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Arenzano: Massimo Pannocchia, l’educatore che ritrae i pendolari sul treno

di Valentina Bocchino

Chissà chi è quel tizio che aspetta di scendere dal treno, mani in tasca e baffo “all’antica”. E chissà cosa deve fare il signore che osserva il tabellone degli orari: dovrà andare a lavorare, o magari incontrare una persona che non vede da tanto tempo? Poi c’è quello che si stringe nel cappotto, sui sedili, quello che parla al telefono e gesticola, quello che sembra annoiato e chissà a cosa pensa, quella che guarda lo smartphone perplessa, e tanti altri.

Sono tutte le caricature dei personaggi (veri) che escono dalla penna di Massimo Pannocchia, educatore per mestiere e artista nel tempo libero. Massimo, 44 anni, dal 2008 lavora ad Arenzano dove segue i ragazzi disabili del progetto Noinrete e – abitando a Tortona anche se di origine è genovese – fa vita da pendolare. E, quando è sul treno, la fantasia prende il sopravvento e, in pochi minuti, coglie istanti di vita sul treno e ne ritrae i personaggi, postando poi il risultato sui social.

Massimo, quando è nata la tua passione per il disegno?

Ho sempre avuto la passione per disegno e arte.
Mia madre amava dipingere e da bambino mi divertivo un sacco a prendere in mano pastelli, pennarelli, matite, scarabocchiando su fogli e quaderni i vari personaggi dei fumetti. I miei idoli adolescenziali, intorno ai 15-16 anni, sono stati Andrea Pazienza, Jacovitti, Magnus, Bonvi, Silver, Luciano Bottaro… per citarne alcuni. Mi sono diplomato al liceo artistico Paul Klee, poi ho partecipato a mostre con i miei lavori di illustrazione, anche in collettivo con artisti di primo calibro. Poi gli stimoli sono venuti a mancare, e per circa 15 anni non ho più disegnato. Nel 2017 ho ripreso, non so cosa mi abbia spinto a ricominciare: forse questa cosa “assopita” per lungo tempo voleva uscire fuori, e il risultato è stato sorprendente, sembrava che non avessi mai smesso. Un po’ come quando si va in bicicletta: non disimpari mai.

Come hai iniziato a ritrarre i pendolari?

Mi sono trasferito a Tortona nel 2012 e dunque utilizzo il treno come mezzo di trasporto: sono un pendolare, giornalmente salgo su 4 treni e il tempo del viaggio lo passo leggendo libri e… disegnando i passeggeri. È nato tutto per caso, prima disegnando su una vecchia agenda a penna, poi ritraendo i viaggiatori su quaderni con penne multicolor. Sono disegni nella maggior parte immediati, “sketch”, il più delle volte devo prestare attenzione a non tirare linee in più dovute alla velocità del treno che mi fa sobbalzare.

In generale mi piace ritrarre i passeggeri perché raccontano, con i loro visi e le loro espressioni, la vita di tutti i giorni. Mi piace rappresentarli mentre leggono, mentre dormono, mentre guardano il cellulare: sono tutte situazioni che ritrovo spesso, momenti naturali in cui si raccontano.

Qualcuno si è mai accorto che lo stavi ritraendo?

Mi è capitato a volte, le reazioni sono sempre contrastanti: c’è chi sorride, chi fa finta di niente, e anche chi cambia posto per andare a sedersi lontano. Per ora, nessuno mi si è mai avvicinato stizzito o chiedendomi qualcosa (meno male). Cerco sempre di disegnare in incognito per catturare la spontaneità.

Cosa ti colpisce di più nelle persone che ritrai? Cosa ti guida nella scelta del pendolare da disegnare?

Mi colpisce l’espressività, la postura, i visi, anche il modo di vestire. Molti viaggiatori sono uniti e particolari da ritrarre, danno un senso di originalità. A volte mi capita anche di disegnare gente in stazione o gli stessi controllori e ferrovieri mentre lavorano, tutti personaggi che animano la vita di un pendolare.

Hai mai esposto? Quali sono i tuoi progetti?

Posto spesso i miei lavori sul mio profilo personale Facebook e su Instagram (sulla pagina “Massimo Pannocchia Art” e “People on the train”). Grazie ai social sono stato contattato lo scorso ottobre per una mostra a Chiavari al “Feelin’ Blue” dove ho esposto circa una ventina di caricature dedicate al mondo della musica (da Lucio Dalla a David Bowie, passando per Marilyn Manson e altri). La mostra è stata accolta molto bene tanto che è stata prorogata di qualche giorno rispetto al termine prestabilito. Al momento sto lavorando con la penna, amo molto lo stile della grande artista americana Emil Ferris.

Ti sei mai chiesto cosa facciano nella vita le persone che ritrai?

Spesso mi chiedo, ritraendo i pendolari in treno, il loro tipo di vita. Mi faccio domande sulla loro giornata, su dove andranno scendendo dal treno, sul tipo di lavoro che svolgono o che tipo di percorso di studi fanno. Al momento ho circa 200 caricature di viaggiatori su una decina di quaderni e sto pensando di raccogliere le migliori in un libro, magari raccontando per ognuno di loro una storia, quella che immagino io osservandoli.

Alcune delle caricature fatte in treno da Massimo Pannocchia:

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