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Porto di Arenzano Spa, dalla delibera della giunta alle relazioni dell’opposizione, ecco i documenti

 

Consulenze d’oro, indagini interne e relazioni scottanti dell’opposizione: cosa succede all’interno della Porto di Arenzano Spa?

Tutto ha inizio qualche mese fa: le acque cominciano ad agitarsi quando Paolo Cenedesi, “Arenzano e Libertà”, chiede di poter vedere i verbali del Consiglio di Amministrazione della società partecipata, di cui il Comune detiene il 51%, mentre il resto è in mano alla Nuova Arenzano Spa. Richiesta che viene negata dal presidente Silvano Morando e dal Cda. A questo punto è il sindaco stesso, Maria Luisa Biorci, a scrivere una lettera alla Porto in cui autorizza l’esponente di minoranza a vedere i verbali. Ma è in arrivo un altro “due di picche” rivolto alla prima cittadina; benchè nominato dalla stessa nuova giunta, Morando spiega: «Il Codice Civile ci consente di non consegnare i verbali neppure al socio di maggioranza ai fini di tutelare l’azienda, per non mettere a rischio il nostro lavoro e farci bruciare dalla concorrenza. Possiamo fornire chiarimenti a voce». Tra le voci che corrono, sembra che questi verbali parlino anche del possibile acquisto da parte della Porto di un magazzino della Nuova Arenzano Spa – il socio di minoranza – a un prezzo esorbitante.

Ma non c’è pace alla Porto Spa. Il Comune (se le leggi non cambiano) dovrà dismettere la partecipata, e per farlo deve rendere la società appetibile agli eventuali acquirenti. Partono così una serie di verifiche, e si scopre che negli anni scorsi è stata spesa una cifra notevole (ammonterebbe a più di un milione di euro) in consulenze. Una spesa che è suonata come un campanello d’allarme per la giunta che – consapevole del fatto che la Porto sta affrontando una grave crisi – ha deciso di andare a fondo, e di conferire ad un legale l’incarico di indagare: a cosa sono servite tutte queste consulenze? Hanno effettivamente dato dei risultati utili alla società? L’indagine interna del Comune parte con una delibera di giunta pubblicata nell’albo pretorio online qualche giorno fa, che riportiamo qui sotto:

Pare che le consulenze della Porto siano state fornite in parte da alcuni membri interni al Cda. A confermarlo ai media, citando anche se stesso tra i legali che hanno fornito consulenze, era stato l’ex presidente della Porto Spa Alessandro Albert che ha però sottolineato come ciò sia legittimo e come i problemi della Porto siano altri, come l’acquisto dell’area delle Fornaci da parte del Comune. Le Fornaci, comprate dalla Porto su input dell’amministrazione, dovrebbero essere ricomprate dal Comune. Ma ad oggi l’operazione, che pesa fortemente sui bilanci della società, non è ancora stata portata a termine.

La giunta non è l’unica che vuole fare chiarezza sulla vicenda della Porto Spa: il gruppo consiliare “Arenzano e Libertà” di Giacomo Robello e Paolo Cenedesi, dopo aver scritto già diversi comunicati stampa, ha scritto una relazione in cui mette a fuoco altri aspetti non chiari, e che pubblichiamo qui sotto:

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RELAZIONE E CONSIDERAZIONI SU PORTO DI ARENZANO S.P.A.

 

Di seguito riepiloghiamo tutta una serie di questioni in larga parte già denunciate in questi anni in Consiglio Comunale o in Prima Commissione.

Chiediamo che il presente documento sia messo agli atti del verbale della Prima e Terza Commissione riunite in sede congiunta il giorno 31 ottobre 2012. Provvederemo anche alla protocollazione ufficiale.

Proponiamo l’azzeramento del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale e la nomina di nuovi organi societari composti da persone che non abbiano mai amministrato la società prima del maggio 2012.

 

1) Il bilancio al 31 dicembre 2011 chiude in sostanziale pareggio così come l’anno precedente; gli esercizi 2009 e 2008 chiusero invece con pesantissime perdite per un totale di circa Euro 800 mila. La previsione di chiusura dell’esercizio 2012 è decisamente negativa;

2) Ad oggi permane un fortissimo indebitamento verso banche pari a circa 10 milioni di Euro; la società è sull’orlo del fallimento e c’è il rischio che le banche vogliano rientrare dai fidi;

3) I bilanci 2011 e 2010 sono stati approvati con i soli voti del Comune di Arenzano visto che al momento del voto il rappresentante del socio di minoranza si è assentato;

4) La direzione dei lavori di ristrutturazione del porto (milioni di Euro) è stata eseguita dal socio di minoranza (la Mario Valle S.p.A.);

5) Il bilancio 2010 chiude in pareggio grazie ad una sopravvenienza attiva pari ad Euro 60.054. Dalla Nota Integrativa che peraltro da informazioni assolutamente insufficienti per la chiarezza del bilancio risulta che si tratta dell’eccedenza del fondo rischi di Euro 90 mila, interamente utilizzato a seguito della revoca del contributo “molo pescatori”. Abbiamo fatto notare alla Società che tra gli altri debiti è stata contabilizzata la voce “cartella di pagamento per revoca contributo molo pescatori “ pari ad Euro 164.680 ma era già esistente sulla stessa partita un fondo pari Euro 90 mila. In sostanza se avevano stanziato un fondo pari ad Euro 90 mila ed il debito finale è pari ad Euro 164 mila ci dovrebbe essere un ulteriore costo per la differenza e non una eccedenza e pertanto una sopravvenienza passiva e non attiva. La Società non ci ha risposto al riguardo. Se fossero confermate le nostre supposizioni il bilancio avrebbe chiuso in perdita e ricordiamo che la normativa pone limiti severi per le società partecipate che chiudono tre bilanci consecutivi in perdita.

6) Anche il bilancio 2011 chiude in sostanziale pareggio grazie ad una sopravvenienza attiva ed in particolare ad una transazione con il socio di minoranza pari ad Euro 60 mila (si tratta pertanto di operazioni tra parti correlate). Nel dicembre 2011 la Porto di Arenzano S.p.A attraverso uno scambio di lettere si accorda con il Socio di minoranza relativamente ad una potenziale controversia legale legata ad un magazzino di proprietà dello stesso socio di minoranza. Tralasciando i dettagli, l’accordo prevedeva nello stesso documento che:

– il socio di minoranza riconosceva Euro 60 mila alla Porto S.p.A. per il valore del terreno di proprietà della stessa Porto S.p.A su cui aveva indebitamente costruito il magazzino (in teoria trattandosi di fatto della vendita di un terreno andava a diminuire i cespiti e non ad aumentare i ricavi con la conseguenza che il bilancio chiudeva in perdita)

– la Porto S.p.A si impegnava a comprare lo stesso magazzino di superficie pari a poco meno di 50 metri quadrati alla cifra esorbitante di Euro 375 mila Euro più Iva con un esborso finanziario pari ad Euro 454 mila (all’uopo sarebbe stato firmato un apposito contratto di Leasing che avrebbe peggiorato la già pesantissima situazione finanziaria della Società).

La nota integrativa approvata dagli amministratori e certificata dal collegio sindacale che nel caso specifico ha anche funzione di revisore dei conti in maniera gravissima non riportava niente di quanto sopra descritto. Dalle informazioni ricevute l’acquisto del magazzino (su cui era già stato firmato un preliminare successivo alle lettere di transazione) non si realizzerà più per la contrarietà della nuova Giunta ed in accordo con il Socio di minoranza mentre la transazione di Euro 60 mila verrà pagata dal socio di minoranza a breve.

Il bilancio 2011 non tiene conto dei canoni di affitto della porzione di terreno di cui alla transazione per gli anni precedenti quantificati in alcune decine di migliaia di Euro.

Il bilancio avrebbe dovuto pertanto chiudere in perdita per il quinto anno consecutivo se tutte le nostre supposizioni fossero confermate (su altre partite che avrebbero peggiorato il bilancio stiamo lavorando).

7) L’assemblea dei Soci del 30 marzo 2012 una volta approvato (con i soli voti del Comune di Arenzano) il bilancio al 31 dicembre 2011, delibera di assumere ampia delibera di scarico e manleva da eventuali azioni di responsabilità per l’attività svolta a favore della Società medesima di tutti i consiglieri di amministrazione nonché dei membri del Collegio Sindacale. La delibera è approvata dal Comune di Arenzano (nella persone del Sindaco Luigi Gambino) e dal rappresentante del socio di minoranza.

Si tratta di una delibera assolutamente irrituale che mette al riparo da eventuali azioni di responsabilità gli amministratori ed i membri del collegio sindacale.

8) I lavori di ristrutturazione del Cinema (più di un milione di Euro) sono stati realizzati dal socio di minoranza

9) Da diversi anni richiediamo di poter prendere visione dei verbali dei Consigli di Amministrazione. E’ facoltà degli amministratori non assecondare tale richiesta. Si tratta però di una questione di opportunità e di trasparenza; il Sindaco Biorci ha scritto al Presidente della Porto autorizzandoci alla visione in qualità di Socio di Maggioranza ma il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di non accettare la nostra richiesta.

10) Da informazioni ricevute e dagli organi di stampa abbiamo appreso che in sede di Assemblea dei Soci il Comune di Arenzano nella persona del Sindaco Biorci ha chiesto evidenza degli anni 2005-2011 che ammonterebbero a poco più di Euro un milione.

Tra i professionisti incaricati risulterebbe lo stesso Presidente Albert quando ricopriva la carica di Consigliere di Amministrazione (senza deleghe specifiche).

Il principale beneficiario sarebbe però un noto professionista arenzanese.

Non appena disponibili chiediamo di avere copia di quanto ricevuto dalla Società.

 

Arenzano, 31 ottobre 2012

 

Paolo Cenedesi

 

Giacomo Robello

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A proposito dei 60 mila euro che il socio di minoranza avrebbe riconosciuto alla Porto Spa, Paolo Cenedesi ha scritto un’interrogazione il 28 settembre. Il Comune ha sostanzialmente confermato che i 60 mila euro corrispondono all’indennizzo per l’occupazione, in sede di edificazione di un immobile ad uso magazzino sul lungomare Stati Uniti, di un terreno ubicato tra la proprietà del socio di minoranza ed il confinante locale (uffici di proprietà della Porto). Tutto ciò era stato sancito nel 2011, insieme ad un preliminare di vendita riguardante la cessione del magazzino della Nuova Arenzano Spa alla Porto Spa. Ma, più di un mese fa, durante un’assemblea dei soci, questo preliminare di vendita è stato annullato.

In attesa che la Porto Spa relazioni il Comune sul reale stato delle cose, fornendo numeri, cifre e fatture, Giacomo Sasso, Lega Nord Arenzano, commenta in un comunicato: «Quanto emerso in commissione, sommato alla già pubblica e storica refrattarietà da parte del Consiglio di Amministrazione della Porto a fornire i verbali dei consigli a esponenti della minoranza – nonostante una richiesta ufficiale del Sindaco Maria Luisa Biorci- desta una pesante apprensione nella cittadinanza e francamente la scusa addotta, quella di una possibile “fuga di notizie a vantaggio della concorrenza”, mi pare degna del carnevalesco pulcinella. Il triangolo che attualmente coinvolge Comune, socio di minoranza e cittadini mi ricorda per trasparenza quello delle Bermuda».