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Quattro passi con l’Ortopedico – Ginocchio: i danni al menisco e ai legamenti

Il dottor Giorgio Bronzini è laureato a Pavia in Medicina e Chirurgia e si specializza in Ortopedia e Traumatologia a Firenze. Specializzato anche in Medicina Legale ed Infortunistica a Padova, consegue un master universitario di II livello in Medicina Estetica a Siena.

Già primario divisione di Ortopedia e Traumatologia presso l’Ospedale Provinciale Generale di Macerata, è consulente ortopedico presso la casa di cura Porta Sole di Perugia.

Il dottor Bronzini risponde alle domande dei lettori, che possono contattarlo scrivendo a info@cronacheponentine.com

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Il ginocchio è un’articolazione molto complessa, sottoposta a carichi e sollecitazioni importanti.

Abbiamo i menischi che servono a distribuire correttamente i carichi del femore sulla tibia; i legamenti crociati stabilizzano l’articolazione in modo da frenare gli spostamenti in avanti o indietro del femore sulla tibia; i legamenti collaterali stabilizzano i movimenti in laterale.

Ognuna di queste strutture può danneggiarsi, causando dolore e limitando l’escursione articolare.

I menischi si possono danneggiare a causa di flessioni con sforzo inadeguato, ad esempio in un movimento di torsione e flessione. In caso di rottura meniscale una visita accurata può accertare il danno che verrà poi documentato con una risonanza magnetica (R.M.N.). Il frammento di menisco danneggiato viene asportato con un intervento mini-invasivo, detto “in artroscopia”.

I legamenti crociati sono due: quello anteriore che frena gli spostamenti in avanti della tibia e quello posteriore , che frena gli spostamenti indietro.

I legamenti possono danneggiarsi in seguito a traumi, soprattutto sportivi; le rotture del legamento posteriore in realtà sono molto rare, nella mia vita professionale ne ho viste forse 4 o 5.

Anche per la rottura dei legamenti è molto importante la visita medica, che evidenzierà un anomalo spostamento in avanti della tibia rispetto al femore e un importante versamento articolare. Molto utile sarà allora l’artrocentesi per svuotare il ginocchio con due vantaggi: si avrà una riduzione del dolore; l’esame del liquido asportato permetterà di accertare se si tratta di liquido ematico, cosa che confermerebbe la diagnosi clinica di rottura del legamento. La diagnosi sarà poi documentata da una R.M.N.

Poi, se il paziente è uno sportivo, se l’instabilità del ginocchio è marcata, si dovrà provvedere alla ricostruzione chirurgica del legamento rotto, effettuata in artroscopia. Sarà poi necessario il riposo articolare e una riabilitazione per 6-8 settimane.

I due legamenti collaterali sono al lato interno e al lato esterno del ginocchio ed impediscono i movimenti “a bandiera” della tibia.

Anche questi possono rompersi in occasione di traumi di vario genere. Come negli altri casi la visita medica accerterà il danno e la R.M.N. lo documenterà. Per la lesione di questi legamenti di solito è sufficiente un periodo di immobilizzazione, solo in rari casi si devono ricostruire chirurgicamente.

Ci sarà ancora da parlare del ginocchio perché il danno degenerativo, cioè l’artrosi, è causa di grave alterazione della qualità della vita.

 

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