Arenzano, Gambino: «Rimarranno in vigore le ordinanze sindacali fin dopo il ponte del primo maggio»

Riguardo alle misure intraprese e annunciate nel pomeriggio di domenica dalla Regione Liguria, con alcune aperture anticipate rispetto alla “fase 2” annunciata dal premier Conte, il sindaco di Arenzano Luigi Gambino – pur avendo recepito le misure della Regione – ha comunicato che sul territorio del comune rivierasco rimarranno in vigore le ordinanze sindacali fino al weekend dopo il 1 maggio.

In particolare, come Gambino ha annunciato su Facebook, ad Arenzano, resteranno in vigore, fino a dopo il ponte del weekend primo maggio, le ordinanze sindacali vigenti, che prevedono:

  • 4 maggio riapertura parchi, passeggiata, aree giochi bambini, spiagge e moli
  • obbligo di utilizzo mascherina in locali chiusi e in attesa durante le code (che poi sarà prorogata oltre il 3 maggio)
  • distanza sociale minima di 2 metri

«Come è comprensibile siamo tutti molto stanchi delle restrizioni. Lo sono io per primo. Abbassare il livello di guardia oggi sarebbe un azzardo. Pensiamo tutti che ancora una settimana di massimo rigore è nulla di fronte ai 2 mesi di sacrifici appena trascorsi».

Gambino commenta poi: «Sinceramente mi sarei aspettato che Regione Liguria, in questi giorni, impegnasse le proprie energie per dare indicazioni sull’organizzazione, tra i tanti esempi, del Trasporto Pubblico Locale e delle spiagge libere.
Se proprio fuga in avanti doveva essere avrei compreso un maggior coraggio nell’autorizzare la ripresa di attività economiche.
Invece, a fronte del triste primato raggiunto nell’ultima settimana dalla Liguria, ossia il più alto tasso percentuale di mortalità di tutte le regione italiane in relazione alla popolazione, il nostro Governatore ha deciso, dal mio punto di vista, per un documento poco utile al tessuto economico e commerciale del territorio lanciando, nel contempo, un messaggio molto pericoloso sulla percezione della battaglia al Covid – 19 in quanto lontano dalla realtà inequivocabile dei numeri liguri».