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Parole, parole, parole – Qual è l’origine di “macaia”?

Maria Elena Dagnino, cogoletese, è stata professoressa di italiano e latino nei licei per 40 anni. Ora è docente per l’Unitre di Arenzano Cogoleto, di cui è anche socia storica.

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Paolo Conte  nella sua  “Genova per noi” cita una parola bellissima del dialetto ligure: macaia. Infatti canta “Macaia / scimmia di luce e di follia / foschia pesci Africa sonno nausea fantasia”.

Francesco Bruni (“Italiano nelle regioni”, vol. I, Garzanti 1996) la definisce un ligurismo chiave; cito le sue testuali parole: «Il ritratto più azzeccato del carattere ligure lo ha dato un foresto, l’astigiano Paolo Conte nella sua Genova per noi che cita tra l’altro un ligurismo chiave: macaia». Il Bruni lo fa derivare dal latino malacia = bonaccia, già usato da Cesare nel “De Bello Gallico” dove parla di navi costrette a rimanere ferme poiché sopravvenne una grande bonaccia (tanta malacia exstitit).

Il termine latino deriverebbe a sua volta dal greco malachìa che significa appunto bonaccia, umidità, ma anche languore, apatia e la parola macaia mi sembra interpreti bene entrambi i significati: una calma, un languore esteriore che si riflette anche interiormente, nello spirito.