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Arenzano: Eco Eridania e l’impianto delle polemiche

Su internet e sui social networks infuria il dibattito tra i cittadini: è giusto che proprio ad Arenzano apra l’impianto di sterilizzazione di rifiuti sanitari potenzialmente infetti della Eco Eridania, azienda leader che da dieci anni gestisce uno stabilimento autorizzato allo stoccaggio di rifiuti pericolosi nell’area industriale del paese? Tale impianto, realizzato in via Pian Masino, è quasi pronto per svolgere la sua funzione, tanto che si prevede l’inaugurazione entro questo autunno. Ad aprire il caso, qualche settimana fa, è stata la Asl 3 che ha chiamato il sindaco Maria Luisa Biorci per chiedere un parere sulla situazione. La prima cittadina, allarmata, apprende quel che sta succedendo: quindicimila tonnellate di rifiuti sanitari potenzialmente infetti all’anno non sono pochi, anzi, per una cittadina come Arenzano sono decisamente troppi. Troppi anche per la stessa Liguria: si prevede, infatti, che possano arrivare rifiuti da molte altre regioni italiane. Eppure la Provincia ha autorizzato l’apertura dell’impianto, nonostante le perplessità della Asl e successivamente anche dell’Istituto Superiore di Sanità. In questi casi occorre informarsi bene per non rischiare di creare allarmismi, ma la notizia ha gettato in subbuglio la popolazione: l’ambiente? La salute dei cittadini? Sono punti interrogativi importanti e aperti, che l’amministrazione sta cercando di chiudere da giorni, con una serie di incontri che si concluderanno – secondo indiscrezioni – la prossima settimana.

Vale la pena però aprire una parentesi sul parere dell’Istituto Superiore di Sanità – richiesto dalla Asl – secondo cui l’impianto non sarebbe in linea con la normativa vigente in quanto non ancora testato. Questo è stato il campanello d’allarme che ha fatto saltare molti sulla sedia. Nonostante questo parere, la Provincia ha rilasciato l’autorizzazione, e l’amministrazione comunale non era informata adeguatamente sul tipo di struttura, pur dopo due sedute della Conferenza dei Servizi tenute nel 2011. Tutto ciò che si sapeva – a detta dell’amministrazione precedente – è che la Eco Eridania si sarebbe ampliata acquistando una struttura già esistente. Quindi, niente pratiche burocratiche tali da richiedere una delibera di giunta e, di conseguenza, un approfondimento della situazione. L’iter sarebbe stato questo: alla prima seduta della conferenza per conto del comune di Arenzano non sarebbe intervenuto nessuno, mentre alla seconda avrebbe partecipato un rappresentante del comune.

Poi il cambio del personale negli uffici del comune, le elezioni, e l’autorizzazione della Provincia – inviata a marzo tramite posta elettronica certificata all’ufficio Ambiente – è passata in secondo piano.

Nel frattempo la Eco Eridania – una delle poche aziende sul territorio che promette delle prospettive nel campo del lavoro –   difende la legittimità dell’autorizzazione ricevuta: l’iter autorizzativo è stato seguito con puntualità secondo le normative vigenti e con il coinvolgimento di tutti gli enti preposti e interessati. Ad essere preoccupati per il loro futuro, adesso, sono anche i dipendenti dell’azienda.

Mentre l’amministrazione lavora per sbrogliare la matassa, il centrodestra non ha perso tempo. Il gruppo consiliare “Arenzano e Libertà” scrive che Arenzano e la Val Lerone hanno già dato: proprio in quella zona, infatti, operava la Stoppani, e “non vorremmo ritrovarci in una situazione simile”. Matteo Rosso, consigliere regionale del Pdl, annuncia raccolte firme e manifestazioni.

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