Arenzano, l’incognita della spiaggia libera: cosa potrebbe succedere, l’idea del Comune

Spiaggia libera ad Arenzano (foto d'archivio, scattata prima del Covid-19)

È passato il primo weekend dopo il lockdown, e in tutta la regione sono fioccate le segnalazioni di comportamenti irresponsabili: dagli assembramenti (fuori controllo) davanti ai locali, a persone che andavano nelle spiagge libere in cui, in molti Comuni, è ancora proibito sostare.

Intanto maggio sta finendo, il caldo si fa sentire, e la principale preoccupazione è rappresentata dalla “bomba a orologeria” in cui possono trasformarsi le spiagge libere, soprattutto in seguito all’apertura tra regioni.

Quest’anno sono molti i motivi che facilmente spingeranno le persone a preferire la spiaggia libera: motivi purtroppo economici, e anche motivi di spazio, poiché negli stabilimenti balneari – per garantire il giusto distanziamento – non ci sarà posto per tutti. 

Come fare? I Comuni sono alla disperata ricerca di una soluzione.

«In queste settimane – spiega Luigi Gambino, sindaco di Arenzano, su Facebook – abbiamo elaborato un piano di gestione delle spiagge libere che coniuga la fruizione in sicurezza dell’arenile alla sostenibilità economica per l’amministrazione. Siamo in attesa che, tramite ANCI, Regione Liguria si esprima in modo tale, in caso di parere favorevole, da poter partire. È evidente che con la fine del lockdown più ci sono spazi chiusi più aumentano le possibilità di assembramenti (e troppe persone, ad esempio, convergono sui laghetti o al Curlo). Speriamo nelle prossime settimane di essere autorizzati ad aprire, e quindi a gestire, tutto al meglio (vi assicuro che non sarà comunque facile)».

Il Comune di Arenzano – in contatto con Anci e le altre amministrazioni liguri – sta predisponendo un piano che deve ancora ottenere il nulla osta della Regione. A grandi linee, l’ipotesi sarebbe di dare più spazio ai chioschi per l’aumento delle spiagge libere attrezzate garantendo prezzi popolari, con una percentuale a questo punto minore di spiaggia libera (al 100%) da affidare sempre ai chioschi per il controllo dell’afflusso di bagnanti. Così diminuirebbero, gioco forza, gli spazi a rischio “assembramenti selvaggi”.

In ogni caso, sarà una grande sfida e le decisioni che le amministrazioni locali dovranno prendere non si preannunciano facili.