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Musica in pillole – Tango: il bandoneon di Daniel Binelli

Vittorio Attanasio, musicista, è manager di artisti e gruppi musicali, in particolare brasiliani. Fondatore dell’associazione Coloriamo @ Musica, organizza eventi sul territorio ligure e non solo, e in particolare Amore Sacro Amor Profano, festival di cantautori dedicato alla figura del grande De André, ad Arenzano. Il Canto della Terra, rassegna dedicata alla world music contemporanea; Ex Melle, festival degli artisti di strada di Mele. Scrive canzoni, poesie, racconti, romanzi e quanto l’ispirazione gli suggerisca.

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Ogni qualvolta ascolto un tango, sia esso tradizionale o più sofisticato come quello di Piazzolla o quello più moderno di Di Giusto, mi sento un ballerino mancato. Lo sento dentro e pur rimanendo fermo, mi sento volteggiare stringendo a me, guidando, la mia compagna per arrivare insieme all’immancabile casquè!

Ma tango mi ricollega anche ad immagini ben meno artistiche e più terribili.

L’andamento ostinato, ossessivo e ripetitivo di Libertango, ad esempio, mi porta su di un aereo insieme ad altre donne e uomini e non per viaggio di piacere, ma per un ultimo volo.

E non c’è tango che si rispetti senza Bandoneon!

Sublime strumento nato in Germania ed emigrato in Argentina all’inizio del XX secolo, con tutti quei bottoni da entrambi i lati e quel mantice al centro che inspira ed espira, tanto che sembra cosa viva.

Il musicista lo stringe semplicemente in un abbraccio, caratteristica questa comune a quasi tutti gli strumenti.

Sarà per questo che si usa spesso il sostantivo “amore” quando si parla di musica e/o di strumenti?

Ho avuto la fortuna di conoscere alcuni musicisti amanti del “fuelle” (soffietto), come lo chiamano i tangueros, e qualcuno di questi mi ha spiegato la sua struttura, di come si compongono gli accordi, le melodie. C’è il fuelle diatonico e quello cromatico e nel primo lo stesso tasto premuto dà una nota diversa a seconda se il mantice è aperto o chiuso. Dovessi, sceglierei senza dubbio quello cromatico.

E fortuna nella fortuna uno di questi musicisti conosciuti è stato il grande Daniel Binelli. Uno che ha fatto storia del tango: componente dell’orchestra di Osvaldo Pugliese e poi del mitico Sexteto Nuevo Tango di Piazzolla. Direttore musicale, compositore raffinato di fama mondiale è arrivato, nel non lontano 2006, perfino ad allietare l’allegra cittadina di Arenzano con un concerto strepitoso eseguito con un altro importantissimo musicista, chitarrista argentino, Eduardo Isaac.

Io che amo le corde di nylon della chitarra classica, comunque, preferisco ascoltarlo inserito in un organico più “corposo” eseguendo, per esempio, uno dei brani più struggenti del divino Astor Pantaleón Piazzolla: Oblivion.

https://www.youtube.com/watch?v=dpu0WcpASFA

E un link al brano Libertango: https://www.youtube.com/watch?v=jcms8ogZeRk

 

 

 

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