Andrea Giusto, il “re” della Curva delle Poste tenta l’impresa con l’Everesting

di Valentina Bocchino

Chi ha assistito almeno una volta al Gran Premio Terralba di Arenzano non ha potuto non vedere (e sentire) il tifo da stadio della mitica “Curva delle Poste”: quando i ciclisti arrivano all’altezza delle Poste Italiane, infatti, il pubblico si scatena tra striscioni, fumogeni, cori e slogan di incitamento.

Uno dei protagonisti di questo tifo scatenato è Andrea Giusto, arenzanese residente a Cogoleto: quando, durante la gara organizzata dal GS Terralba, arriva lui, il tifo si fa davvero sfegatato. «Sono i miei amici, vengono a vedermi e mi fa sempre un grande piacere» racconta lui.

E sabato 21 settembre Andrea, da sempre appassionato di ciclismo, tenta l’impresa con l’Everesting (condizioni meteo permettendo): si tratta di scalare, in bici, consecutivamente una salita a scelta sino a raggiungere l’altezza dell’Everest (8848 metri). Per farlo, ha scelto di scalare il monte Beigua di Varazze per circa sette volte e mezzo. Il tutto sarà certificato e seguito dall’organizzazione dell’evento tramite gps. Solo 3 liguri sinora ci sono riusciti, e mai nessuno sul monte Beigua. Uno sforzo non da poco, perché Andrea dovrà pedalare per poco meno di 20 ore di fila.

Andrea, come hai deciso di aderire all’Everesting Italy?

Ho visto su Facebook la pubblicità del sito che sponsorizza questi eventi, mi sono informato, e ho subito pensato che sarebbe stato bello farlo. Certo, molto dipende dalle condizioni meteo per cui aspetteremo fino all’ultimo per capire se vale la pena partire: 20 ore sotto la pioggia sono impensabili. Ad ogni modo incrociamo le dita, sabato non dovrebbe ancora piovere!

Come ti sei avvicinato al mondo del ciclismo?

Sono sempre stato uno sportivo, ho iniziato ad andare in bici quando avevo 9 anni, sono stati mio papà e mio zio a trasmettermi la passione. Ma inizialmente non sembrava che io fossi molto bravo, così mi sono scoraggiato e ho iniziato a praticare altri sport. In realtà dovevo solo capire il mio stile: sono abituato a compiere lunghe distanze, per cui non riesco a dare il massimo quando si tratta di scatti brevi. Lo stesso Gran Premio Terralba, sebbene partecipi ogni anno perché mi piace molto ed è a “casa mia”, non è il mio genere, dura solo 20 minuti, mentre io sono più per il granfondo.

Comunque, nel periodo in cui non ho pedalato ho giocato a calcio e poi, dai 20 ai 25 anni, ho fatto atletica leggera, partecipando a molte gare di podismo. Mi piaceva, ma poi un infortunio mi ha costretto a fermarmi. 

E poi?

E poi ho passato un brutto periodo, perché a causa di quell’infortunio non riuscivo più a fare sport al livello che mi interessava, ero parecchio giù di morale. Ma pian piano, parallelamente alla convalescenza, mi sono riavvicinato al ciclismo, ho capito che il granfondo faceva per me, e adesso lo pratico da 10 anni con grandi soddisfazioni. Prima di mollare uno sport, dovremmo cercare di capire se lo stiamo praticando nel modo che rispetta le nostre inclinazioni. Ci sono molti modi ad esempio di andare in bici, si può essere più bravi negli scatti o nelle lunghe distanze. Dovevo solo trovare lo stile giusto per me.

Come hai ricominciato a pensare alla bicicletta?

Da Cogoleto ho iniziato ad andare al lavoro tutti i giorni in bici. Poi mi sono appassionato nuovamente, come quando ero piccolo, e ho iniziato a montare sul sellino anche nel weekend. È stato graduale, prima dicevo: «Vediamo se ce la faccio ad arrivare fino a Lerca». Poi: «Vediamo se ce la faccio ad arrivare ad Alpicella». Poi: «Vediamo se ce la faccio ad arrivare al Beigua» e così via.

E così sono arrivate anche le gare.

Sì, ho iniziato a partecipare alle granfondo di ciclismo, gare amatoriali agonistiche ma di livello molto alto, e alle gare in circuito come il Gran Premio di Arenzano. Ho iniziato nel 2011 con il granfondo La Fausto Coppi, uno dei più tosti, tanto per cominciare in bellezza. Non mi sono demoralizzato, anzi, sono andato avanti, ho preso sempre più confidenza con la bicicletta, e adesso partecipo a circa 15 granfondo l’anno. Il più prestigioso? La Coppa Piemonte in cui, da tempo, riesco a classificarmi nei primi 10 della mia categoria: il livello è alto, sono contento.

Ma non dimentichi la “Curva delle Poste” di Arenzano

Certo che no: partecipo al Gran Premio di Terralba dal 2012, i miei amici si sono organizzati per seguirmi, poi nel corso degli anni hanno portato anche i bambini, insomma è diventata un po’ una festa per tutti. Sono contento, è sicuramente una cosa che mi dà la carica.

E allora… tutti a tifare per Andrea e la sua impresa di Everesting, sabato 21 settembre!!

EVENTI (vai all'agenda completa) 

21:15
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Nuovo Cinema Italia
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Sabato 26 ottobre alle 10 appuntamento presso l’area picnic del Curlo di Arenzano per tutti i genitori dei bambini nati nel 2018. Con “Un albero per ogni nato” i genitori riceveranno un piccolo albero da[...]
Località Curlo - Area picnic