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VIDEO – Come si inventa un gioco da tavolo: il caso dell’arenzanese Gianluca Morando

Un paio di anni di lavoro e centinaia di ore in cui l’impegno si fonde con la passione: questo è il tempo impiegato da Gianluca Morando, commerciante arenzanese, per creare insieme al fratello Fabrizio il gioco da tavolo “Help the Princess”, tra dadi, combattimenti, carte illustrate e ambientazione fantasy con elfi, guerrieri, mostri e villaggi. Il gioco è pronto – già provato da persone di tutte le età che hanno aiutato Gianluca a perfezionare regole e dinamica – e adesso è l’ora del crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter per il grande debutto.

È la rivincita del “buon vecchio” gioco da tavolo, fino a qualche anno fa snobbato ma che ora sta vivendo una nuova epoca d’oro anche grazie agli inventori indipendenti come Gianluca che – tramite il web – fanno conoscere le loro creazioni anche senza una casa editrice alle spalle. (L’articolo continua sotto il video)

Il gioco è semplice e alla portata di tutti, assicura Gianluca: “È adatto anche a ragazzi molto giovani con la famiglia, ma può diventare anche più strategico per chi ama la competizione. L’obiettivo è interpretare un personaggio e, attraverso una serie di villaggi, riportare le principesse in salvo al castello”. Ma le principesse della storia in realtà sono tutt’altro che bisognose di aiuto: “Anzi, amano combattere. Quindi una delle carte più forti del gioco è proprio l’aiuto della principessa che può essere richiesto in qualsiasi momento per cercare di sconfiggere i mostri” spiega Gianluca. 

Un anno per l’idea e lo sviluppo (comprese le illustrazioni originali) poi molti mesi per giocare e far giocare, perfezionare e ritoccare le regole in modo da correggere imperfezioni e ‘bug’. Quando la meccanica di gioco è risultata perfetta, è stata aperta la campagna Kickstarter (clicca qui). “Sarebbe una grande soddisfazione riuscire a finanziare l’uscita del gioco: punto a poter vedere 400 scatole di ‘Help the Princess’ che girano per il mondo. Ci sono molti simboli universali, illustrazioni originali e poche scritte: con le istruzioni multilingue è facile capire le regole anche fuori dall’Italia”.

Kickstarter: il sito di crowdfunding per gli appassionati di gioco da tavola

Forse non tutti conoscono questa piattaforma: “Una decina di anni fa – spiega Gianluca – alcuni appassionati hanno iniziato a lanciare lì i loro giochi su Kickstarter, bypassando le grandi catene distributive che non avevano ancora capito che quello dei giochi da tavolo poteva tornare a essere un business importante. Si è generato un giro incredibile, molti youtuber famosi hanno iniziato a recensire i giochi catturando l’interesse delle persone, alcune campagne hanno chiuso con incassi milionari. Adesso molte case editrici hanno capito la potenza di questo giro e hanno iniziato a far uscire anche loro i giochi su Kickstarter, facendo campagna lì e puntando sul passaparola di youtuber conosciuti nel settore”.

Il nuovo boom dei giochi da tavolo: “Il richiamo alla socializzazione è più forte dell’isolamento dietro a uno schermo”

Ma come nasce la passione di Gianluca per i giochi da tavolo? “Ho un fratello di otto anni più grande di me, Fabrizio – racconta lui – che comprava un sacco di giochi e poi cambiava le regole, le reinventava da capo, io ero affascinato. E dunque ci siamo messi a inventare giochi partendo da zero. Per me gioco da tavolo significa socialità, stare insieme, vedere di riuscire a far quadrare le regole, se piace alle persone, è una sfida. E la soddisfazione più grande è vedere, come ho visto in questi mesi, giocatori di tutte le età che si sono divertiti con ‘Help the Princess'”. Gianluca non ha inventato solo questo, ma nel tempo ha creato anche altri giochi come “Gooolem!”.

E proprio la socialità, secondo lui, è la chiave del successo dei giochi da tavolo soprattutto in questi ultimi mesi, nonostante la concorrenza spietata dei videogame e degli smartphone. Specie dopo la pandemia e l’isolamento forzato: “Il gioco da tavolo mette insieme amici e famiglie nella stessa stanza, si ride, si scherza, è un richiamo alla socializzazione e alla compagnia. E questo richiamo, alla fine, è più forte dell’isolamento dietro a uno schermo, di una consolle, di un pc o di uno smartphone. Sono nati così negli ultimi anni diversi centri dedicati a questi tipi di passatempo in cui ci si raduna, si beve o si mangia qualcosa in compagnia e si gioca, ci sono anche fiere molto gettonate e il web in questo caso ha aiutato a diffondere la mania, con boardgamer di tutto il mondo che si aiutano, recensiscono giochi e mettono online video con le loro sessioni. È il lato bello di internet: il passaparola che può dare voce anche alle idee di chi, anni fa, non avrebbe saputo come diffondere un progetto”.

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