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Spettacolo, anche Sara Damonte e Lazzaro Calcagno per la campagna #settemilae1volti

Anche i due principali volti del teatro Il Sipario Strappato di Arenzano, il presidente Lazzaro Calcagno e il direttore artistico Sara Damonte, hanno preso parte a #settemilae1volti dell’industria dell’intrattenimento ligure, campagna realizzata e promossa da Cna Cinema e Audiovisivo Liguria al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di difficoltà e sofferenza del comparto culturale che nella nostra regione coinvolge oltre settemila addetti.

«È una campagna per tenere i riflettori accesi sul nostro mondo, quello dello spettacolo – dice Sara Damonte -. La gente magari pensa solo a chi va in scena o al regista, ma dietro a un semplice spettacolo ci sono davvero tante maestranze che lavorano, tra tecnico audio, luce, attrezzista, costumista, sarti, ci sono molte persone che svolgono la loro professione dietro le quinte. È un settore di cui si parla poco, si pensa sempre che sia un argomento superficiale ma non è così: è il lavoro di migliaia di persone in tutta Italia che in questo momento sono ferme. Spesso ci sentiamo trattare come se il teatro per noi fosse solo un hobby, un passatempo, invece è il nostro lavoro! Ma non solo, perché il teatro è fondamentale per chi ne usufruisce: siamo in un momento di tristezza, frustrazione, paura, e l’arte e la cultura sono un balsamo per la mente e per il cuore». 

Dunque fondamentale tenere i riflettori accesi su chi lavora nel mondo dello spettacolo, e il Sipario Strappato ha partecipato anche al presidio di qualche giorno fa in piazza De Ferrari: «Queste manifestazioni vogliono far sì che non si spengano le luci – continua Sara -. Ci è stato detto che forse avremmo potuto riaprire il 27 marzo: a parte che da qui al 27 bisogna vedere come saremo messi con il virus, il 95% dei lavoratori dello spettacolo sarà nelle condizioni di non riaprire. Potremo riempire le strutture al massimo al 25% della capienza, solo in zona gialla, ci sono troppe cose: come si può pensare di poter rientrare nelle spese? Occorre un interlocutore che conosca le nostre realtà, un sostegno economico e culturale, bisogna cambiare approccio quando si parla di cultura: vero che ci sono alcune realtà che hanno a disposizione finanziamenti, ma ci sono anche tanti piccoli teatri che però svolgono un importante ruolo di presidio sociale e culturale sul territorio, e che si aggrappano a ogni bando, ma è impossibile in questo momento avere una progettualità, non si riesce a pensare nel medio-lungo periodo, la situazione è troppo imprevedibile. Come lavoratori dello spettacolo siamo sempre stati considerati “fanalino di coda” anche se siamo un comparto gigantesco, quest’anno con la pandemia sono venuti a galla molti nodi di cui spero si potrà continuare a parlare per scioglierli. Il Festival di Sanremo poteva essere un modo per fare il punto della situazione, per vedere se si poteva riaprire in sicurezza, almeno provarci: un’occasione sprecata».

«#settemilae1volti è una campagna necessaria e fondamentale – spiega il Portavoce di Cna Cinema e Audiovisivo Liguria, Alfonso Cioce -, perché l’intrattenimento culturale nella società contemporanea rientra fra i diritti fondamentali al pari della salute, l’accesso alle risorse, all’istruzione e contribuisce al nostro benessere mentale. Il 2020 e la pandemia hanno fatto emergere le carenze di visione strategica delle politiche regionali e locali, come più volte sottolineate da Cna Cinema e Audiovisivo. Non si può principalmente finanziare in modo poco incisivo l’intrattenimento per i turisti nei periodi di festa o durante la stagione estiva, oppure eventi di marketing territoriale venduti spesso come contenuto culturale. Occorre potenziare in modo strategico, come avviene in altre regioni virtuose, il cofinanziamento della produzione di contenuti culturali originali».

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