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Pratozanino, da ospedale psichiatrico a spazio per la comunità

Dopo mille rinvii, ritardi, contenziosi e incendi, i lavori all’ex ospedale psichiatrico di Pratozanino dovrebbero finire a breve. E – da antico luogo in cui i malati erano isolati – l’area potrebbe diventare presto uno spazio per tutta la comunità cogoletese. A dirlo è Marco Vaggi, Direttore dell’Unità Operativa Salute Mentale Distretto 8 della Asl 3 Genovese, che spiega a Cronache Ponentine: «Siamo in dirittura d’arrivo, finalmente. Il padiglione 9, con i suoi mini alloggi, dovrebbe essere inaugurato tra la fine dell’anno e le prime settimane di gennaio. Adesso il grosso dei lavori è stato fatto, il personale è pronto, gli arredi pure. Stiamo facendo gli allacciamenti necessari, quindi direi che siamo in discesa». Il padiglione 7 invece verrà inaugurato probabilmente la prossima estate.

Se tutto andrà bene dunque, tra non molto si assisterà alla fine di un incubo, quello dei lavori che si sono prorogati per quasi anni – molto più rispetto al tempo inizialmente stimato – costringendo parte dei pazienti dell’ex ospedale psichiatrico ad alloggiare in alcuni pre-fabbricati. Giorni, settimane, mesi che poi sono diventati anni nei container, con un caldo soffocante d’estate e un freddo rigido d’inverno, tra tubature ghiacciate e acqua che più volte è entrata nelle stanze. E sono proprio loro, gli inquilini dei pre-fabbricati, che avranno la priorità: appena il padiglione 9 sarà pronto, andranno tutti lì in attesa dell’ultimazione del 7.

I lavori del 9 termineranno in modo da separare le strutture ultimate da quelle ancora in ristrutturazione, per garantire spazi aperti in tutta sicurezza: «Avremo spazi verdi con aiuole e giardini separati dai cantieri, così gli ospiti della struttura potranno anche stare fuori e godere dei benefici della vita all’aperto nei mesi estivi» dice Vaggi.

Ma la scommessa più grande – con la ristrutturazione dei due padiglioni – è quella di aprire degli spazi di qualità non solo per i pazienti dell’ex ospedale psichiatrico, ma anche per i cittadini di Cogoleto: «Ci saranno una sala congressi, una palestra, un laboratorio di ceramica che potranno essere utilizzati da tutti – conclude Vaggi -. Una volta, con il manicomio, si isolavano i pazienti, si creava una struttura chiusa. Adesso invece, come piccola provocazione, vorremmo creare uno spazio aperto a tutta la comunità, in cui si possa lavorare e divertirsi, integrandosi».