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VIDEO – Dal biglietto integrato alla Stoppani, passando per frana e Sprar: Arenzano e Cogoleto sulla Rai

Biglietto integrato (richiesto più che mai soprattutto dopo il crollo del ponte Morandi), Stoppani, turismo, situazione profughi, ma non solo: sono tutte questioni affrontate in questi giorni dalla Rai nell’ambito di due servizi andati in onda per Buongiorno Regione e il Tg itinerante.

Il biglietto integrato per la Città Metropolitana

Le difficoltà per i pendolari del ponente, dopo il crollo del ponte Morandi, sono in aumento, e sempre più pressante è la richiesta del biglietto integrato. Chi parte con il treno da Arenzano e Cogoleto (che, insieme, fanno circa 22mila abitanti), infatti, non può utilizzare con lo stesso biglietto anche l’autobus Amt. «Già dall’anno scorso ho presentato insieme al mio gruppo una mozione – ha spiegato ai microfoni della Rai Stefano Damonte, consigliere metropolitano – in cui chiedevamo l’estensione del biglietto integrato su tutto il territorio, e, anche se non è diretta competenza della Città Metropolitana, che i treni metropolitani possano arrivare non fino a Voltri ma fino a Cogoleto». La mozione era passata all’unanimità. «Non si tratta comunque di una cosa di veloce realizzazione – continua Damonte – poi con il crollo del ponte la situazione si è aggravata, abbiamo proposto un’interpellanza nella quale abbiamo proposto di chiedere al Governo di stanziare fondi proprio per il biglietto integrato. Questa richiesta è stata fatta, adesso stiamo aspettando. A Genova tra l’altro è stata presentata una nuova mozione con lo stesso contenuto».

Il problema non è solo di chi, da Arenzano e Cogoleto, deve spostarsi verso Genova, ma anche dei genovesi che si spostano in riviera per lavorare, basti pensare alla zona industriale in Val Lerone: «Ci sono circa un migliaio di dipendenti – spiega il sindaco di Arenzano Luigi Gambino – di cui il 50% arriva da Genova e, dopo quello che è successo, prende il treno. Insieme con il sindaco di Cogoleto, Mauro Cavelli, ci eravamo già mossi prima del crollo del ponte per chiedere con forza il biglietto integrato perché qui è un tema importante da sempre, o facciamo parte della Città Metropolitana, o non lo facciamo». Chiedere ai cittadini di prendere il treno per spostarsi, però, implica anche il fatto che molte persone che arrivano dalle zone periferiche di Arenzano abbiano bisogno di più parcheggi vicino alla stazione: «Parcheggi ce ne sono tanti nella zona della stazione – conclude Gambino – certamente adesso siamo in sofferenza. Ci sono poche risposte: una di queste potrebbe essere Cogoleto dove invece gli spazi si potrebbero creare, una parte di Arenzanesi potrebbe prendere il treno a Cogoleto, il problema è che ci vogliono soldi e tempo».

La frana del Pizzo

Un’altra importante questione che riguarda Arenzano è la frana del Pizzo, con la via Aurelia che – ogni volta che c’è allerta arancione con pioggia, o allerta rossa – viene chiusa. 

«Ci siamo costituiti parte civile come Comune – dice Gambino – da questo punto di vista è tutto in mano ai giudici. La situazione è grave perché chi va in macchina quando l’Aurelia è chiusa deve prendere l’autostrada, con tutte le problematiche che ci sono. L’amministrazione più che costituirsi parte civile non può fare molto altro».

Tubi Ghisa e Stoppani: a che punto siamo?

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Il passato di Cogoleto è legato alle fabbriche, dalla Stoppani alla Tubi Ghisa, che hanno garantito occupazione ma che hanno anche portato inquinamento sul territorio. Oggi si pensa di voltare pagina e pensare al turismo: «La volontà è quella di cambiare – ha detto il sindaco Mauro Cavelli ai microfoni del TgR – e trasformare quelle aree che purtroppo sono ancora dismesse».

Come quella della Tubi Ghisa: «È una grande risorsa sulla quale la proprietà sta facendo alcuni ragionamenti. Poche volte i proprietari sono venuti a parlarci, più spesso li abbiamo contattati noi, il problema è che mancano gli investimenti».

Per quanto riguarda la messa in sicurezza della Stoppani, invece, non può dirsi conclusa. Solo per questa fase mancano all’appello più di 14 milioni stanziati un anno fa dal Ministero dell’Ambiente e mai erogati. Nel magazzino ex soda ci sono ancora numerosi sacchi contenenti rifiuti altamente inquinanti. «Non abbiamo ricevuto abbastanza risorse – ha detto il vice commissario all’emergenza Stoppani Cecilia Brescianini al Tg – per smaltire questi rifiuti. Sono rifiuti che contengono alti tenori di cromo esavalente, dunque rifiuti pericolosi». La Cassazione aveva quantificato in un miliardo il danno ambientale dell’immobiliare Val Lerone, società creata per rendere il sito edificabile e poi fallita. Oggi, con i milioni che rivendica la struttura commissariale, si potrebbe raddoppiare la linea di trattamento delle acque di falda, demolire quel che resta e smaltire i rifiuti coperti in via provvisoria. «Lo smaltimento di questi rifiuti è da avviare in esito all’ottenimento dei fondi necessari» conclude Brescianini. La messa in sicurezza finora è costata 60 milioni e rischia lo stop. Come se non bastasse, è stata aperta tempo fa un’inchiesta per turbativa d’asta, falso, abuso di ufficio e violazioni ambientali  che coinvolge la discarica del Molinetto. Il futuro, insomma, è ancora da scrivere.

Turismo e commercio

Un’estate bella, dal punto di vista meteorologico, anche se tragicamente segnata dal crollo del ponte Morandi: «Ne abbiamo risentito – spiega Alain Bonomo, presidente dell’associazione balneari di Cogoleto, al Tg – soprattutto tanti turisti di Milano, presi dal panico, hanno disdetto il loro abbonamento, anche se la situazione non riguardava direttamente la strada che da Milano porta in riviera. Un peccato, anche perché la stagione è stata eccezionale». «Anche i commercianti hanno risentito del crollo del ponte – fa eco l’assessore Ornella Giusto – anche se abbiamo ricevuto i dati ufficiali di Regione Liguria che dicono che abbiamo avuto un incremento di più del 10% per quanto riguarda le presenze turistiche: qui dobbiamo puntare». 

E Cogoleto cerca di attrarre turisti anche con manifestazioni e celebrazioni legate al suo cittadino più famoso, Cristoforo Colombo, che secondo alcuni approfonditi studi storici sarebbe nato proprio nel paese rivierasco.

Ma non c’è solo Cristoforo Colombo, tra i cogoletesi famosi meritevoli di menzione: c’è anche Natalino Otto. «Nel 2019 promuoveremo molti eventi per il cinquantenario dalla morte di Otto – spiega Maurizio Gugliotta, presidente dell’associazione ACCO – e speriamo di poter trovare un luogo in cui ospitare una mostra permanente dedicata al re del ritmo».

Sprar: l’esperienza cogoletese

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Si è parlato anche dell’accoglienza migranti a Cogoleto tramite lo Sprar finanziato dal Ministero dell’Interno: «Con la nuova normativa sull’immigrazione molto del lavoro fatto specialmente in quest’ultimo anno potrebbe vanificarsi – ha detto il vicesindaco Marina Costa al Tg – perché molti dei ragazzi del nostro centro, che frequentano le associazioni, svolgono attività di pubblica utilità, e studiano, dovrebbero trasferirsi in un altro centro, perché i richiedenti asilo non potrebbero più essere ospitati in uno Sprar. Si interromperebbe un bellissimo lavoro di integrazione portato avanti in questi anni dalla Croce Bianca, Croce d’Oro, e tutte le associazioni di volontariato che stanno collaborando con noi». 

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