Anche i ragazzi di Arenzano agli Stati Generali della Partecipazione: le loro proposte

di Valentina Bocchino

Come stanno vivendo i nostri ragazzi la pandemia, il lockdown, la didattica a distanza? La parola è andata direttamente a loro martedì 16 marzo, in occasione degli Stati Generali della Partecipazione. Quest’anno l’evento – che normalmente si svolge a Genova, a Palazzo Ducale – si è svolto online con la partecipazione di circa 250 ragazzi da tutta la Liguria per fare il punto sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Il CCR di Arenzano agli Stati Generali della Partecipazione

A prendere parte alla manifestazione, anche il Consiglio Comunale dei Ragazzi di Arenzano (la cui composizione, a causa della pandemia, è momentaneamente “congelata”). I ragazzi si sono collegati dalla cittadina e hanno parlato di come stanno vivendo questo periodo fatto di distanziamento e di dad, sviluppando anche alcune proposte.

Tra gli aspetti analizzati, la differenza nella percezione della dad tra le fasce di età: «I più piccoli – dice Tania Spazian, educatrice che si occupa del CCR di Arenzano – nonostante le difficoltà della dad che appare più stancante e noiosa dell’apprendimento dal vivo, e malgrado la necessità di socializzazione, hanno più risorse per stare bene anche a casa, possono giocare, disegnare, trovare più modi per passare il tempo. Per i ragazzi più grandi invece, abituati già più a uscire insieme, la percezione di questo periodo è decisamente più negativa. Dopo l’estate si pensava a un rientro in classe, sembrava possibile, invece ora sono di nuovo a confrontarsi con la dad. Sono stanchi, fanno più fatica anche a concentrarsi».

Le proposte dei ragazzi

Insomma, nei vari gruppi di lavoro allestiti per gli Stati Generali della Partecipazione sono uscite diverse negatività, ma non mancano le ipotesi e le proposte. La prima richiesta dei ragazzi – che pure capiscono la necessità della dad in tempi di pandemia – è di alternare comunque il più possibile il virtuale con le lezioni in presenza, prediligendo queste ultime non appena possibile. 

In secondo luogo, cercare di rendere lezioni di dad più interattive, come fanno già alcuni insegnanti, con presentazioni, giochi, video, insomma sfruttando le potenzialità della rete anche per stimolare l’attenzione degli alunni.

In più, per avere un quadro della situazione dopo un anno, i ragazzi ritengono utile sviluppare un’indagine sulle risorse di cui dispongono le famiglie per la dad: hanno tutti la stessa connessione, e la stessa potenza di rete? Hanno tutti la disponibilità di dispositivi performanti? Un interrogativo che proviene dai ragazzi, nato dalla volontà di confrontarsi – rendendosi protagonisti – sui diritti dei più giovani dopo un anno di attività a distanza.

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