spensieratezza, lontano dai banchi, ma imparando comunque delle cose e facendo sport». Momenti di allegria che vedono giovanissimi e anziani relazionarsi tra di loro, una cosa «non più molto comune» assicurano le maestre Laura e Marina. Tanto che questa è la prima volta, dopo circa 20 anni, che la scuola elementare ritorna in bocciofila: «Ricordo che molti anni fa venivano delle scuole da noi – dice Gigitta – e già allora i bambini si divertivano». Oggi, vederli correre sui campi in tutta libertà, tra terra e sorrisi, non può che trasmettere sensazioni positive, soprattutto in un momento in cui il gioco “fisico” sembra tramontare a favore dei videogames. Non è tutto: «E’ stata una bella iniziativa – dicono le maestre – perché con la struttura coperta i bambini hanno potuto giocare anche nei giorni di pioggia, ed è un modo per sviluppare una bella relazione con le persone anziane, con il gioco e con il territorio».

E quale soddisfazione può essere maggiore, per una giornalista, di avere a disposizione una ventina di persone che fanno letteralmente a gara per essere intervistate, tra “pari o dispari” e “miscela numerata”? A differenza degli adulti, i piccoli alunni della bocciofila non mostrano la minima esitazione… nemmeno quando si tratta di confessare verità “scomode”, come il fatto che tutto sommato saltare l’ora di scienze per giocare a bocce non è poi così male!

«Ero curioso di provare – dice Fabio, 11 anni – e adesso so che mi piace. Sto con i miei amici, ogni volta ci mettiamo in gruppo insieme ed è divertente. Oggi è l’ultimo giorno, poi mi mancherà venire qui ogni settimana!». Le più agguerrite – manco a dirlo – sono le femmine, come Manuela, Giorgia, Alessia, Federica e Beatrice, che mi circondano in un attimo e iniziano a raccontare: «Ci hanno dato l’opportunità di scegliere con chi stare in squadra, e così ci siamo messe insieme perchè siamo amiche. Giocare a bocce è una cosa nuova, divertente! Siamo anche più brave dei maschi, abbiamo vinto tre volte mentre loro solo due!».

 

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