Arenzano, i condomini vincono la prima battaglia contro le spese di depurazione

Come avevamo già scritto in precedenza, i cittadini di Arenzano da tempo si trovano nella bolletta dell’acqua una quota da pagare richiesta dal gestore per una fantomatica “depurazione”. Anche se il depuratore della Lupara ancora non c’è.

Una questione che ha fatto ribellare gli amministratori di molti condomini che hanno deciso di battagliare, tra chi ha scelto di pagare e di chiedere poi la restituzione dei soldi, e chi ha accantonato la somma. Mettendo in mezzo avvocati e Difensore Civico.

Già un caso simile, a Rapallo, si era concluso con una sentenza della Corte d’Appello che diceva in buona sostanza che il condominio non è tenuto alla corresponsione del relativo corrispettivo in assenza della prestazione consistente nella depurazione dei reflui.

Certo, ad Arenzano c’è sempre stato il depuratore del porticciolo a tenere in “bilico” la questione: in mancanza dell’impianto della Lupara, può essere definito un vero depuratore che rispetta i requisiti previsti dalla normativa attuale? E dunque è giusto far pagare le spese di depurazione ai cittadini? 

Nel febbraio 2019 il lungo carteggio tra un’amministratrice di condominio, Doretta Nicchio, il Comune di Arenzano e il Difensore Civico metteva in evidenza che «la tipologia di tale impianto (quello del porto, ndr), primario, non soddisfa i requisiti di depurazione acque reflue previsti dalla normativa vigente in materia in quanto la stessa prescrive il trattamento secondario, ovvero biologico; obiettivo questo non attuabile con il potenziamento dell’attuale depuratore poiché le ridotte dimensioni del sito impediscono di fatto l’installazione delle apparecchiature necessarie alla depurazione biologica». Nonostante gli interventi di revamping funzionale che hanno interessato l’impianto elettrico, i quadri di potenza e automazione e l’impianto di trattamento aria tramite scrubber a secco.

Adesso, la sentenza del Giudice di Pace arrivata oggi, e leggibile sotto, dà ragione all’amministratore del condominio Onda Marina che si era rivolto a uno studio legale. Per i giudici «nessuno può pretendere di essere compensato per una prestazione che non ha reso». E, tra l’altro: «Appare indubbio che tutto possa sostenersi, ed infatti è stato sostenuto, tranne che sia stato effettuato un servizio di depurazione non sussistendo in Arenzano alcun impianto di depurazione ma al più un larvato servizio millantato per equipollente».

Certo, è solo il primo grado di giudizio, ma tanto basta per far cantare vittoria anche a un altro amministratore di condominio che da sempre si è speso per questa tematica, Nicola Zucca: «Per chi non ci credeva, per chi diceva che era tempo perso, è arrivata la prima sentenza favorevole che afferma che la depurazione non è dovuta».

 

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