Lucy di Arenzano è uno tra i pochi beagle da ricerca in Italia: la sua storia per la Giornata Mondiale del Cane da Soccorso

di Valentina Bocchino

L’ultima domenica di aprile è la Giornata Mondiale del Cane da Soccorso: ma come si forma un cane da soccorso? In cosa consiste la loro attività? E cosa devono fare i padroni?

Abbiamo chiesto un po’ di curiosità ai padroni della piccola Lucy, beagle di 8 anni, brevettata Enci per la ricerca di persone disperse in superficie. Lucy è stata cresciuta con amore nella famiglia Manuele di Arenzano, e fin da piccola è stata sottoposta a un addestramento speciale in compagnia del conduttore Pier.

Qual è la storia di Lucy?

«Lucy ci è stata regalata otto anni fa – raccontano Pier e sua figlia Martina – e abbiamo subito avuto l’idea di svolgere un’attività insieme a lei. E cosa c’è di più bello del prestare soccorso in modo di essere d’aiuto agli altri? E così quando aveva 9 mesi siamo entrati a far parte del nucleo cinofilo da soccorso “Il Branco” di Pegli, iniziando l’addestramento. Nonostante l’idea che il beagle sia una razza poco obbediente e difficile da addestrare, l’impegno, la costanza e la passione hanno fatto sì che Lucy ottenesse nel 2016 il brevetto operativo Enci diventando uno dei pochissimi cani di razza Beagle operativi con questo tipo di brevetto in Italia». Lucy e Pier ora sono un’unità cinofila che svolge volontariato per il Gruppo Cinofilo Anpas Liguria.

Come funziona l’addestramento?

«Si inizia da subito con una parte dedicata all’obbedienza (percorsi a ostacoli perso il campo alla Vetta di Pegli) e una dedicata al lavoro, cioè alla ricerca pratica su diversi tipi di terreno, per essere preparati ad affrontare tutte le difficoltà che un intervento operativo potrebbe richiedere. Si inizia con brevi percorsi per poi allargare sempre di più il campo di ricerca. Per il cane dev’essere un gioco, dunque bisogna premiarlo con il gioco o con il cibo quando raggiunge l’obiettivo, che nell’addestramento è un figurante. Ed è importante anche insegnargli ad abbaiare quando trova la persona ricercata. Per il resto, il lavoro viene incentrato sviluppando le qualità del cane come olfatto, curiosità, relazione agli stimoli».

Quanto dura il percorso di formazione?

«Questo percorso, che non riguarda solo il cane ma anche il suo conduttore, ha una durata media di due anni. Questo significa che dopo due anni circa il cane è già in grado di essere operativo in missioni vere e proprie, ma in realtà l’addestramento dura per sempre: ci alleniamo con Lucy almeno due volte a settimana in qualsiasi condizione meteo, e poi ogni anno comunque bisogna rinnovare il brevetto. Abbiamo partecipato anche a svariate esercitazioni fuori regione, tra Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia, con squadre di soccorso da tutta Italia».

Come funziona un’emergenza?

«Come volontari abbiamo dato la nostra disponibilità, e possiamo essere chiamati in qualsiasi momento dalla Protezione Civile, che in caso di bisogno attiva il nucleo cinofilo da soccorso “Il Branco”, che comprende anche noi. Sul posto, quando c’è da ricercare una persona dispersa, a ogni cane viene assegnata una zona che dovrà perlustrare insieme al conduttore. Tramite il gps si può vedere alla fine con precisione quali sono state le zone battute».

Potete essere contattati in qualsiasi momento?

«Sì, in qualsiasi momento del giorno e della notte, come ci è già capitato, per la zona della provincia di Genova. Non ci pesa, altrimenti non lo faremmo, sarebbe troppo impegnativo. Per noi è bello darci da fare per aiutare gli altri, e allo stesso tempo è bello vedere Lucy che durante gli addestramenti si diverte un sacco, per lei è come un gioco».

A quali missioni ha partecipato Lucy?

«Soprattutto di ricerca di fungaioli dispersi, o di persone con problemi psichici che si allontanavano da casa». 

Perché non è facile vedere dei beagle come cani da soccorso?

«Perché addestrare un beagle è più impegnativo: sono testardi, ma come abbiamo capito prendendoci cura di Lucy, non puoi comandare un beagle, lo devi convincere. Anche per questo ricordo che all’inizio qualcuno ci ha guardati con perplessità: e invece la nostra piccola Lucy è diventata bravissima. Tra l’altro i cani da soccorso devono avere un carattere socievole e un ottimo rapporto con il proprio conduttore, in quanto le attività di addestramento si basano sulla relazione cane-umano: e Lucy può contare su entrambe le caratteristiche»