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Arenzano e Cogoleto piangono Biagio, storico pizzaiolo de “La Grotta” e “Lo Scoglio”

In questi giorni un fiume di arenzanesi e cogoletesi si è stretto intorno alla famiglia del compianto Biagio, “storico” pizzaiolo che ha fatto gustare le sue bontà ad Arenzano e Cogoleto, rispettivamente nei ristoranti “Lo Scoglio” e “La Grotta”.

Indimenticato dai cittadini, che ricordano il carattere allegro, solare, giocoso, il savoir faire con i clienti e la sua ottima pizza, Biagio è stato descritto bene da un post pubblico di Rosy Volta su Facebook, condiviso anche su “Sei di Arenzano se”, che riportiamo integralmente:

BUON VIAGGIO, BIAGIO!
Stamattina, sotto un cielo grigio e cupo, che corrispondeva allo stato d’animo delle persone presenti, abbiamo salutato Biagio per l’ultima volta.
E mentre guardavo tutti quei girasoli che lo ricoprivano, mi pareva di sentire la sua voce che diceva:- Buonasera, Signorina!( anche se avevi 80 anni…eri sempre una signorina per lui).
Come spiegare Biagio in poche righe a chi non lo conosceva?
Biagio era “la pizza”..
Ma quella buona, enorme, che traboccava dal piatto, ricca di cose buone.
Biagio era cordialità, simpatia..
Biagio era pacatezza, gentilezza sempre.
Biagio era soprattutto capacità imprenditoriale e lavoratore instancabile.
Venuto dalla Puglia, seppe creare , ad Arenzano prima, a Cogoleto poi, un mondo di lavoro, e darne a tanti ragazzi, e sistemare la sua bella famiglia.
Tanti anni fa ,le serate con gli amici o le pizzate di fine anno scolastico coi colleghi nella sua pizzeria La Grotta.
In seguito, allo Scoglio, a Cogoleto: bellissima location e …buoni piatti.
Da alcuni anni, Biagio aveva aperto la stessa attività a Cogoleto, al Palazzetto, dove il venerdì si ballava pure, dopo una ricca pizza!
Quanta gente è passata di là ed ha trascorso momenti belli….
A lui , alla sua presenza , è legato un mio ricordo privato, che vorrei però condividere.
Diciotto anni fa, una sera, fummo invitati dai nostri ragazzi a mangiare una pizza allo Scoglio, da Biagio. Lui era molto amico dei nostri consuoceri, che erano frequentatori abituali.
C’eravamo tutti, famiglia allargata ed allegra.
Verso la fine serata, aspettando il dolce, i nostri ragazzi consegnarono a me ed alla consuocera una bustina gialla.
Dentro c’era una piccola ecografia, con un vago disegno che non sapevamo interpretare. Ma dietro c’era scritto: – ciao nonni!
Quel ..briciolino che si vedeva appena, era la nostra Elena, che sarebbe arrivata in tutta fretta sette mesi dopo!
Non ce lo aspettavamo. Non ancora.
La mamma di Michele iniziò a piangere dalla gioia; poi suo marito, poi io!
Biagio, che non perdeva d’occhio nessuno , girando sorridente tra i tavoli, si precipitò da noi.- Che cosa succede? Come mai piangete tutti? Avete avuto una brutta notizia? Mi fate stare male…
Allora Bice, la mia consuocera, singhiozzando, gli porse l’ecografia, come per dire: – Guarda, leggi!
Lui guardò, e gli si inumidirono gli occhi.
Poi disse: – eh no, così fate piangere anche me..
Bisogna brindare alla bella notizia, proprio qui, nel mio locale!
E brindammo felici.
Mi piace , oggi, che questo ricordo sia legato a lui, alla sua amicizia.
Io non amo ai funerali gli applausi ( né tantomeno i palloncini ecc…orrore), ma stamattina, in questi giorni difficili, ho interpretato l’applauso a Biagio come un estremo saluto di quanti lo hanno conosciuto, lo hanno stimato, gli hanno voluto bene.
Era un modo virtuale per stringerlo in un abbraccio.
Buon viaggio, Biagio.
Lasci un bel ricordo di te.

Alla famiglia di Biagio, vanno anche le condoglianze di Cronache Ponentine.

 

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