ANPI: “Contro di noi parole di disprezzo e insulti ma non cadremo nella provocazione”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa dell’ANPI di Arenzano.

COMUNICATO STAMPA

La Sezione ANPI “16 Giugno 1944” di Arenzano si associa a quanto dichiarato dall’ANPI di Genova, a protesta per le affermazioni dell’assessore Garassino che definisce con disprezzo  “zecche” un’intera parte politica.

Antifascismo e democrazia non temono le parole vuote.

L’assessore leghista Garassino in Consiglio Comunale si è permesso di insultare come violenti e pericolosi tutti gli antifascisti e tutti i democratici, a partire dall’Anpi e dalla Cgil, che sabato 30 giugno saranno in piazza a ricordare che Genova è antifascista, è contro i razzismi, le intolleranze.

A sollecitarlo ci ha pensato il consigliere Gambino, quello che con la fascia tricolore è andato ad omaggiare i caduti della Rsi accompagnato dai militanti di Lealtà e Azione.

Come in un gioco delle parti,  Stefano Garassino, ha subito dato voce alle sue espressioni più volgari.

“Zecche” è l’insulto nato contro gli antifascisti negli ambienti dell’estrema destra romana. L’Anpi, al fianco della Cgil e di tutti i democratici – “zecche” comprese – non ha dubbi: l’antifascismo non ha bisogno di manifestazioni illegali o violente.

L’Anpi, la Cgil , le tante altre associazioni e tutti i democratici che saranno in piazza sabato pomeriggio, per un corteo che si concluderà con le parole del presidente emerito di Anpi Carlo Smuraglia, sanno bene che i provocatori non devono entrare nei cortei.

Ma i provocatori non hanno bandiere, hanno volti coperti: come è accaduto nei giorni del G8, alla scuola Diaz e prima ancora quando mettevano le bombe sui treni, nelle stazioni, come a Bologna o nelle piazze, come a Brescia.

Il sindaco di Genova deve ricordarsi e, soprattutto, ricordare a Garassino, che chi amministra una città deve rappresentare tutti i cittadini, non insultarli.

E questo è un gesto divisivo. 

Le patetiche parole di Garassino suscitano irritazione, ma gli antifascisti che saranno in piazza sabato non cadranno nella provocazione.

In conclusione ricordiamo all’assessore Garassino e al consigliere Gambino l’articolo 54 della nostra Carta fondamentale. “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”

Che se lo studino, perché al momento non dimostrano di conoscerlo.

A.N.P.I. Arenzano

Sezione 16 Giugno 1944