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Pratozanino ed ex ospedale Maria Teresa di Arenzano: qualcosa si muove

Sono state approvate dall’Alta Commissione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri le tre proposte presentate dalla Città Metropolitana di Genova, del valore di circa 15 milioni ciascuna, destinate alle opere nell’ambito del programma Qualità dell’Abitare, con l’obiettivo di riqualificare i centri urbani, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale, suddivise nell’Area periurbana genovese, nell’area della Valle Scrivia ed in quella del Levante Metropolitano.

Il primo insieme di interventi, intitolato “La bellezza che unisce e rafforza l’identità urbana”, interesserà la riqualificazione dell’ex ospedale Maria Teresa di Arenzano, housing sociale a Pratozanino (Cogoleto), il Santuario di N.S. dell’Acquasanta, il complesso della Saliera di Campomorone e la creazione di un condominio sostenibile a risparmio energetico a Mignanego.

Per quanto riguarda il Maria Teresa, il cronoprogramma ad oggi prevede che la gara per assegnare i lavori si svolga nel 2023.

Il secondo progetto, denominato “Green Smart Villages”, vede diverse opere in Valle Scrivia tra cui valorizzazione di Villa Borzino con il suo Parco e di Pratogrande a Busalla, dell’ex Colonia Renesso di Savignone, dell’ex Cappella di S.Martino a Montoggio come centro polifunzionale, della ex Canonica di Vobbia come centro di foresteria per l’outdoor, ed interventi per social housing ed aree di aggregazione a Ronco Scrivia, Casella e Valbrevenna.

Infine, la terza proposta approvata, definita “Green Blue Housing”, riguarda il Levante Metropolitano con progetti di valorizzazione di un immobile del Parco Casale a Rapallo, del Palazzo Storico Schenone a Lumarzo, dell’ex Chiesa Millenaria di San Marziano a Carasco e dell’Orto della Carità a Lavagna, vari interventi al quartiere del Tannino a Sestri Levante ed a Chiavari dove sono previste la riqualificazione della zona mare ed opere all’ex Palazzo di Giustizia, senza dimenticare il social housing a Cogorno, Moconesi e Fontanigorda.

Il lavoro dell’Ente Metropolitano ha visto una sinergia straordinaria con i Comuni, i privati, gli enti terzi e per alcune opere anche con la Diocesi, ed ha permesso la creazione di un insieme di progetti importanti che, oltre al miglioramento ed al recupero di aree e strutture ad oggi abbandonate, vedrà una fortissima ricaduta economica sul territorio in ambito occupazionale per la realizzazione delle opere, ed un impatto sociale positivo che mira a valorizzare la qualità abitativa di tutta l’area della ex Provincia.

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