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L’ospedale di Voltri centro per malati di coronavirus? Gambino: «Si perde un importante presidio per le emergenze del ponente»

L’allarme è partito in mattinata, con un post del consigliere regionale di Italia Viva Valter Ferrando, già presidente della Commissione Salute, su Facebook. Ferrando nel suo comunicato denuncia la «follia della chiusura e trasformazione dell’ospedale Evangelico di Voltri in centro di raccolta pazienti affetti da coronavirus […] bloccando tutte le attività e predisponendo lo svuotamento dei reparti e la chiusura del Pronto soccorso, predisponendo le dimissioni o il trasferimento dei pazienti attualmente ricoverati». Il post si può leggere integralmente sotto l’articolo.

E a preoccupare le zone limitrofe, come Arenzano e Cogoleto, è l’ipotetica chiusura del pronto soccorso, unico presidio tra Savona e Sampierdarena.

(Aggiornamento: sembra che in ogni caso nessun ospedale verrà interamente dedicato ai pazienti del Covid-19, ma sembra anche che il pronto soccorso di Voltri chiuda l’accesso alle ambulanze).

Il sindaco di Arenzano Luigi Gambino ha seguito la vicenda e commenta in un comunicato ufficiale: «Pur nella comprensione della gravità e dell’emergenza della situazione non trovo nessuna logica, e nessuna ragione, nella scelta, peraltro non condivisa con i territori, di destinare l’Ospedale Evangelico di Genova Voltri ai ricoverati per il Corona Virus. Non si tratta, in questo caso, della solita battaglia di quartiere, del “non a casa mia” ma di semplice buon senso, tenendo conto che Arenzano, Cogoleto e la Valle Stura e i cittadini del ponente genovese hanno, ad oggi, grandi problematiche logistiche legate alle infrastrutture. Basti pensare all’Aurelia chiusa in caso di allerta meteo, alla A 26, al Ponte Morandi ecc.. Perdere, in caso di emergenza e di necessità, questo importante riferimento ospedaliero lo ritengo pericoloso e irrispettoso e come Sindaco ho il dovere di difendere la sicurezza della mia comunità».

Il vicepresidente attuale della Commissione Sanità in Regione Liguria, Gianni Pastorino di Linea Condivisa, ha fatto sapere che richiederà una convocazione straordinaria della commisione per esaminare la situazione: «Da qualche ora circolano notizie insistenti, non comunicate per vie ufficiali né all’opposizione né alla commissione regionale sanità, circa la destinazione pressoché totale dell’Evangelico di Voltri e la medesima possibilità per l’Antero Micone di Sestri Ponente alle cure per i contagiati da Coronavirus […]. Vorremo capire che fine faranno servizi come il centro nascite di Voltri, o l’ortopedia e l’oculistica di Sestri».

Verso l’ora di pranzo è arrivata la replica del presidente di Regione Liguria Giovanni Toti: «In Liguria la situazione è sotto controllo ma ci stiamo preparando a un possibile allargamento dell’epidemia, predisponendo tutti i luoghi per affrontarla e rispondere al meglio. La salute dei liguri viene prima di qualsiasi cosa e tutti devono considerarla la priorità. Per garantire ai cittadini cure efficaci mi auguro la piena collaborazione di tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione. Stiamo selezionando luoghi appropriati perché tutti i possibili contagiati abbiano la migliore qualità della cura. Chi oggi innesca assurde polemiche di quartiere, di vicinato o peggio bieco interesse politico senza conoscere la reale situazione fa un danno a se stesso e alla sua comunità. Mi auguro che queste righe facciano capire a tutti la gravità della situazione e il senso di responsabilità che occorre. E mi auguro di non leggere ulteriori prese di posizione, comunicati stampa o peggio chiacchiericcio da cortile fuori luogo per chi rappresenta le istituzioni».

«È in corso una riorganizzazione per individuare 65 posti per Terapia intensiva (con possibilità di dedicarne ulteriori) e 250 posti per Malattie infettive – ha spiegato l’assessore alla Salute Sonia Viale – che verranno recuperati coinvolgendo tutti gli ospedali liguri, da Ventimiglia a Sarzana. Non c’è un’azione su un solo ospedale di un’area o di un’altra, ma è stata fatta una valutazione su tutta la rete ospedaliera ligure. Quindi nessuno si deve sentire penalizzato, è un lavoro di sistema. Stiamo ragionando come se ci fosse un unico ospedale ligure che si sta attrezzando per l’emergenza, per accogliere le persone che ne avranno bisogno. I numeri di posti letto aggiuntivi necessari – ha proseguito – sono stati stimati dai nostri esperti sulla base anche dell’andamento della situazione in Lombardia. Non è un bisogno di oggi ma è una prospettiva possibile per cui noi non vogliamo essere colti impreparati. Le prime modifiche sono già in corso e necessariamente richiedono di una pianificazione. Si tratta di una scelta ragionevole, anche sulla base del provvedimento nazionale del 4 marzo che ha imposto un rallentamento di tutte le attività del paese. È un momento in cui serve prudenza e cautela». In merito alle critiche di alcuni esponenti delle opposizioni, la vicepresidente Viale ha osservato: «Lasciamo fuori le polemiche politiche, qui parliamo della salute di tutti. Ma inoltrerò la nota del consigliere Pastorino al suo ministro della Salute per un richiamo alla responsabilità da parte degli appartenenti a tutte le forze politiche» ha concluso.

 

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