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Froome de France: Dopo Bradley Wiggins, un altro inglese, Chris Froome, arriva in giallo a Parigi

Oggi Claudio Nucci “esce dai confini” di Arenzano e Cogoleto e ci parla del centenario del Tour de France, tra leggenda, mito, e il fantasma del doping:

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E’ terminato il Tour de France del centenario tra leggenda, mito e fantasma doping, vinto dall’inglese Chris Froome, che ha dominato in lungo ed in largo il percorso partito, per la prima volta dalla Corsica per arrivare nel meraviglioso contesto dei Champs Elysees  della ‘Ville Lumiere’, circondato dall’affetto straripante dei tifosi che hanno trasformato alcuni percorsi come la salita verso l’Alpe d’Huez, in veri e propri stadi a cielo aperto: anche a loro va concessa la virtuale maillot jaune indossata dal leader della corsa.

Per l’edizione numero 100 della Grande Boucle, l’organizzazione è stata superlativa, ma al di là delle imprese sportive, ancora una volta il fattore doping è sempre al centro dell’attenzione mediatica che circonda la più grande corsa ciclistica del mondo.

“Meglio lenti che dopati, perché il ciclismo è uno sport di grandi uomini” . Il direttore del Tour de France, Christian Preud’Homme, ha ribadito la linea durissima contro gli aiuti chimici: “Il doping è il nemico numero uno del ciclismo e la nostra determinazione nel batterci contro chi bara è totale. Preferisco una corsa che si sviluppi a 30 chilometri orari piuttosto che a 50: l’importante è proteggere il Tour, a qualsiasi prezzo”.

Preud’homme non ha rimorsi: “Non abbiamo rimpianti: l’anno scorso prendemmo una decisione forte, perché il nostro rimane un evento unico, che va difeso da tutto e da tutti”.

A dire il vero, gli organizzatori della Grande Boucle hanno cancellato i sette Tour consecutivi vinti da Lance Armstrong tra il 1999 ed il 2005, osannato, incensato ed usato per anni dallo stesso sinedrio francese, considerato il ‘male assoluto del ciclismo’, dopo che le ‘roi americain’ con la sua confessione ha  gettato, oltre che su se stesso, ombre e fango sulla corsa più importante e famosa del mondo. Sette vittorie cancellate, controlli che non hanno funzionato, intere squadre dopate che, per anni, hanno vinto sulla strade francesi. La mazzata per lo sciovinismo transalpino è stata durissima da digerire….

Lance Armstrong in una intervista, rilasciata a ‘Le Monde’ ,alla vigilia della partenza  della corsa in terra corsa da Porto Vecchio,  ha affermato: ” E’ impossibile vincere il Tour de France senza doparsi” Non sono stato io ad inventare il doping, esiste da sempre, io ho soltanto partecipato ad un sistema che non mi permetterà di riparare a ciò che ho fatto, ma che ha distrutto la mia vita senza che il ciclismo ne abbia tratto beneficio”.

Christian Preud’Homme, patron della manifestazione, ha apertamente parlato di Tour della Rinascita, più forte del doping e di chi bara ma nonostante le belle intenzioni è sempre costretto è a fare i conti con il doping: l’Equipe, importantissima testata giornalistica transalpina,  ha scritto che nel 1998  il francese Laurent Jalabert ha assunto epo. E non è stato il solo… alla faccia della grandeur…..!!!

 

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Claudio Nucci