Arenzano, materiale dei seggi spostato fuori dalla scuola, la preoccupazione dei genitori e l’attacco di Bruzzone (Lega). La risposta: «La scuola è stata sanificata»

di Valentina Bocchino

La foto degli scatoloni fuori dal plesso di piazza Rodocanachi, ad Arenzano, sta facendo rapidamente il giro del web: e dunque la scuola è stata sanificata o no dopo le elezioni? E quali mascherine devono indossare i bambini?

Facciamo un passo indietro: risale a questa mattina la denuncia su Facebook di Vince Arenzano tramite il consigliere comunale Moreno Bruzzone (Lega), che sostiene di aver ricevuto parecchie segnalazioni di genitori che hanno trovato scatoloni e altro materiale dei seggi appena fuori dall’ingresso delle elementari, e «le stesse maestre sono state costrette a portare fuori il materiale delle elezioni. Questo vuol dire che la scuola è ancora potenzialmente contaminata, perché quello è materiale potenzialmente contaminato, mentre entrano i bambini» spiega Bruzzone.

Tutto questo mentre, continua Bruzzone, le segnalazioni da lui ricevute parlavano di «bidelle che facevano cambiare le mascherine chirurgiche ai bambini, con quelle consegnate da loro, che sono talmente strette da non far respirare i bambini, ed alcuni neanche riescono ad indossarle per gli elastici troppo piccoli. Ma senza quelle non facevano entrare». Dunque il consigliere conclude: «Mi chiedo semplicemente vista la situazione, le aule sono state sanificate?».

Abbiamo interpellato la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Arenzano Claudia Lorena, che spiega a proposito delle scatole e dei sacchi: «Il materiale non è stato spostato dagli insegnanti ma dai collaboratori scolastici che erano attrezzati di guanti e quant’altro, hanno toccato gli imballaggi ovvero sacchi e scatole ma non il materiale che c’era dentro. È la modalità con cui vengono maneggiati tutti gli scarti. C’è stato probabilmente un fraintendimento con la ditta che ha sanificato la scuola: avrebbe dovuto preoccuparsi lei dello smaltimento, visto che hanno lasciato questi sacchi in una parte di passaggio i collaboratori li hanno spostati e il Comune è intervenuto mandando alcuni operai, e tutto è stato sgombrato».

Per quanto riguarda la sanificazione in particolare, l’assessore all’Istruzione Giovanna Damonte specifica: «La scuola è stata sanificata da una ditta pagata dal Comune di Arenzano. Quello lasciato fuori è il materiale di risulta che doveva essere portato via dalla stessa ditta, che invece ha lasciato fuori convinta che dovesse portarla via il Comune. In ogni caso, appena abbiamo saputo abbiamo mandato i nostri operai a pulire».

Anche il sindaco Gambino ha replicato su Facebook: «Le aule sono state tutte sanificate, purtroppo la ditta non ha adempiuto al compito finale levando i materiali di risulta che comunque grazie all’intervento della nostra squadra operai è stato tolto nel giro di un’ora. Chiederemo i danni alla ditta per il mancato adempimento per tutelare il nostro Comune». E aggiunge, riferendosi al post comparso su “Vince Arenzano”: «Se chi ha scritto questo post non corregge, chiedendo scusa in primis alla comunità che per altro rappresenta con un consigliere comunale, mi troverò costretto, e non è nelle mie intenzioni, a sporgere denuncia per procurato allarme. La scuola è stata sanificata così come non è vero che le maestre hanno dovuto provvedere alla pulizia delle aule. Come nessuno di noi si permette di strumentalizzare quanto successo nelle scuole a Genova sarebbe saggio, corretto e responsabile non cavalcare le paure per un presunto, ed estemporaneo, pugno di voti».

Per il discorso delle mascherine, «sono quelle che ci ha dato in dotazione il Ministero – risponde la preside -. Queste avevano la dicitura corrispondente all’età della scuola primaria, e abbiamo iniziato a distribuire pacchettini da 10 pezzi. Il Ministero dice di utilizzare una mascherina al giorno, abbiamo dato per ora la fornitura di 10 pezzi alle famiglie da integrare poi man mano che ne arriveranno altre. Ad alcuni bimbi vanno bene, ad altri no: ho fornito mascherine più grandi, che avevamo ancora in dotazione, perché venissero sostituite quelle più strette, poi man mano che ci arriveranno faremo le necessarie valutazoni. Le mascherine che sappiamo essere più aderenti per i bimbi più grandi le daremo solo a quelli più piccoli».

In sintesi, la procedura prevista dal Ministero è, secondo quanto spiegato, che si usino mascherine chirurgiche nuove e pulite ogni giorno, e da Roma sono arrivate appositamente mascherine usa e getta per assicurarsi che le famiglie seguano le indicazioni. «L’importante – spiega la preside – è che sia una mascherina chirurgica, non di stoffa, integra e non logora, e che a livello di protezione segua le prescrizioni ministeriali. Può essere anche una mascherina con un livello di protezione superiore, a scelta dei genitori, il Ministero ci fornisce quella chirurgica usa e getta. Le mascherine ci arrivano da fornitori differenti, e noi le abbiamo distribuite leggendo la misura scritta sul pacchetto. Se sono troppo piccole non è un problema, i genitori avvertono le maestre e avranno un pacchetto di mascherine più grandi, nel frattempo consiglio di mettere comunque nello zaino dei bimbi una mascherina di scorta. Il problema è risolvibile in tempi rapidi, sicuramente non chiediamo a un bambino di stare a scuola con una mascherina non adeguata alle misure del volto. Se si segnala il problema, lo risolviamo. Dobbiamo essere tutti collaborativi e flessibili: segnaliamo ciò che non va senza allarmismi, c’è la disponibilità a intervenire per trovare soluzioni».