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VIDEO – 25 Aprile ad Arenzano: don Giorgio racconta i bombardamenti in paese

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C’è un pezzo di storia arenzanese che forse non tutti conoscono, e che passa per la parrocchia dei Santi Nazario e Celso di Arenzano: dal 12 al 14 agosto 1944, infatti, in preparazione all’operazione “Dragoon”, vennero sganciate circa un migliaio di bombe su Arenzano dalla 15esima Air Force. Arenzano, come altre località rivierasche, venne indicata come obiettivo di alcune missioni mirate a creare incertezza sulla zona dello sbarco alleato. Nel paese c’erano alcuni punti strategici, come la postazione dei cannoni da 381 mm a punta San Martino.

Durante questo bombardamento venne colpita anche la parrocchia, anche se in realtà non era un obiettivo (era più probabile che l’ordine fosse di bombardare il castello, sede del comando tedesco). Fu un tragico errore che costò la perdita del tetto, del pavimento policromo e di alcune opere d’arte. 

Nel video, il primo dei 3 realizzati da Valerio Parodi per il Comune di Arenzano in occasione del 25 aprile condivisi sulla pagina Facebook istituzionale Arenzano Turismo e visibili qui di seguito, l’assessore alla Cultura Davide Oliveri dialoga con il parroco Don Giorgio Noli, che svela curiosità e aneddoti legati a quelle giornate del 1944. 

Qualche curiosità:

  • Pare che il il capo pattuglia avesse “esitato”, vedendo sotto di lui l’abitato di Arenzano, a dare l’ordine di sgancio: è bastato un secondo di ritardo, e la gran parte delle bombe è finita in mare. Ecco perché le vittime furono pochissime.
  • Alla fine del video, ricco anche di interessanti fotografie, la voce che si sente è di Lazzaro Calcagno, presidente del teatro Il Sipario Strappato di Arenzano, che interpreta alcune testimonianze.
  • Non sono mancati i retroscena: «Per la scena finale, in cui mi incammino con Don Giorgio verso l’uscita – spiega l’assessore Oliveri – abbiamo dovuto far finta di parlare. E allora ho colto l’occasione per chiedergli di raccontarmi qualche aneddoto relativo alla parrocchia. È stato bello scoprire che la comunità arenzanese, allora, si rimboccò subito le maniche per ricostruire quanto era stato distrutto».
  • Il messaggio finale di Don Giorgio: «La guerra non la vince chi ammazza, ma chi riesce a trasformare un atto di odio in un atto di amore».
  • Una copia della bomba, sotto il pulpito della chiesa, è ad oggi visibile, per concessione della famiglia di Marco Mattiozzi che ne aveva ritrovata una proprio in giardino. Eccola:

Foto di Marco Mattiozzi

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