attentiaqueidueemmepiemmepi
attentiaqueidueemmepiemmepi

Linea diretta con la Salute – Evoluzione e trattamento delle arteriopatie degli arti inferiori

Dottor Jean Pierre Candido

Responsabile del Raggruppamento di Chirurgia Generale della Casa di Cura “Sedes Sapientiae” di Torino

Diplomato in Chirurgia Vascolare presso la Facoltà di Parigi

Membre de la Société Française de Chirurgie Vasculaire

Specialista in Chirurgia Generale

Specialista in Chirurgia Vascolare presso la Facoltà di Parigi

Omeopata ed Omotossicologo

www.dottorcandido.com

.

Studi:

– “Casa di Cura Sedes Sapientiae” via G.Bidone,31 – 10125 Torino tel.011.46.77.800

– Via Sauli Pallavicino 54 (interno cortile Farmacia) – 16011 ARENZANO (GE) tel.335.661.66.90

.

SAPEVATE CHE… il Dott. Candido si occupa anche degli ASILI NOTTURNI PICCOLO COSMOClicca qui per saperne di più!

____________________________________________________________

Nell’ultima parte trattata, abbiamo ascritto al fumo la colpa maggiore delle Arteriopatie degli arti inferiori, segnalando le malattie dismetaboliche come responsabili od accentuatrici di tali patologie (soprattutto se unite al tabagismo).

Dottore, come possono evolvere le arteriopatie degli arti inferiori?

Se all’inizio determinano solamente una difficoltà nella deambulazione, la progressiva chiusura delle arterie principali porterà un rinsecchimento distruttivo dell’intera circolazione dell’arto interessato, fino alla gangrena finale (con alta probabilità di amputazione).

Come prevenire questo degrado?

In primis, smettere assolutamente di fumare e correggere i fattori di rischio legati a malattie dismetaboliche; eliminare medicinali che possono aggravare l’arteriopatia (betabloccanti e diuretici), trovando soluzioni alternative (che esistono: sta allo Specialista valutare e trovare il farmaco più idoneo ad ogni singolo caso). In caso di ostruzione progressiva dell’arteria Femorale (tipologia ostruttiva più frequente), la semplice correzione dei fattori di rischio permetterà nel 70% dei casi di restituire al paziente una deambulazione accettabile. Nello specifico vengono prescritti farmaci vasodilatatori ed antiaggreganti piastrinici (le piastrine si bloccano sulla piastra creatasi all’interno dell’arteria, formando dei veri e propri ”tappi”: mediante gli antiaggreganti si evita questo fenomeno). L’Aspirina stessa è un rimedio molto utilizzato per fluidificare il sangue,rallentando il degrado arterioso. Camminare molto è importantissimo e stimola la formazione della ”circolazione di compenso”,  peraltro descritta in precedenza, che va a creare una sorta di ”by pass naturale” che bilancerà le carenze circolatorie.

Dottore, quando si pratica l’Angioplastica?

Purtroppo è provato che l’Angioplastica non dà buoni risultati a livello degli arti inferiori (arterie Femorale e Poplitea), poiché multilesionate o multistenotiche (stenosi = restringimento); il cateterismo in queste arterie tortuose ed alterate presenta alti rischi di possibili perforazioni (con conseguenti inevitabili amputazioni). E’ invece praticabile con ottimi risultati dall’inguine verso il cuore (arterie Iliache); l’Angioplastica sarà quindi riservata solo a pazienti con lesioni arteriose poco estese, principalmente a livello delle arterie Iliache e femorali prossimali, bisognosi di ottimizzare la qualità di vita limitata dalla claudicazione.

Nel prossimo ed ultimo capitolo parlerò della Chirurgia arteriosa, mentre Vi cito questo proverbio genovese: -“ O mà o ven a cantàe e ò và via a onse..”-  (Ci si ammala in fretta e si guarisce lentamente; il ”cantaro” era un peso di 47,560 kg., mentre l’oncia è un peso di 26 grammi).

art.18