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FOTO – Riordino sentieri e ripari: l’immenso lavoro del Cai Arenzano

Quest’anno il Cai di Arenzano ha eseguito parecchi lavori di riordino e segnaletica sentieri. Ecco gli interventi eseguiti , sintetizzati su “Gaigu”, periodico della sottosezione:

Gruppo “Vallarino Lazzaro”

Sentiero A

Il lavoro che ci ha dato piu’ soddisfazione è stato il rifacimento della segnaletica del sen- tiero A. Questo sentiero, lungo circa 24 Km collega il Santuario della Madonna delle Olivete di Arenzano, con la Cappella di San Anna di Lerca, frazione di Cogoleto. Il segnavia è una A rossa su un bollo bianco, quindi per fare un bel lavoro sono stati necessari due interventi per ogni segnavia. Prima spazzolatura e verniciatura del bollo bianco e dopo qualche giorno, tracciatura e verniciatura della A rossa. Sono stati necessari 11 interventi. Gli autori dell’opera sono stati Benedetto, Pino, Isabella Patrizia, Ugo, Gianni ed Antonio. Un’operazione che ci ha dato molta soddisfazione, per me personal- mente il classico sogno che avevo nel cassetto, un lavoro che vogliamo dedicare a chi ha ideato e realizzato questo tracciato.

Sul sentiero A abbiamo anche eseguito il decespugliamento e il desfrascamento del tratto Fonte Spinsu-Riparo-Scarpeggin per una lunghezza di oltre 10 km.

Il tratto compreso tra i Collain e il Riparo Levee versava in pessime condizioni. La ve- getazione ostacolava il passaggio e in alcuni punti comprometteva la sicurezza. Nel 2021 proseguiremo questo lavoro sino a raggiungere il Santuario delle Olivete.

Segnaletica segnavie

Il Cai Gruppo Regionale ci ha assegnato il lavoro di segnaletica del sentiero di collegamento Arenzano-Alta Via dei Monti Liguri. Verniciatura dei due bolli rossi dalla stazione di Arenzano sino al passo della Gava. A seguire i tre pallini rossi sino a pendici monte Argentea e poi un breve tratto del triangolo rosso sino a raggiungere l’Alta Via nei pressi di Pian Di Lerca passando dal rifugio Argentea Per un totale di circa 11 km. Abbiamo impiegato diversi giorni per portare a termine questo compito.

Rombo rosso e anello Costa Faiallo

Abbiamo riaperto, con opera di sramatura e decespugliamento il sentiero del Rombo Rosso tra l’Alta Via dei Monti Liguri località Pian degli Asti e Case Soggi, una frazione di Fiorino. Sono stati necessari tre giorni di duro lavoro di Celso, Luigi, Giorgio, Giancarlo, Pino, Benedetto e Antonio. Indimenticabile l’accoglienza degli abitanti di Case Soggi che ci hanno offerto ristoro e solidarietà.

Questo lavoro va ad inserirsi in un progetto (una bella idea suggerita dal socio Giorgio Bodrato titolare della Nuvola sul Mare) di un sentiero ad anello con questo sviluppo: Passo del Faiallo- Alta Via Monti Liguri sino a Pian degli Asti-Rombo Rosso sino a Pian della Biscia (vicinanze Case Soggi) salita Costa Faiallo-San Gioachino-Cian de Toe- Albergo Nuvola sul Mare e arrivo passo del Faiallo. Il percorso è stato tutto monitorato e una parte già decespugliata dagli instancabili soci Pino e Gian. Entro la primavera 2021 il lavoro verrà ultimato.

Anello Argentea

Un altro lavoro che ci ha dato molta soddisfazione è la realizzazione dell’anello del Monte Argentea. All’inizio dell’estate, insieme a Celso, durante uno dei nostri giri di controllo delle Fonti e dei Ripari, dopo aver ispezionato e riattivato la Fonte Notua, oramai non più utilizzata dal Comune di Cogoleto, abbiamo raggiunto fonte Spinsu e per il ritorno al rifugio abbiamo voluto ispezionare il vecchio sentiero che sale a Cima del Pozzo.
Dopo aver percorso pochi metri dal bivio ci siamo trovati imprigionati in una selva di cespugli di noccioli ed una erbaccia infestante copriva ogni traccia.

Armati di una marassa (una specie di machete) piano piano siamo riusciti ad aprirci un varco e ad individuare una traccia che proseguendo ci ha portati sul sentiero che cercavamo

Giunti ad una vecchia Carbunea il sentiero, nonostante la difficoltà ad avanzare causata dalla fitta vegetazione, manteneva un dislivello costante e una pavimentazione con pietre ben disposte anche nei tratti di attraversamento delle pietraie. Abbiamo capito che ci trovavamo su un antico sentiero di comunicazione realizzato da mani esperte di persone competenti Nonostante alcuni pini abbattuti e i noccioli sempre più fitti abbiamo raggiunto il riparo Cima del Pozzo.

Ritornando al rifugio percorrendo l’Alta Via ci siamo detti: abbiamo fatto proprio un bell’anello! Da lì e nata questa idea di un anello intorno al Monte Argentea.

Dopo qualche settimana con i soliti compagni di cordata Pino, Giancarlo, Celso ed Antonio armati di motoseghe e decespugliatori abbiamo iniziato i lavori di apertura e dopo tre interventi ne siamo venuti a capo. Questo era il tratto che ci mancava per la chiusura dell’anello. Gli altri tratti di sentieri interessati li avevamo puliti precedentemente in quanto fanno parte di un’ordinaria pulizia annuale che eseguiamo. L’anello si svolge in senso orario e partendo dal Rifugio Argentea raggiunge il riparo Fasciun, la Collettassa, il riparo Padre Rino, Fonte Notua e quaranta metri prima della fonte Spinsu sale al Riparo Cima del Pozzo e percorrendo l’Alta Via direzione Faiallo raggiunge Passo Pian di Lerca e al Pian di Lerca svolta a destra e si raggiunge Il rifugio Argentea.

Entro la Primavera 2021 termineremo il la- voro con la posa di una segnaletica specifica che ci fornirà l’Area Tecnica del Parco del Beigua e il 13 Giugno ci sarà la presentazione e l’inaugurazione.

Variante ovest costa monte Dente

Dalla SP 76 del Faiallo, nel tratto sopra la depressione Colle Cerusa o Pian d’Asti monte Dente, abbiamo tracciato una variante del sentiero dell’Alta Via. Questa variante, ai margini del bosco di faggi, per- mette di restare sullo spartiacque panoramico per non addentrarsi nella boscaglia lato nord, dove passa l’attuale sentiero sempre invaso da arbusti e noccioleti fastidiosi. Verrà segnalato con cartelli provvisori. Ottobre 2020 Pino e Gian.

Parco villa Mina e sede sociale

Anche quest’anno abbiamo provveduto all’apertura e chiusura del Parco di villa Mina. Un compito che il nostro segretario Pino Toso svolge con puntualità ogni giorno. Nel periodo del lockdown ha anche provveduto all’innaffiatura del giardino di Villa Mina Si occupa pure dell’apertura della sede e del suo riordino.

Gruppo rifugisti

Nel periodo dal primo maggio a fine settembre tutti gli week end a turno abbiamo presidiato il Rifugio nonostante fosse chiuso al pubblico. Questa nostra costante pre- senza è servita a non lasciare abbandonata la struttura e l’area circostante, proprio nel- l’anno che si sono registrati i più alti numeri di visite. In alcune giornate abbiamo contato tra le 300-400 persone sparse a raggiera intorno al rifugio ormai diventata una ambita metà escursionistica.

Abbiamo installato il distributore automatico di bevande all’esterno per permettere ai visitatori, in tutta sicurezza, di approvvigionarsi di acqua e bibite. Sempre con molta diplomazia, abbiamo provveduto a far si che fossero rispettate le regole di di- stanziamento e le prescrizioni igieniche, nelle immediate vicinanze della struttura. Ora un elenco dei lavori eseguiti e alcuni dati.

Diversi interventi di pulizia e taglio erba con decespugliatore delle aree circostanti il rifugio, spesso nei fine settimana trasformate in campeggio.

L’impianto di pompaggio acqua necessita di una costante manutenzione ordinaria: a inizio stagione, la pulizia delle vasche, l’ispezione alla fonte, e prima del gelo svuotamento delle vasche e dell’impianto

Poi capita quella straordinaria: sostituzione valvola non ritorno e sostituzione teleruttore installato alla fonte con varie prove e ricerche guasto.
Anche l’impianto della webcam ci ha creato qualche problema. Spesso, in settimana siamo saliti al rifugio per farla ripartire. A volte è bastato solo resettarla, a volte abbiamo dovuto sostituire qualche componente ossidato.

Alla fine si è arrivati alla conclusione che i problemi sono a monte, le batterie dell’impianto fotovoltaico non funzionano più correttamente e la webcam quando non viene alimentata si blocca. Siamo in attesa che l’area Tecnica del Parco le sostituisca. La webcam è molto importante perché ci permette di monitorare l’area davanti al rifugio quando non siamo presenti.

Abbiamo eseguito la pitturazione dei tavoli interni, e sistemato il tavolo esterno con gambe nuove, imbiancatura cucina, sistemazione paratia esterna con pluviale e sistemato il bordo di rame intorno al tetto (danni causati da un vento fortissimo ). Ricerca e tamponamento infiltrazioni dal camino. Recupero olio vasca di decantazione, ispezione e pulizia fossa biologica.

Il rifugio ci è servito come base di appoggio per tutti i lavori eseguiti in zona. Particolare cura delle vie di arrampicata degli spigoli est e ovest della cima Argentea e dei sentieri di accesso alla vetta. Decespugliamento di tutti i sentieri di accesso al rifugio arrivando sino al Passo del Faiallo.

Sono state 55 le nostre giornate di presenza, custodia, manutenzione, meteorologica- mente così suddivise: 27 giornate belle, 28 giornate coperte e nebbiose e da una nostra stima risultano 3285 le persone che sono transitate nei pressi del rifugio nel periodo della nostra custodia.

di Benedetto Caviglia

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