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Video & Foto – Arenzano, convegno su Internet per i nuovi 18enni, tutti collegati ma attenzione a cosa si scrive!

Una delle lezioni più importanti in materia di Internet probabilmente la dà un proverbio molto antico: “Verba volant, scripta manent”, le parole volano, gli scritti restano.

E’ proprio dell’uso consapevole della rete che si è parlato oggi nella sala consiliare di Arenzano con “Think globally, act locally”, un mini-convegno pensato per i ragazzi residenti nel comune rivierasco che quest’anno compiono 18 anni. Da Internet e la sua storia ai social network, passando per la comunicazione politica online: questi gli argomenti trattati nel pomeriggio con Stefano Trumpy, ingegnere e presidente di Internet Society, nonché membro del CNR, e Laura Abba, dirigente tecnologico del CNR.

[box type=”shadow” align=”alignright” width=”100″ ]Curiosità: in Europa – e in particolare in Italia – si è inziato a parlare di Internet solo negli anni ’80, per poi iniziare a proporre l’accesso alla rete ai privati soprattutto alla fine degli anni ’90. Il Comune di Arenzano è stata una delle prime amministrazioni – con una determinazione risalente al 1997 – ad attivare un “centro multimediale Internet” per lo sviluppo delle nuove tecnologie dell’informazione turistica. L’intervento prevedeva l’assegnazione di 10 mb di spazio disco su “Internet Progetti”, l’assegnazione di un URL, l’attivazione di un modem (velocità di connessione non inferiore a 33.600 bps) per una spesa complessiva di 1.840.000 lire + IVA al 19%.[/box]

Al termine della manifestazione, il sindaco Maria Luisa Biorci ha consegnato ai nuovi diciottenni una copia della Costituzione e il certificato elettorale.

Parlando di Internet, i numeri sono stupefacenti: paragonato agli altri media, se la radio ha impiegato 50 anni per raggiungere 50 milioni di utenti, il web – a partire dagli esordi – ne ha impiegati solamente quattro, sintomo già di quella che sarebbe stata una crescita esponenziale dei fruitori.

Oggi i dati sono ancora più sorprendenti: su una popolazione di circa 7 miliardi di persone nel mondo, due miliardi e mezzo sono connessi a Internet. In quest’ultima categoria, due miliardi usano abitualmente i social network. Il numero più impressionante è dato dalla telefonia mobile: 6 miliardi sono le schede sim registrate e tuttora funzionanti.

In Italia, su 61 milioni di abitanti, ci sono 35 milioni e mezzo di utenti Internet, e di questi 26 milioni usano Facebook. Ma la cosa davvero singolare è che, su 61 milioni di abitanti, in Italia ci sono 97 milioni di schede sim registrate… un vero business per le compagnie telefoniche!

Di tutti coloro che hanno un cellulare, il 41% lo usa anche per navigare sul web. E molti utenti, sui social network, hanno attivato il sistema di rilevamento di posizione, una cosa giudicata non sempre positiva in quanto consente di rintracciare e “spiare” facilmente gli spostamenti di una persona.

I due relatori hanno illustrato aspetti positivi e negativi del web:

Virtù:

  • Nessuno può controllare Internet
  • Nessuno può disattivarlo
  • E’ un servizio per tutti
  • Per molti aspetti è un sistema aperto
  • E’ uno strumento per collaborare e diffondere idee
  • Non è un sistema centralizzato e non ha un padrone
  • E’ sempre accesa
  • E’ una macchina innovativa
  • Un sistema per pubblicare
  • Un sistema per la libera espressione di idee
  • E’ uno spazio di idee, servizi, applicazioni e prodotti
  • Aggrega comunità di diversi interessi
  • Favorisce il dialogo, il dibattito e il consenso
  • E’ uno strumento di democrazia
  • E’ uno strumento di pace

Il futuro di internet però – in assenza di regole – è messo a rischio da alcuni fattori:

  • Invade la nostra privacy
  • Ammette il furto di identità
  • Non obbedisce alle leggi di tutti i paesi
  • Mette in crisi la comprensione preesistente di come applicare gli aspetti legali
  • Espone i nostri computer a diverse patologie informatiche
  • E’ invasa dallo spam (posta non desiderata)
  • Facilita fenomeni di ingiurie, minacce, diffamazione
  • Ci sono casi di cyber stalking
  • Le interfacce per l’utente possono essere frustranti
  • Tra le caratteristiche del web, e soprattutto dei social network, «ognuno è editore di se stesso» come ha ricordato Stefano Trumpy: difficile, infatti, verificare e controllare il flusso di informazioni errate che – involontariamente o strumentalmente – vengono immesse nella rete. Anche se rimosse, infatti, nel frattempo possono essere state copiate o condivise da altri utenti.

Per quanto riguarda la comunicazione politica, soprattutto con l’ascesa dei social network si è diffuso molto il fenomeno del “parlar male” degli avversari politici. «Parlare negativamente e dare informazioni tendenziose è una tendenza in crescita, figlia soprattutto del web – dice Trumpy – ma dobbiamo ricordarci che le cose scritte rimangono e sono facilmente rintracciabili. Pensate al datore di lavoro che controlla i vostri profili Facebook prima di decidere se assumervi o meno: basta uno sfogo pubblicato anni fa, qualsiasi cosa che lo possa urtare, e vi giocate il posto. Ricordatevi che la comunicazione formale è da sempre quella scritta, proprio perché rimane. Oggi invece, tra chat ed e-mail, si riportano in forma scritta anche conversazioni da “bar”, con contenuti che potrebbero risultare spiacevoli se letti da altre persone».

 

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